SIGMUND FREUD

SIGMUND FREUD

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SIGMUND FREUD, 6 maggio 1856, TORO ascendente SCORPIONE

  

L‘umanità ha sempre barattato un po’ di felicità per un po’ di sicurezza.
….Si deve ammettere che hanno ragione i poeti di scrivere di persone che amano senza sapere, o che sono incerte se amano, o che pensano di odiare quando effettivamente amano. Sembra, quindi, che le informazioni ricevute dalla nostra coscienza che cercano la vita erotica siano particolarmente soggette all’incompletezza, lacunose o false.
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L’amore sensuale è destinato a spegnersi una volta soddisfatto; per poter durare, esso deve essere associato, fin dagli inizi, ad elementi di pura tenerezza, deviati dallo scopo sessuale, o subire ad un certo punto una trasposizione di questo genere.
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Nell’inconscio, le cariche energetiche possono essere facilmente e completamente trasferite, spostate e condensate; questo lavoro porterebbe a risultati privi di validità qualora si riferisse al materiale preconscio; ed è proprio a questo lavoro che son dovute quelle ben note singolarità che appaiono nei sogni manifesti, dopo che i resti diurni preconsci sono stati elaborati secondo le leggi che operano nell’inconscio.


Sigmund Freud

 

Sigmund Freud, ha un tema di nascita che mostra una Casa VII piena; al suo interno Sole, Urano e Mercurio in Toro, come a mostrarci la possibilità per questo segno, governato da Venere –  in Ariete in Casa VI – di portare avanti con coraggio, costanza e resistenza un progetto. La Casa VII, nota come casa dell’altro e della relazione, si presta benissimo a lavori che possano indagare, scoprire, investigare, questo “altro da noi”.

Anche  C.G.Jung  aveva Sole in Leone e Urano in Casa VII, non casuale per entrambi questa posizione, che ha permesso una ricerca di se stessi tramite la ricerca di conferma, approvazione, dialogo, relazione,  che si crea nei rapporti interpersonali e nel lettino d’analisi di cui sono stati pionieri. Un rispecchiamento necessario e possibile per poter immaginare quella zona di “relazione” che si crea nel setting analitico. L’Io che incontra il Tu, che grazie al meccanismo della Proiezione e del Transfert, rende possibile il riconoscere le zone ombra dentro di sé. Trovare la totalità del nostro Sè, attraverso l’altro da noi, che non è che l’immagine specchio di ciò che non riconosciamo di noi stessi. Questo per noi pare un concetto a volte scontato,  ma arriva proprio dagli studi iniziati in quegl’anni così densi di rinnovamento e “furore psichico”, in perfetta sincronicità anche alla scoperta di Plutone – inconscio del 1930.

Prima di allora l’inconscio c’era, ma se ne parlava in maniera differente. Ne parlavano i saggi, mistici e persone in contatto con la spiritualità, ne narravano soprattutto i più grandi romanzieri che ci hanno offerto per primi, ritratti densissimi di personaggi di cui l’indagine psicologica era assolutamente impeccabile e profondissima. Ma con Freud c’è stata una sistematizzazione e una necessità impellente di occuparsi di tutte le zone della coscienza, fino ad allora, spesso considerate da manicomio come con l’Isteria femminile, che imperversava nelle donne dell’epoca, che ha potuto essere sviscerata, liberata e compresa. Nelle mode ci si è liberati di corsetti e bustini stretti del secolo precedente e si è potuto indagare nell’anima umana e nelle sue contraddizioni in un’epoca che è stata davvero un viaggio dentro le zone sepolte dell’umanità.

Nettuno e Giove nei Pesci sono portatori di un passaggio collettivo di apertura anche allo psichico, che andava molto in voga in quegli anni, Sigmund Freud, li ha tra la IV e la V Casa in quadratura a Saturno nei Gemelli in Casa VIII, offrendo la tensione necessaria per l’esplorazione nell’inconscio – l’infinito immaginativo e la logica razionale si possono incontrare proprio nel territorio della trasformazione e del processo di trasmutazione alchemica. Ove Saturno ha più paura di lasciare andare la sua struttura, dove più vi è la paura di entrare nell’intimità e nella nudità di se stessi, si nasconde il luogo in cui si può sperimentare la padronanza e la conoscenza dei propri impulsi sotterranei (Casa VIII), dove possiamo mettere la giusta distanza e la comprensione del meccanismo sottostante. Saturno qui può lavorare sodo, strutturare, dare forma e contenuto…  dove c’è più il richiamo a perdersi (Nettuno), ad andare oltre sé –

Citando André Barbault  “Nel caso di Sigmund Freud ci troviamo di fronte a un’evidente situazione di tipo Plutone-Urano (o Urano-Plutone). Mentre l’Ascendente è in Scorpione, Plutone sta al Discendente, e Urano è congiunto al Sole e a Mercurio, in quadratura al Medio Cielo, e prossimo a tramontare.
La tematica per eccellenza della sessualità di stampo Scorpione-Plutone: ecco qua il padre della psicoanalisi visto nella sua essenza. Il suo primo interesse fu lo studio del sesso delle anguille. Dobbiamo ringraziare il concorso illuminante di Urano se diventerà lo scopritore della libido dell’homo sexualis. Le astralità della cerebralità dipendono da un registro composto da Sole, Mercurio, Saturno e Urano: la concentrazione delle congiunzioni di questi pianeti è un nucleo tendente a diventare un vertice della vita mentale. Con Urano il risvegliatore, il sale del pensiero, si vede chiaro, e l’indipendenza di carattere dell’uraniano si accompagna generalmente a un atteggiamento lucido.

 Nella situazione di Freud, si tratta di prendere coscienza dei fenomeni umani al di là di ciò che è già noto, proiettando un nuovo fascio luminoso nella notte dell’essere.

Allorché Freud si applica alla psicologia, l’inconscio sembrava una specie di humus primitivo comune a tutti gli esseri umani, immagine di un mondo nettuniano. La potenza mentale freudiana consiste nell’esplorare i bassifondi delle tenebre interiori e nel sottolineare una lettura dell’inconscio. Se, da uomo libero e audace, rivela un pansessualismo che fa scandalo, ciò accade grazie alla sua passione uraniana per la conoscenza, che la sua primaria curiosità sessuale ha condotto a mettere in luce la vita sessuale umana.” (André Barbault, Uranus Neptune Pluton, Éditions Traditionnelles, Paris, 2002  – Traduzione di Enzo Barillà)

 

Anna Elisa Albanese

 

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