Quando non riusciamo a dire NO: gli aspetti MARTE – NETTUNO

Quando non riusciamo a dire NO: gli aspetti MARTE – NETTUNO

Il Sentiero di Anna –

Riflessioni sui propri confini  

 

Comincio a capire in maniera sempre più nitida, che la protezione estrema attuata da sempre alla mia intimità, una sorta di introversione, “orsaggine” potremmo chiamarla, è stata la mia unica salvezza. Il silenzio delle parole, il cancello chiuso, possibilmente serrato, le cui serrature venivano comunque sfondate in vario modo sono state le mie modalità di reazione rispetto a una troppo sbilanciata non definizione di me stessa. Un meccanismo automatico, tipo i granchi granchi o i polipi quando ti sfuggono, per non essere in grado di riconoscere i miei desideri, ciò che volevo da ciò che non volevo. La verità è che non ne avevo idea, e quando si è confusi, il più forte ha quasi sempre la meglio.

E’ una legge universale: quando non scegli, qualcun altro e qualcos’altro sceglierà per te. E quando era troppo tardi per me, ecco le sensazioni conosciute di saccheggio, delusione, incomprensione. Richiudevo tutto in me stessa, in completa protezione ormai tardiva, come alzare i ponti levatoi di una fortezza quando ormai le truppe erano già entrate. Tipica reazione di molti segni d’Acqua o dominanti Acqua, non mostrare più nulla di vagamente vulnerabile all’avversario.

Il saccheggio emotivo da parte di altri verso i miei spazi sacri, ha continuato per anni senza che riuscissi a capire come impedirlo. Penso non ci sia mai stata nessuna fortezza da proteggere, per questo è sempre stato facile entrare, al posto dei muri, c’era solo acqua e aria. Confusione, insicurezza, ricerca di approvazione.

Entrano nel tuo spazio le persone quando non si accorgono dei tuoi reali bisogni, spesso totalmente differenti tuoi.

 

Entrano nel tuo spazio sacro quando le persone emettono un giudizio negativo su una tua scelta o un tuo modo di vivere.

 

Entrano nel tuo spazio quando non rispettano la tua natura e il tuo modo di essere o cercano di convincerti o farti pressione per portarti a fare ciò che vogliono, insinuandoti dubbi e sensi di colpa non appena tu ti rifiuti di seguire il loro volere, il loro ritmo, il loro desiderio.

 

Io assecondavo tutto quanto alla bell’e meglio, come se quella fosse l’unica strada possibile per farmi amare, invece è stata l’unica strada per perdere me stessa.

Noi siamo abituati a vedere la violenza al di fuori di noi quando nelle guerra e i soprusi, la violenza a livello psicologico non la vediamo.

 

Una delle mie tematiche è stata l’invasione continua e perpetuata.

Il primo passaggio è stato riconoscere questa invasione,

il secondo cercare di contrastarla, il terzo rispettare alcuni tratti della mia natura che ha potuto manifestarsi nella tale maniera, proprio perché impattava nelle altre nature, portate a fare la cosa esattamente contraria.

 

Colpa dell la mia natura troppo accondiscendente, o della natura altrui prevaricatrice, insistente e volitiva? Di nessuno dei due. Questa credo sia la questicosa che più mi sta a cuore, non c’è una colpa di qualcosa, ma sono le due dinamiche che insieme creano la reazione. Ma la riposta arcana ancora dovrò afferrarla, giunge..  ma a tratti, passa da altre vie, che la mia mente non può cogliere. Non ancora.

Nettuno è il simbolo dell’annullamento di confini e della non separazione, parole che spesso sembrano vuote e così astratte, a ho avuto modo di sentirlo pienamente e comprenderlo sempre meglio. Un Nettuno che fa aspetto dinamico con Marte, quadratura nel mio caso, con doppia enfasi, ho Marte nel segno dei Pesci, il cui governatore riporta sempre a Nettuno. Come si muovono quelle due energie, quella di Marte e quella di Nettuno? Nettuno, energia femminile passiva, che vorrebbe annullare ogni conflitto per fondersi col tutto, e quella di Marte, energia attiva, che taglia, irrompe, vuole, arde.  Nettuno che è in rapporto con Marte in quale modo annulla il suo istinto naturale di affermazione, per portarlo ad agire e chiedere quello che desidera in maniera differente. Una forza più passiva, che non vuole dire meno forte. Avete presente i maremoti o le corrente sotterranee che arrivano dalle profondità marine quando sulla superficie sembra ancora tutto calmo? Ecco, una cosa del genere.

 Marte – Ego – volontà – prode cavaliere del Sole – Identità, dovrebbe portarci a aiutarci nel realizzare ciò che vogliamo e desideriamo, ma se interviene Nettuno, non legato all’Io individuale, è portato a sentire le altrui istanze, sofferenze, richieste ecc, Perché dunque dovrebbe essere Ego – ista e lavorare per il Sole, quando il suo desiderio più grande, quello che lo farebbe stare davvero bene, sarebbe che tutti fossimo felici senza nessun conflitto o crepa?

Gli aspetti dissonanti di Marte – Nettuno o Sole – Nettuno, ( o un transito di Nettuno dinamico sul proprio Marte o Sole) ci chiedono di venire a patti con qualcosa di più grande legato al sentire che non sempre va d’accordo con i desideri immediati che crediamo di volere.

