SULLA FELICITà

SULLA FELICITà

Il Sentiero di Anna. 

Pensieri durante l’Eclissi totale di Luna, 27 luglio 2018

 

Ho imparato a temere di essere troppo felice, quando scoprii da piccola che la felicità mi emarginava. La finta esaltazione che scorreva nella mia famiglia, mista poi a grandi colate di disperazione mal camuffata, lasciava poco spazio alla bambina felice che di natura istintiva io sarei stata. Ci ho messo tanto a capire che tararmi a una tinta Intermedia tendente allo scuro e adeguarmi per osmosi alla maggioranza, sarebbe stato il passo che più mi assicurava vicinanza a chi amavo. Se stavo male, se avevo la febbre, se c’era qualcosa che non andava, si sarebbero occupati ancora di me. Inoltre sarei stata vicino alla loro tristezza.

L’abbandono tanto temuto, sviscerato in tutte le salse nei miei lavori interiori, lo sto approfondendo, attraversando, sentendo in modo più acuto sempre anche da adulta. Sarà sempre un mio tema e tanto vale non lottarci più contro. Ora che vedo sempre più chiaro, capisco che l’abbandono che mi ferisce è quello del non essere capita e che il bivio da scegliere è sempre stato tra L’ essere felice e l’essere sola. O essere triste e appartenere pure io a ciò di cui tutto era permeato.

Per anni ho scelto la seconda, così tanto da dimenticarmi potesse essere diverso e così ora che in questi ultimi anni, in cui invece gli occhi hanno iniziato a spalancarsi sulla vita e la gioia, e su un modo di vivere diverso, ecco che torna quel bivio lancinante più chiaro che mai. Se vedi qualcuno che soffre puoi raccontargli la tua felicità? Vuoi che la veda o tenti di sminuirla?
Ho iniziato allora a farlo e tagliare a pezzi ogni sorriso spontaneo.
Allora essere felici diviene una colpa se L’altro, chi ami e ti ha generato sta male e non può esserlo?
Non ero cosciente, ma in un attimo ho scelto, e scelsi di non sopportare la colpa.
Essere felice era troppo pericoloso.

La felicità è stata un tabù e qualcosa da nascondere , per me è stato così, e per anni è stato semplice perché non sapevo nemmeno io dove stesse.
E se noi ci raccontiamo che la vogliamo, che vorremmo essere felici per davvero, interroghiamoci su quali resistenze interiori impediscono tutto questo, su quali equilibri giungerebbe il cambiamento, che argini spaccherebbe e il prezzo che richiederebbe. La colpa. L’invidia spesso. Il lasciare indietro chi come nelle tossicodipendenze si sente tradito e lasciato, perché il dolore sembra avvicini, mentre la felicità invece no.. e questo è il dolore più grande, che ostacola spesso anche solo il volerci provare. Ovvio non per tutti, questa è la mia storia …e questo penso mentre sciolgo ancora un poco i nodi del mio passato nella notte prima dell’Eclissi.

 

Anna Elisa Albanese 

 

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