VINCENT VAN GOGH

VINCENT VAN GOGH

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VINCENT VAN GOGH, nato il 30 marzo 1853, ARIETE ascendente CANCRO

 

È come avere un gran fuoco nella propria anima e nessuno viene mai a scaldarvisi, e i passanti non scorgono che un po’ di fumo, in alto, fuori del camino e poi se ne vanno per la loro strada.
Bisogna aver sempre presente la meta da raggiungere e che la vittoria ottenuta dopo un’intera vita di laboriosa fatica vale più di un facile successo. Chiunque viva sinceramente e affronti senza piegarsi dolori e delusioni è assai più degno di chi ha sempre avuto il vento favorevole, non conoscendo altro che una relativa prosperità.

V. Van Gogh

 

Per il Tema Natale di questo artista che tutti conosciamo e di cui tanto è stato scritto e detto, mi avvalgo dell’ottimo studio compiuto da Laura Poggiani, su creatività e psicopatologia, e vi auguro una buona lettura.

 

CREATIVITA’ E PSICOPATOLOGIA

Si definisce creativo, fino alla genialità, chi è caratterizzato da originalità, eccentricità rispetto alla tradizione ed eccellenza nel produrre. Ricordiamo tra i molti artisti affetti da disagio psichico, il poeta e scrittore Cesare Pavese, il narratore americano Ernest Hemingway, il filosofo Walter Benjamin, il pittore Vincent Van Gogh, la scrittrice Virginia Woolf e nell’antichità i filosofi Empedocle, Socrate e Platone. Secondo un’ipotesi, il disagio psichico favorirebbe l’autoaffermazione. I maniaco-depressivi sembrano portati ad eccellere, soprattutto in campo letterario. Nell’anoressia nervosa si evidenzia una certa tenacia nel cercare di raggiungere i propri obiettivi e l’emergere in attività competitive quali la danza e la professione di modella. E’ stato dimostrato poi che soggetti depressi, non gravi, hanno una maggiore capacità di giudizio rispetto ai sani, soprattutto in situazioni ambigue.

 

IL RUOLO DECISIVO DI MARTE

Il pianeta Marte svolge un ruolo determinante, sotto il profilo energetico, in un tema natale. Caratteristica dell’espressione tipicamente marziana è infatti l’energia costruttiva, talvolta un po’ egocentrica, ma svincolata dal giudizio altrui. Quando il pianeta non canalizza le proprie energie in modo positivo, infatti, fa emergere sentimenti di rabbia, aggressione e distruzione. Tutto questo può essere rivolto contro se stessi o contro gli altri e, nel primo caso, costituisce una fonte potente di depressione.

Dei 4 elementi (Fuoco, Terra, Aria e Acqua) in cui si suddividono i 12 segni zodiacali, l’Acqua, che simboleggia la vita, la sensibilità, è anche quello che più facilmente cade preda della depressione e non è sede facile per Marte. In questo elemento, infatti, il pianeta è simbolo di grande amore per l’acqua primordiale, si proietta nel futuro come sentimento di condivisione con gli altri delle proprie emozioni, vuole esprimersi nella collettività, nella quale vuole però muoversi autonomamente. In segno d’Acqua (Cancro, Scorpione e Pesci), Marte può sentirsi privato di energia, meno in grado di agire con la necessaria determinazione e potenza nel rapporto con gli altri dando così luogo alle forze contrapposte, tipiche dei disturbi bipolari: grande energia ed entusiasmo (Marte) da un lato e fiacchezza, depressione, avvilimento (elemento Acqua) dall’altro.

Un altro fattore astrologico indicativo della cosiddetta depressione bipolare è dato anche da aspetti o collegamenti di Marte (energia) a Saturno (depressione). Se invece interviene Urano, si ha spesso uno sfondo di grandi cambiamenti o perdite, qualche volta malattie fisiche o una mancanza di appoggio sociale. Con Nettuno, intervengono invece problemi con alcol o abuso di medicina mentre con Plutone si attiva un grande potenziale autodistruttivo, che spinge il soggetto in modo totalmente inconsapevole verso scelte o azioni per lui lesive.
In sintesi, un Marte sano esprime la sua personalità senza pensare a come gli altri sentono, sa quello che vuole e come trovarlo. Ma un Marte depresso è incerto riguardo ai propri obiettivi. Attraverso l’Acqua, Marte può iniziare ad esprimersi agendo come gli altri vogliono che agisca invece di fare ciò che vuole e questo è particolarmente vero per chi vive sotto l’attenzione del pubblico.

 

VINCENT VAN GOGH

Il famosissimo pittore olandese nasce il 30 marzo 1853 ed è un caso emblematico di artista dotato di grandissima sensibilità e geniale creatività. La sua esistenza è stata un viaggio nel “tormento dell’isolamento”: incompreso e solitario nella sua esasperata ricettività del dolore, lucido e cosciente della propria malattia che era anche fisica, ma soprattutto dell’anima.

Moderni studi psichiatrici hanno avanzato l’ipotesi che Vincent soffrisse di malattia bipolare o sindrome maniaco-depressiva conseguita geneticamente dalla famiglia e che affliggeva anche suo fratello Theo, al quale scriverà: “Per agire nel mondo, occorre morire a se stessi…L’uomo non sta sulla terra solo per essere felice, neppure per essere semplicemente onesto. Vi si trova per realizzare grandi cose per la società, per raggiungere la nobiltà d’animo e andare oltre la volgarità in cui si trascina l’esistenza di quasi tutti gli individui.”
Ariete asc. Cancro, con Nettuno, Venere e Marte nel segno dei Pesci, Van Gogh avverte istintivamente il suo legame intimo con l’acqua e il mare, tanto da scrivere “A momenti, come le onde disperate si infrangono sulle scogliere indifferenti, un desiderio tumultuoso di abbracciare qualcosa.” Il disagio psichico di natura bipolare è emblematicamente segnalato, sotto il profilo astrologico, oltre che da Marte ancora in un segno d’Acqua, dalla sua posizione di “apice” in una doppia quadratura a Giove in Sagittario e all’asse Nodale in Gemelli/Sagittario. Proprio il glifo del Nodo Sud, del resto, compare come gesto istintivo nella firma, al posto della “V” del nome. Inoltre Mercurio, a 25° Ariete, è in quadrato  all’Asc. Cancro.

A tutto questo, si contrappone l’energia, l’attivismo e la positività tipica del elemento Fuoco nel quale troviamo, oltre al Sole e a Mercurio in Ariete, anche la Luna e Giove in Sagittario. Sono proprio i valori Sagittario che lo porteranno ancora a scrivere “L’uomo è uno straniero sulla terra e la sua vita un viaggio scosso dalle tempeste” mentre Marte-ferro lo porterà a dire “Cos’è disegnare? Come ci si arriva? E’ l’atto di aprirsi un passaggio attraverso un muro di ferro invisibile che sembra trovarsi tra ciò che si sente e che si può.”

Una vita intensa e breve, carica di sofferenza che ha però dato luogo ad una produzione altrettanto vigorosa e sublime che ha consacrato Vincent tra i pittori più geniali del mondo.

Laura Poggiani

 

Fonte: http://www.astralis.it/art%20therapy.htm

 

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