URANO IN TORO

URANO IN TORO



URANO in TORO

Ci avviciniamo all’ingresso definitivo di URANO IN TORO, esattamente il prossimo 6 marzo 2019, e la sua permanenza ci accompagnerà in questi anni fino al 2026 e sarà un bel cambiamento che in questi prossimi anni lavorerà su tanti pregiudizi antichi e ancora attuali. In questa Era così rivolta allo sviluppo spirituale, si tralascia il significato e l’importanza del nostro primo tempio corporeo, considerandolo come un interesse non rivolto alle alte mete dello spirito, astratte ed elevate. Secoli di fraintendimenti culturali hanno associato il corpo a qualcosa di sporco e peccaminoso, bestiale e intriso degli istinti più bassi, rispetto alle mete dello sviluppo spirituale, e il corpo ha finito per scindersi dall’Anima.

L’unione di URANO, il Dio dei cieli e GEA, madre terra, che adesso Urano nel Toro potrà compiere, è il passaggio trasformato di questo matrimonio ritrovato. Sarà un passaggio fondamentale nell’aiutarci a non dimenticare il valore sano e l’amore per quello che è l’involucro fisico con cui noi siamo qui in cammino sulla terra.

Il segno del TORO non ha mancato di essere frainteso in descrizioni semplicistiche che lo hanno reso un pigro indolente possessivo e ingordo segno, lento e poco progredito, rispetto ad altri suoi compagni di viaggio più scaltri e mobili, e per certi versi, vi è una verità; il lato ombra di un Toro che non realizza la sua missione, si tramuta, in un buco nero di appetiti non colmati e una fame di sicurezze insaziabile, che passa per possesso e ristrettezza di vedute. Ora con l’ingresso di Urano nel Toro, è venuto il momento di riscattare anche questa zona d’ombra, e provare a capire dove andare a costruire quella solida certezza interiore, che possa dare stabilità e sicurezza alle nostre ataviche paure. Per ognuno di noi Urano nel Toro, andrà ad attivare un mutamento nell’area dove più abbiamo bisogno di sicurezza, proviamo a contattare e capire come colmare in modo differente quel pezzo di vuoto, che ancora si sbilancia o pesa sugli altri.

Dove abbiamo paura di perdere qualcosa? Dove chiediamo di essere nutriti a livello affettivo, a livello materiale e di sicurezza emotiva?

Lì, in quella porzione di paura, che si nasconde la nostra vera natura, e sta noi a scoprirla, per comprendere dove ancora stiamo cercando, come il bambino piccolo, di pensare solo alla nostra soddisfazione e dove ancora stiamo cercando – scusate la metafora – la tetta materna a cui attaccarci. Dove quando c’è uno stato di allarme, attiviamo i nostri sistemi di sicurezza e ci buttiamo di corsa nelle scialuppe di salvataggio del Titanic, senza guardare in faccia nessuno. Facciamo un gran bel respiro… non dobbiamo più scappare in nessun riparo, possiamo domare quell’animale spaventato che è dentro di noi, il toro furioso, la bestia che cerca sicurezze. Ora potremo sentire i nostri istinti primari e domarli con sapienza e fiducia.
Siamo immensamente saturi di bellezza a disposizione, possiamo condividerla, non essere soli e indifesi, possiamo essere noi quella terra fertile, calda, tenera e meravigliosa su cui poggiare per sempre i nostri piedini senza più paura di essere lasciati soli.

Anna Elisa Albanese

2 Comments
  • Maddalena
    Posted at 08:17h, 15 marzo Rispondi

    Magari poter riuscire a rincuorare questa parte così insicura e così bisognosa! Ultimamente sto sentendo molto forte la sua presenza. So di cosa si tratta dove si attacca, so cosa vuole e di cosa ha paura, ma non so come placarla se non dandogli ciò di cui ha bisogno o per lo meno un surrogato. Mi tormenta ed è tormentata. Quale può essere il passo da fare per placarla davvero? Per non farla sentire più vuota o nella mancanza? Grazie

    • Sentiero Astrologico
      Sentiero Astrologico
      Posted at 10:47h, 15 marzo Rispondi

      Buongiorno Maddalena.. magari ci fosse una sola risposta. Ovviamente poi a seconda di come è composto il tuo tema, e di dove transiterà Urano e quali dinamiche sta facendo affiorare, potremo risponderci. Intanto posso dirti che il vuoto è qualcosa di necessario per poter modificare il “surrogato” che fino adesso ha provato a riempirlo. Spesso il vuoto risale ai primi vuoti affettivi della nostra vita, e non è facile riempirlo ora, se non cercando qualcosa che ci ridia una sensazione di amorevolezza e cura per noi stessi e il valore del nostro sentirsi appartenenti alla vita. La natura è la grande madre di tutti i vuoti e anche se ci fa sentire a volte ancora più piccoli e soli, abbandonarsi ad essa, è la cura universale che da sempre l’uomo ricerca nella sua sconfinata bellezza.

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