PLENILUNIO IN BILANCIA, 19 aprile 2019: IL TEMPO DELL’OLTRE

PLENILUNIO IN BILANCIA, 19 aprile 2019: IL TEMPO DELL’OLTRE

 

Avremo il fenomeno di Luna Piena il 19 aprile 2019 alle ore 13.12 italiane, per la seconda volta nel segno della Bilancia a 29°.

Il segno della Bilancia in cui abbiamo la Luna, governato da Venere e il segno dell’Ariete in cui si trova il Sole, governato da Marte, sono nuovamente in opposizione nel secondo Plenilunio in questo segno (il precedente era stato il 21 marzo  2019, vedi articolo Qui).  Dualismo che ci offre la possibilità di osservare la contrapposizione tra il naturale bisogno di condivisione, relazione e appartenenza (Bilancia) e il bisogno di separazione, indipendenza, autonomia (Ariete), insito in ognuno di noi. 

Venere si trova agli ultimi gradi dei Pesci in una congiunzione (se pur di segno diverso) con Mercurio e Kirone in Ariete. Venere in questo ultimo ciclo di Luna ha attraversato il segno dei Pesci passando dalla congiunzione con Nettuno e si prepara a passare in Ariete (il 21 aprile), nel Plenilunio forma una quadratura con Giove in Sagittario, appena entrato in moto retrogrado. Inquietudine e ricerca saranno le parole fondanti, mutevolezza e ascolto dei propri bisogni emozionali in trasformazione incessante. Perdita di antichi punti fermi e sicuri, mutamento di valori in un’ottica di espansione di visione.

Sagittario e Pesci sono i due segni che ci aprono al mondo dell’Oltre, essi rappresentano il ponte attraverso cui la nostra coscienza può vivere in due tempi paralleli nello stesso istante: il tempo presente e il tempo immaginato, noi esseri umani, siamo gli unici viaggiatori del tempo, agli animali non è concesso questo stadio di coscienza. Il primo grande dilatatore di spazi è Giove, a cui segue Nettuno, ed esso si inserisce nella nostra coscienza attraverso la ricerca di ciò che non ci basta – l’inquietudine e l’insoddisfazione sono le due chiavi d’accesso che possono allargare spazi e luoghi d’anima, se impariamo a decodificare il “vuoto” interiore che ci parla. E’ in quel vuoto e nella ricerca di come “riempirlo”, che si annida la possibilità di accedere a dimensioni più profonde del nostro Sè.

Interroghiamoci su quel senso di pieno e di vuoto che ci assale sia a livello relazionale, sia quando siamo con noi stessi e abbiamo paura del grande spazio di silenzio. Possiamo essere “i re dell’indipendenza suprema”, o essere immersi in relazioni affettive piene e soddisfacenti, ma il tema dell‘horror vacui (in estremo) e il tema della solitudine, della paura di finire la nostra vita completamente soli, è un tema che riguarda tutti. Finiamo con il mettere a tacere questa paura ancestrale attraverso il fare eccessivo, il lavoro, la ricerca ossessiva di stimoli continui, la bulimia affettiva, ma quando cala tutto questo .. e attraversiamo fasi della vita in cui siamo costretti a lunghe privazioni, il vuoto di senso appare come minaccia.. o come fantasma non del tutto dichiarato anche a noi stessi.

Giove in Sagittario è entrato in moto retrogrado il 10 aprile e lo sarà fino all’11 agosto 2019, inaugurando per primo i mesi estivi di retrogradazione di tutti i pianeti collettivi, portandoci a ricercare dentro di noi il significato del nostro essere qui, non temere di contattare quel silenzio e quelle domande che chiedono risposte interiori e non soddisfazione esterna. Diamoci l’intenzione di non fuggire nelle promesse allettanti di distrazioni facili con viaggi esotici o cammini spirituali preconfezionati e inautentici. La spiritualità “è una cosa semplice”, e passa dalle vie del “qui e ora” e del confrontarci con il quotidiano, questo sembra voler raccontare l’ingresso di Giove Retrogrado in quadratura a Venere nei Pesci: guarda cosa c’è in te prima di cercare fuori.  

Sai stare solo? Per quanto tempo prima di sentirti mancante?

Sai stare nel non – tempo, senza un programma, una lancetta d’orologio che ti definisca ogni volta la tua posizione nel mondo? 

Sai stare bene essendo totalmente presente a te stesso e i tuoi stati d’animo o stai continuando fuggire il tuo sentire?

