Perché non vi parlerò di TRANSITI per l’anno nuovo

Perché non vi parlerò di TRANSITI per l’anno nuovo

Diario Astrologico 

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Perché non vi parlerò dei transiti per l’anno nuovo

Questo è il mio augurio per il vostro nuovo anno, siamo in un rituale simbolico di passaggio, la mezzanotte del Capodanno è un momento zero, in cui poter fare un piccolo raccoglimento in noi stessi e una meditazione sugli intenti futuri. Io ho scelto di augurarvi tutto il meglio per voi, in un modo un po’ insolito, ci ho riflettuto tanto, ma ora vi dirò perchè non vi voglio parlare dei transiti per il nuovo anno.

Ho tante persone che mi scrivono ed in certi periodi molto di più …. la fine dell’anno è uno di quei momenti fatidici di cosiddetto crash mediatico, per quanto riguarda le richieste di previsioni astrologiche e le famose domande sull’anno che verrà. Mi rendo conto che svolgendo un lavoro che si occupa in gran parte di questa materia e che porta il nome di Astrologia, la cosa più immediata sia di chiedermi domande su come sarà il futuro per quel determinato segno ecc. gli oroscopi che imperversano in trasmissioni televisive e giornali. La cultura astrologica, da millenni, si basa su questa non del tutto corretta credenza: chi sa di astri, ha una dote di preveggenza e conosce i destini e le risposte sul futuro. In parte è così, i movimenti planetari per l’anno che viene li conosciamo, non posso certo negarlo, ma per certi tipi di astrologia è qui viene posto l’accento, mentre in quella che io ho scelto di praticare, si è più legati ad una visione umanistica ed evolutiva, che si rivolge all’interno di noi stessi – le stelle sono viste come mappa simbolica della nostra Psiche. Certo che vedo i transiti individuali, certo che vedo se ci sono dei momenti più o meno difficili da affrontare, però scelgo di non entrare adesso nella massificazione delle previsioni generiche solo per per segno solare ,(con questo non voglio criticare amici e colleghi che stimo che lo fanno e usano anche un grande impegno nel trovare un linguaggio comprensibile a tutti).

Anch’io un giorno di tanto tempo fa ho iniziato a studiare questa materia con una grande spinta nel voler sapere tutti i segreti e i misteri del mondo, è stata la mia prima motivazione, come molti, il cercare risposte  personali  immediate, su una crisi che stavo vivendo, sul perchè dei fatti della mia vita e soprattutto sul come cercare di anticipare e controllare quello che più spaventa l’uomo: il futuro.

Ma che cos’è il futuro? Non è forse quello che determiniamo ogni minuto della nostra vita tramite il nostro presente? Minuto per minuto. Secondo per secondo. Forse il punto è solo sgrovigliare il filo e la matassa per giungere al primo tassello posto nella nostra vita. L’intento primo, la mappa originaria, il disegno del giorno Zero,  che è meravigliosamente disegnato in un Tema Natale.
Ho l’immensa fortuna di sentire e ascoltare molteplici storie di vita nei consulti astrologici che svolgo, ognuna unica e speciale. Ho la possibilità di attingere da una meravigliosa sfera di cristallo, dove si muovono le mille e più svariate possibilità della vita umana e per me è come essere in ognuna di queste vite e poter capire anche ogni volta qualcosa in più della mia. In un prisma dalle mille facce, mi rivedo riflessa in sfaccettature, passaggi, momenti passati e lontani, in cui posso aver vissuto o sentito qualcosa che voi mi state raccontando. In ogni persona e storia, ci sono ulteriori possibilità di variazione della stessa, come in nel racconto di Pirandello, Uno Nessuno, Centomila, a seconda del punto di vista, quel racconto può essere visto e compresa su più piani e interpretazioni. In mezzo a questo si plasma la mia visione, (una delle possibili e sicuramente non quella assoluta) a cui posso giungere tramite lo strumento del Tema Natale individuale, che per me è un mezzo e non un fine. E’ uno strumento che mi mostra in un linguaggio diverso, e sa dilatare quella storia attraverso il piano simbolico, quella stessa intensa matassa di vita che mi state raccontando, la vedo raccontata e filtrata non solo da me, ma anche da una prospettiva aerea, molto più lontana e non incarnata nei fatti concreti. Una distanza di respiro mitico – simbolico a cui si prova ad attingere sensi e significati al nostro incedere, apparentemente casuale.

 

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Ho visto troppo spesso persone senza strumenti di comprensione, affidarsi ciecamente a consigli e opinioni, ed essere condizionati nelle loro scelte in maniera irreversibile dalle risposte datogli da astrologi o guru e maghi di varia natura. Si sono rivolti a loro ed hanno creduto ingenuamente a delle sentenze, (perché le parole contano e si ha responsabilità enorme nell’usarle!). Persona che si sono affidate e si sono spaventate, o si sono portate dentro per anni una frase, una premonizione o un giudizio errato, non per loro colpa assolutamente, ma per incapacità delle persone a cui si affidavano, di dare loro autonomia di pensiero e capacità di insegnargli in modo corretto a fidarsi del loro intuito. Solo  da ciò può provenire la vera risposta: da dentro e non da fuori di noi.