Una delle prime cose che mi sentii dire nelle mie prime esperienze di consulti astrologici, è stata “Con un Marte così, mettiti l’anima in pace, meglio che le tue cause personali le lasci perdere e che ti occupi di quelle altrui.” Un po’ brutale e semplicistica come interpretazione, ma il senso l’ho capito solo ora dopo tanti anni, ma prima? I miei anni in cui non capivo, non sapevo, e non comprendevo come mai, ero sempre io a rinunciare, ero sempre io ad andare incontro. Non mi è mai bastata quella risposta, anche perché non mi sentivo né buona né santa, ma solo debole.

Quindi si può dire, per quanto riguarda la mia storia personale, se le invasioni che sento di aver subito sono esistite davvero, o sono esistite per dar modo alla modalità Nettuniana di trovare la sua esperienza evolutiva? Noi siamo i creatori del nostro destino, se impariamo a maneggiare, sentire, rendere consapevoli i meccanismi che ci abitano e che noi portiamo ogni giorno nella materia attirando determinate esperienze a noi.

Il mio Ascendente Scorpione, in cui Nettuno si colloca in Casa I, per così dire morbido, ha creato lo spazio fluido fin dall’inizio a quella invasioni, ha aperto la porta agli altri non definendosi per primo. Non definendo se stesso. Non capendo bene dove finiva la mia identità e dove iniziava quella altrui, la mia risposta a molte domande dirette era sempre “Boh” , oppure “Per me è uguale”, appena mi si chiedeva di scegliere, di collocarmi da una parte o dall’altra della barricata io non sapevo che fare, e non volevo dispiacere nessuno, finendo solo per dispiacere me stessa.

Scegliere mi avrebbe scoperta e resa visibile e il Dio Nettuno – misterioso, cangiante e mutevole, non vuole certo mostrarsi. D’altronde è il fratello di Plutone Dio degli inferi e dell’inconscio inesplorato, e come lui confonde e mistifica alla ricerca del chi è davvero oltre le maschere dell’Identità cosciente. 

Nettuno è anche Poseidone Dio dei mari, il suo regno è quello acquatico, e sott’acqua i suoni sono lontani, la percezione è confusa, si fa fatica a scegliere e soprattutto nulla pare così importante da essere difeso, contrastato o eliminato – nell’acqua tutto prende spazio con morbidezza e fluidità, senza peso convivono squali alghe e sabbia. “Mi accompagni fuori sono da solo – Mi ascolti che sto male – Mi fai questo favore tu che mi capisci – Mi sostieni vero che io non ce la faccio – Si – Si – E ancora si. Perché dovrei dirti di no?

 

Parlavo all’inizio di un cancello chiuso a doppia mandata, che pare contraddittorio adesso con la porosità modello spugna dell’Acqua e di Nettuno. Invece sono i due estremi, della scarsa capacità di mettere confini. Metto i lucchetti, dove non sono riuscita ad arginare le invasioni e il bisogno estremo di solitudine va a compensare una ancora scarsa capacità di definire la mia volontà – Marte in aspetto a Nettuno. 

Avete mai visto una persona iper sensibile, tramutarsi nella freddezza più totale?

Ecco i due estremi rappresentati benissimo. Se non c’è nulla da difendere, non c’è bisogno di tirare giù dei muri, se si sa dire di No, con scioltezza, non c’è bisogno di ricaricarsi in solitudine per riprendersi dalle energie vitali che sono uscita a contatto con gli altri. Se si sta stare insieme agli altri senza essere invasi, non c’è bisogno di ritirarsi.

Noto sempre di più questo schema, sia in me, sia in alcune persone di cui riconosco i “sintomi”, sarà complice questa lunga permanenza di transito di Nettuno nei Pesci quadrato a Giove in Sagittario che sta davvero aprendo porte a comprensioni profonde, ma mi pare ora di poter arginare con un po’ gli antichi sensi di colpa, le invasioni di campo che giungono dal mondo fuori.

Posso parlare a Nettuno e dire che non c’è nulla di male, per una volta a definirsi e dire No, anche a costo di fare stare un po’ male qualcuno.

Un tempo, era inimmaginabile, i sensi di colpa insostenibili.

Perché ricordate..  nelle dinamiche Nettuniane e di ha tanta valori Pesci, di qualsiasi natura siano, non è per l’altro che noi ci immoliamo, non è per bontà di cuore, no, nulla di tutto, questo, è perché è l’unica strada che ci ha definito fino adesso. la nostra identità si è definita tramite questo atteggiamento.

Oltre quel ruolo, di salvatori, martiri, vittime sensibili, si nasconde il vuoto del non sapere chi si è altrimenti. E anche, e soprattutto la domanda: ma cosa voglio io prima di tutto?. E’ venuto adesso il momento di scoprirlo.

 

Anna Elisa Albanese

 

“Quadrati, congiunzioni, opposizioni, a Nettuno, con qualsiasi tipo di pianeta, sono gli aspetti migliori che possiate avere per uno sviluppo spirituale perché vi danno un fortissimo stimolo a trascendere le cose mondane della vita. Dovete in qualche modo tentare di sfuggire.
Ma potete evadere, naturalmente, attraverso l’alcol, la droga o una vita sregolata, oppure potete evadere attraverso la meditazione, le cose spirituali o il servizio all’umanità.”

 Stephen Arroyo ” Relazioni e cicli vitali”,  edizioni Astrolabio

 

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immagine 1:  fish in momma's pond Marcia Baldwin
immagine 2: The Indian Peacock (male) It features the "eye" of the feathers and the over-lapping of colors that create the look of peacock feathers. Description from pinterest.com. I searched for this on bing.com/images

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