 

La quadratura di Venere in Pesci – Giove in Sagittario, io la considero un aspetto non così ostico, anzi: entrambi i segni anelano a qualcosa che non trovano nel mondo ordinario e nel presente, entrambi hanno un “problema” con i limiti fisici e concreti del mondo materiale. I Pesci temono i confini, i limiti della realtà ordinaria e l’essere definiti in qualcosa che li costringa in una forma rigida. I Pesci fuggono dal presente attraverso i sogni, l’arte e l’amore. Proprio come gli stati emozionali e le sfumature del mare illuminato dal sole e dal vento, cangianti e in mutamento continuo, è quasi impossibile definirli e schematizzarli. I Sagittario ricercano una strada, un cammino, un luogo geografico e di anima, un significato in cui credere con fervore e se possibile insegnarlo ad altri in una missione condivisa. Vivono il loro temperamento attivo attraverso la grande energia fisica di cui sono dotati e la propensione a nuove sfide e strade in salita. I Sagittario fuggono il tempo presente cercando nuovi territori e forme pensiero differrenti. Si dimenticano spesso però di guardare dentro le loro tasche, nel piccolo e nel quotidiano, dove il più delle volte si annida il tesoro che cercano.

L’aspetto di quadratura tra i due segni è un attrito nella loro espressione energetica di base: l’energia maschile Fuoco Sagittario ama poco l’essere frenata e teme il silenzio interiore, la noia e le lentezza di ciò che già pensa di conoscere, attratto incessantemente da ciò che c’è oltre la curva, l’energia femminile dei Pesci fatica a credere nel futuro, e pur espandendosi nel mondo emozionale poco visibile esternamente, fatica con la volontà e lo spirito d’iniziativa.

Come ho detto precedentemente nell’ultima luna, le quadrature sono sfide a integrare modelli differenti d’essere e Pesci e Sagittario si stimolano vicendevolmente per trovare una nuova forma. In questo caso ci interrogano – quasi bloccandosi a vicenda – sulle priorità e su ciò che proviamo e ci invitano a non fuggire da noi stessi.

Ci solleticano attraverso un possibile stato interiore di impazienza, insoddisfazione e ricerca tra desideri che possono ora oscillare tra l’ideale, l’illusorio e l’avventuroso. Potremo avere una “fame affettiva” che mal si placa adesso, ma diviene stimolo e carburante nella scelta di ciò che non ci basta più e ci spinge a non accontentarci. Attraverso le nostre relazioni attuali l’accento è sul come noi stiamo attraversando – se c’è – una possibile crisi di significato, non tanto della relazione, ma dei nostri desideri di vita, che potranno passare attraverso un riadattamento o riposizionamento di ideali comuni, sogni e progetti per il futuro.

Urano in Toro che si congiungerà in maniera esatta al Sole in Toro a 2 tra il 22 e il 23 aprile, rappresenta la nuova dimensione di libertà che stiamo attraversando nel passaggio oltre tutte le forme fisiche e materiali che un tempo ci davano sicurezza.

Il tempo dell’Oltre è un luogo interiore che può essere un’immenso spazio da condividere con qualcuno – se riusciamo a mostrarlo – oppure da riuscire ad attraversare senza temere la sospensione, il nulla. Avete presente quella paura atavica dentro ognuno di noi, se ci dovessimo trovare soli o senza interessi, o luoghi dove andare e mete da raggiungere di finire in un buco nero? (visto anche le recenti conferme dei buchi neri nell’Universo). Insomma.. come se quel vuoto antico da riempire, vuoto affettivo che spesso coincide con privazioni nell’infanzia e le relazioni sbilanciate nel nostro presente, necessita di essere nutrito, ascoltato e amato, anche se nasconde in fondo, la nostra paura antica di non sentirci. Di non essere. Di non esistere. 

 

Per la seconda volta la Luna Piena si forma in Bilancia e chiude il tema della verifica relazionale, se il Novilunio in Ariete del 5 aprile 2019, ci ha aiutato a sintonizzarsi sulla centralità del nostro essere individui singoli e separati, ora il contr’altare del segno opposto Bilancia è l’insegnamento all’accorgerci di un’alterità che ci offre il suo specchio e ci dona confini e conoscenza di noi stessi. Se la paura antica di non esistere ha collimato con uno sguardo amorevole che ci ha restituito la vita e ci ha fatto sentire degni d’amore (la madre e poi tutte le nostre relazioni affettive), ora che siamo più grandi siamo chiamati ad imparare il passaggio dalle emozioni primarie vitali – Ariete io esisto – al mondo dello scambio paritetico di sentimenti con l’altro – Bilancia io condivido.