Questo secondo me è il compito di chi offre il proprio aiuto all’altro: portare la persona a fidarsi di sé, e della comprensione dei fili sotterranei che hanno mosso le sue azioni, e non affidarsi ciecamente al consulente astrologo o chi per esso. Esso è solo il tramite.

Ma ho visto troppe volte non donare alla persona questa possibilità – la libertà di capire e scegliere autonomamente –  anzi ho visto alimentare il bisogno continuo di risposte da parte del consultante e il suo stato di debolezza e non comprensione.

Io stessa, nei miei primi anni di approccio all’astrologia, sono dipesa da ciò che mi poteva essere detto e da chi ne sapeva di più di me, e forse proprio per questo ho voluto studiare io stessa, per cercare da sola quelle risposte che mi venivano in un primo momento date da qualcun altro. La fase di richiesta di risposte è naturale e lecita, ma rappresenta solo il primo step della ricerca del cammino, ed è una fase molto pericolosa per chi fa questo lavoro, o altri mestieri in cui si ha a che fare con l’aiuto dell’altro: si dovrebbe provare ad aiutare davvero l’altra persona, senza però valicare il limite del potere sull’altro. E’ un confine molto sottile quasi impercettibile a volte, ma in alcuni casi viene oltrepassato. La persona che chiede e si rivolge ad un’altra per un consulto, è già di per sè propensa ad affidarsi e fidarsi, spesso è in uno stato di sofferenza o inquietudine, sta quindi alla persona che ha il ruolo di guida, permettergli di trovare la strada della libertà e non della dipendenza.

Ho scelto di non mettere come prima parola nel mio lavoro, la parola Astrologa, ma preferisco autodefinirmi in questa altra strana maniera, Analista Biografica  –  Sabof: Società Analisi Biografica Orientamento Filosofico  – la biografia e la storia di vita individuale hanno per me un significato importante da cui non posso prescindere.

Per chi fosse interessato più espressamente al ruolo dell’astrologo classico, non manco di indirizzare a colleghi e persone di fiducia, di cui seguo il cammino tramite i loro blog e approfondimenti, con grande stima, ma io ho preferito un’altra strada –  E’ un percorso in ricerca e in continua revisione e si può collocare al confine tra due mondi: quello dell’analisi Junghiana, da cui provengo, e quello della consulenza astrologica.

Più studio di astrologia e vado nel dettaglio e mi confronto con le persone e più mi capita una cosa strana; mi rendo conto, che la Carta Natale è una cosa, e la persona in carne e d’ossa è un’altra, e questo non lo si può tralasciare.

Affidarsi solamente a ciò che si ritiene di aver scoperto, rispetto ad un determinato aspetto astrologico, o un’idea che si forma rispetto a quella persona prima di incontrarla quando si è alle prese con il suo Tema Natale e non con lei, è la strada più sbagliata che ci sia ed io l’ho imparata solo grazie all’esperienza.

Per me l’astrologia, le previsioni dette o presunte, i possibili consigli o le sfaccettature di un Tema Natale, devono passare necessariamente da un confronto con il vissuto della persona in questione.

 

 

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Mi rendo conto che questa è una mia opinione personale e può non trovare d’accordo tutte quelle persone che mi chiedono un parere volante su un segno, un  consiglio su un transito specifico letto e studiato, a cui io rispondo ogni volta in maniera non esaustiva se non approfondire i transiti personali con la lettura del Tema Natale completa che faccio nei consulti individuali. La mia scelta di non generalizzare è una scelta consapevole e faticosa, che ho capito di voler percorrere a favore della qualità piuttosto che della quantità.

Raggiungerei molte più persone e sarei molto più simpatica riguardo le domande sulle previsioni di quel segno zodiacale o di quell’altro, eppure tutto questo per me non è paragonabile, alla gioia che provo quando vedo quel guizzo nello sguardo di chi ho di fronte nei miei consulti, quel lampo di luce meravigliosa negli occhi di ha avuto un insight e ha colto un nesso tra quello che io sto raccontando tramite le stelle e la sua vita –  tutto in quel momento si mette insieme e d’accordo – la vita e l’astrologia, il cammino individuale e un disegno fatto di simboli antichi e millenari.

Per me è questa la vera magia.

