Uno psicologo nei lager

Uno psicologo nei lager

La libertà psicologica dell’uomo, quel bene che nessuno potrà sottrargli, finché non esala l’ultimo respiro, fa si ch’egli trovi, fino al suo ultimo respiro, il MODO di plasmare coerentemente la propria vita. Poiché non ha senso solo la vita attiva, nella quale l’uomo ha la possibilità di realizzare dei valori in modo creativo; e non ha senso solo la vita ricettiva, cioè una vita che permette all‘uomo di realizzarsi sperimentando la bellezza nel contatto con arte e natura; la vita conserva il suo senso anche quando si svolge in un campo di concentramento, quando non offre quasi più nessuna prospettiva di realizzare dei valori, creandoli o godendoli, ma lascia solamente un’ultima possibilità di comportamento moralmente valido, proprio nel modo in cui l’uomo SI ATTEGGIA di fronte alla limitazione del suo essere, imposta con violenza dall’esterno.

Ma non solo la vita creativa e quella ricettiva hanno un senso: se LA VITA ha un significato in sé, allora DEVE avere un significato anche la sofferenza.


Viktor E. Frankl

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