Potremo riconoscere quell’altro da noi, che non dovrà essere più il solo deputato a riempire in nostri vuoti interiori, dimostrandoci che siamo degni di esistere perché amati e specchiati in lui/lei, né ovviamente varrà il discorso contrario – essere noi a vivere in stato di sacrificio nel sostenere le mancanze dell’altro e dargli senso d’esistere. I valori Pesci dell’ultimo mese e il lungo passaggio di Nettuno sono maestri nel mostrarci le falle e i “buchi affettivi”, o dove si annidano le nostre dipendenze – siamo pronti a instaurare e seminare un amore maturo che non è più dominato dalla paura né dal riempimento di antiche voragini.

Che cosa vuol dire stare in relazione? 

Spesso mi si chiede se quando parlo di relazione io intenda solo la coppia, ed io rispondo che la coppia è una declinazione complessa e profonda dello stare in relazione, ma noi siamo sempre e costantemente in relazione con gli altri, esseri umani ed esseri viventi in ogni momento, e questo è il nostro cammino d’evoluzione di esseri dotati di Anima (e non solo d’istinto), in questo mondo. 

L’altro giorno ero in coda per un evento/mostra con mio padre, lui un Ariete d.o.c, e io che odio le più grosse generalizzazioni sui segni, devo dire che ho riso osservando il suo comportamento, perché esprimeva appieno l’individualismo rappresentato dall’Ariete. Lui ad un certo punto stufo della coda che non avanzava, impaziente e inquieto con il corpo iperattivo non è riuscito ad aspettare e come spesso ai cari amici dei segni di Fuoco con spirito d’iniziativa e una dose di coraggio e azzardo, si è precipitato all’ingresso della fila parlando e gesticolando animosamente con i responsabili fino a riuscire a entrare dove voleva, e cioè dentro l’evento saltando tutta la coda! Poco ha importato in quel momento il venirmi a ripescare in coda, (infatti io ero ancora lì), è tornato dopo un bel po’ dicendomi che era riuscito a entrare – con non so quali escamotage – che mi avrebbe aspettato fuori da un’altra parte, perché ora c’era un’altra cosa che gli interessava. Tralasciando i miei traumi infantili sulla fretta, l’autonomia precoce e la poca condivisione delle cose, questo episodio mi ha dato un ulteriore luce su quanto è nelle nostre attitudini istintive di ogni giorno, che vengono racchiuse tutte le conseguenze sulla nostra vita relazionale.

Per un “individuo Bilancia”, forse questo comportamento Arietino e impaziente come quello di mio padre, sarebbe stato inconcepibile; siamo lì insieme per vedere una mostra, e se per vederla si dovrà stare in coda, vale la pena essere in questo “compromesso”, se ci permetterà di condividere l’esperienza. In questo caso l’esigenza individualistica ha avuto il sopravvento e questo non ha permesso la condivisione.

L’asse Ariete – Bilancia racconta di questo dualismo: il riuscire a danzare a due senza prevaricare né sentirci prevaricati, senza sacrificarci né essendo totalmente egoisti. E’ possibile? Imparare a conciliare il desiderio individuale di indipendenza e il desiderio di condivisione e accettazione, che spesso passa da una “apparente” rinuncia del nostro Io singolo. Nel racconto su mio padre ha vinto l’individualità, ma abbiamo anche il dualismo sbilanciato nell’estremo opposto che è: “Non riesco a fare nulla se non sono sostenuto, accompagnato dall’altro. Se non sono in relazione non so più chi sono. Non esisto”.

Proviamo un’altra volta in questo Plenilunio a ridosso della Pasqua, a sintonizzarci al centro e osservare un nuovo posizionamento nel mondo e con gli altri, per poter scegliere autenticamente i valori e le persone che vorremmo accanto per condividere felicità e non sofferenza. So che non è facile, ma siamo venuti qui per conoscere la bellezza del mondo e assaporarla nella sua vastità, non è il vuoto quello che temiamo ma l’abbraccio amorevole che potrebbe coglierci. Nessun amore terreno e  nessuna ricchezza materiale potrà riempirci davvero come desideriamo, perché siamo già colmi, ricchi e pieni…  e se davvero lo scoprissimo con l’intera coscienza, la vertigine di sublime che ne deriverebbe sarebbe il viaggio più pieno e assoluto che potremmo mai immaginare.

 

Buon Plenilunio a tutti voi,

Anna Elisa Albanese

 

 

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