Non nomino volentieri i nomi di segni o pianeti durante un consulto, o molto poco, anche questa è una scelta strana; la curiosità di voler sapere se si ha una Venere in Sagittario o in Cancro, oppure un Marte in Gemelli o in Toro, si colloca sul piano nozionistico – cognitivo e non su quello del sentire e della visione d’insieme che io cerco di dare in quel momento alla persona. Parlare di pianeti a chi sa poco o nulla della materia e della terminologia, la trovo un’esibizione gratuita di un linguaggio in codice che l’altro non può comprendere, quindi preferisco usare parole che mi mettano davvero in contatto con la persona che ho di fronte, che sia un linguaggio comune a entrambi.

Se qualcuno già studia o sa di astrologia potrò parlare con termini condivisi, altrimenti mi astengo da usare una comunicazione che non è comprensibile e facilmente travisabile (visto le molteplici correnti astrologiche e l’ambiguità della materia).

 

Ci si mette davvero tanto tempo ad imparare il linguaggio astrologico (sempre poi si possa ritenere di aver terminato il suo studio) e altrettanto tempo ad abbandonarlo.

Apprenderlo per lasciarlo andare, questa è il cammino che sto percorrendo. 

 

E’ diventato molto arduo, se non quasi impossibile, per me, fare consultazioni scritte a distanza, e tanto meno azzardare previsioni astrologiche solo per segni zodiacali e non su tutto lo studio del Tema Natale individuale. E’ più forte di me non ce la faccio proprio; il vissuto autobiografico e la storia di vita della persona, per me è molto più importante di tutta la carta natale.
Quando ho la persona di fronte io voglio dimenticare la sua carta natale.

Se avete bisogno di qualcuno che vi definisca e vi dica che scelte fare, non venite da me. So che può sembrare durezza, ma non lo è. E’ l’unico cammino verso la libertà e la non manipolazione. Dopo tanti anni, comincio piano piano a comprendere, quanto sia importante la possibilità di riconoscere il valore della propria unicità. E’ solo grazie a questa che possiamo riconoscere quella altrui, comprendere le differenze e le analogie, scegliere ciò che è più giusto per noi e cosa no.

Mi interessa che voi conosciate voi stessi, non i pianeti.

Se vorrete sapere cosa sono i pianeti, potrete scegliere di studiare astrologia, ed è un percorso lungo e ricco di insidie: si può incappare per molto tempo nel giudizio di valore – questo pianeta è bello e positivo e quest’altro è negativo. Per questo non vi nomino i pianeti, li tengo dentro in me mentre osservo qualcosa che sta oltre voi, aleggia come ad avvolgervi: è la bellezza della perfezione che già siete. Il Tema Natale è un disegno perfetto, è come un abito di cui non abbiamo il manuale d’istruzioni, non sappiamo all’inizio della nostra vita come si indossa, siamo noi  nel corso della nostra vita e del viaggio…. che dobbiamo imparare a vestirlo.

Non c’è nessuno aspetto astrologico negativo o positivo, ogni linea è funzionale al nostro cammino qui. Ogni linea va presa nel suo contesto d’insieme e non singolarmente e vuole portarci alla realizzazione massima del nostro potenziale.

Mi interessa che voi possiate affidarvi a un sapere profondo che c’è dentro di voi, solo che abbiamo scordato come raggiungerlo. Mi interessa che voi iniziate a rivolgere dentro di voi le domande perchè è lì che risiedono tutte le risposte.

Sono in cammino insieme a voi e vi auguro un meraviglioso anno nuovo… con o senza i transiti, abbandonatevi fiduciosi alla vita, e lei vi risponderà con altrettanta meraviglia.

 

 

Anna Elisa Albanese

 

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14 Comments
  • Laura
    Posted at 19:50h, 10 luglio Rispondi

    Che meraviglia… grazie.
    Laura

  • Benedetta
    Posted at 16:15h, 03 gennaio Rispondi

    Grazie! Articolo bellissimo di chiarimento e visione su noi tutti. Sono così felice di leggere queste tue parole e l’augurio per questo anno è più che ricambiato! Un abbraccio Benedetta

  • Misticoviaggiatore
    Posted at 20:11h, 18 dicembre Rispondi

    Eraclito, lo chiamano il Buddha dei gentili. Sapeva stare, aspettare, godersi lo spettacolo. Buon 2018.

    • Sentiero Astrologico
      Sentiero Astrologico
      Posted at 17:02h, 19 dicembre Rispondi

      «Il carattere di un uomo è il suo destino» Eraclito. Grazie mille Misticoviaggiatore . Buon nuovo anno a te

  • Mauro Malfa
    Posted at 06:21h, 16 agosto Rispondi

    Brava Anna!!!
    come sempre hai il dono della scrittura, tra gli altri, e sei riuscita a scrivere ciò che sentivo dentro da molto tempo.
    è giusto che l’astrologia torni ad avere il karisma che merita.
    grazie a persone-fari come te so che sarà possibile.
    un abbraccio

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