NOVILUNIO IN VERGINE, 30 AGOSTO 2019: IL TEMPO DELLA RICOSTRUZIONE INTELLIGENTE

NOVILUNIO IN VERGINE, 30 AGOSTO 2019: IL TEMPO DELLA RICOSTRUZIONE INTELLIGENTE

 

Avremo il Novilunio in Vergine nella mattinata del 30 agosto 2019 alle ore 12.30 italiane nei gradi 6.46°.

Abbiamo letto di tutto e di più in questo fragile momento di crisi politica, crisi ecologica, crisi esistenziale… sono state fatte previsioni catastrofiche e spaventose in cui più che un mettere insieme qualcosa per il bene comune, si è evidenziato il conflitto, la scissione, gli interessi individuali economici e un vecchio sistema che fa acqua da tutte le parti. E’ indiscusso che ci troviamo in un’atmosfera densa, le emozioni sono molteplici e passano con estrema velocità dalla fragilità, la rabbia all’impotenza e il faticoso prendere atto che ci siano forze al di sopra e oltre noi che non possiamo controllare, che s’incaricano di mostrarci la falla di una nave che dovrebbe virare totalmente la sua rotta.

Siamo in trasformazione. In ogni trasformazione vengono meno i vecchi modelli e se ne dovranno trovare di nuovi.

Si parla molto di Ego da ridimensionare, rivedere, addirittura trascendere, per quanto sia possibile farlo e spesso queste  parole risultano vuote e prive di significato. Forse ne capiamo davvero il senso quando siamo inermi e in preda innanzi a qualcosa che ci travolge da fuori; a quel punto purtroppo, scossi dal dolore, è come se venissimo catapultati nella vita e nelle risorse che abbiamo sempre avuto a portata di mano, ma che non sapevamo riconoscere né vedere, come la terra che è sempre stata sotto i nostri piedi.

A contatto con la morte e la caducità, ci ricolleghiamo a quel centro vitale e sacro, che tendiamo a dimenticare, e soprattutto, se riusciamo ad essere attraversati dalla trasformazione che ne consegue nell’intimo senza uscirne spezzati, ci accorgiamo di quanto siamo collegati e connessi gli uni agli altri, di quanto sia più facile tendere una mano alla persona che chiede aiuto proprio vicino a noi, piuttosto che voltarci dall’altra parte nel nostro piccolo Io separato.

I giorni che precedono e succedono questa nuova Luna Nuova, sono legati all’energia della Terra e al fermento del caos creativo che precede sempre un grande rinnovamento di tutto il nostro vecchio sistema – pensiero. Sole e Luna congiunti nel segno della Vergine, aprono alla dimensione di apertura di un nuovo ciclo solido e concreto del nostro rei – imparare a vivere nella materia.

E’ davvero tanto tempo che non vedo una Luna Nuova che apre così tante promesse in divenire, ma che allo stesso tempo abbia la concretezza per poter edificare i sogni. Abbiamo uno Stellium di pianeti in Vergine – Sole, Luna, Mercurio, Marte e Venere, tutti tra i 2 e gli 11°, che compiono ad uno ad uno nel corso di questa Luna nuova e in questi giorni appena intercorsi, un trigono a Urano in Toro a 6° e nella prossima settimana un trigono a Saturno a 14° e Plutone in Capricorno a 20°. Allo stesso tempo ad uno ad uno, i pianeti in Vergine compiranno nei giorni a venire una quadratura con Giove in Sagittario e un’opposizione con Nettuno in Pesci.

L’elemento Terra domina questo cielo: La terra della ricostruzione intelligente. 

 

L’etimologia della parola intelligenza si fa risalire all’avverbio latino intus = dentro ed al verbo latino legere = leggere, comprendere, raccogliere idee e informazioni riguardo a qualcuno o a qualcosa. Un’altra interpretazione etimologica (meno diffusa) del termine preferisce ad intus la preposizione inter = tra. Per cui, intelligenza sarebbe la capacità di leggere (…tra le righe), di scoprire relazioni ed inter-connessioni tra i vari aspetti della realtà per giungere ad una comprensione più ampia e completa di essa.

Il segno della Vergine, il cui è governatore Mercurio, ci invita a comprendere la cose in maniera più lucida, ad allargare le nostre capacità di collegamento in maniera differente (Trigono con Urano), e in un modo non saltellante e con scossoni repentini, ma in moto continuativo nel tempo (Trigono a Saturno).  L’inquietudine che avvertiremo come pentole e pressione impazienti, sarà data dagli aspetti dinamici di Giove e Nettuno, che cercano di far uscire la mente dalla sue griglie troppo razionali e gli schemi troppo ossessivi, passando da sensazioni di briglie strette, obblighi e doveri che potranno premere all’esterno di noi, manifestazione visibile e concreta di un’integrazione da porre nella nostra vita tra il mondo della libertà e il mondo della presenza fisica e materica. Immensità e spazio circoscritto. Siamo umani e siamo divini.

 

Abbiamo bisogno di ritrovare un equilibrio equo in tutte le cose della nostra vita, riformare l’ordine delle priorità mettendo al centro la parte sana di noi. Tenere insieme con la stessa meravigliosa importanza il tempo, il corpo e il sogno.

 

Quest’estate osservavo un formicaio che passava proprio vicino a dove solevo leggere. Facevo piccoli esperimenti interessanti come mettere un pezzo di buccia di pesca sul loro tragitto, oppure spostare un sasso, o creare delle piccole installazioni con le foglie. Le piccole formiche laboriose e affaccendate, facevano di tutto per superare l’ostacolo, adoperandosi anche l’una sull’altra, creando piccole piramidi per aiutarsi a superare la barriera. Non si fermavano mai, ma trovavano soluzioni straordinarie per proseguire.

Questo Stellium di pianeti in Vergine mi evoca queste precise parole: Collaborazione. Unità. Appartenenza. 

Noi siamo l’intero formicaio. 

Noi dovremo trovare all’interno di noi stessi – Corpo – Cervello – Anima l’Unità che ci fa sentire Integri. Nessuna nostra parte dovrà dovrà essere disgregata o lasciata in sordina.

Questo Novilunio ci aiuta a comporre o ricomporre i pezzi disgregati di noi stessi mettendoci in ascolto di ciò che è andato “in malora”, noi individui nel nostro piccolo – mondo e collettività se allarghiamo il focus più in grande. Potremo provare a prenderci cura di noi stessi e attraversare una nuova modalità d’integrazione delle nostre parti scisse in uno spazio più grande che le contenga: il cuore. Attraverso l’ascolto e la comprensione di come stiamo, regalandoci il diritto di non seguire ritmi già precofezionati da fuori, ma provare a stare nella calma e la lentezza (almeno interiormente). Il giusto tempo per noi (ho scritto i giorni scorsi un articolo sul tempo e su Saturno se vuoi leggere clicca qui.).

Grazie all’aiuto dei cinque sensi proviamo a creare una nuova ritualità che ci immetta nel quotidiano con qualcosa di differente rispetto a quando l’abbiamo lasciato (se siamo stati in vacanza). Attraversiamoci e percorriamo la strada apparentemente opposta della spiritualità: la strada nella materia. Ciò che ci fa sentire bene nel gusto, nel tatto, nella vista, nell’udito. Ripuliamo il nostro campo da inquinamenti sonori, ambientali, tossici. Ripuliamo il nostro udito da chiacchiere inutili o distruttive e malsane. Dati tangibili intorno a noi, concreti e visibili attraverso i sensi legati al corpo – tempio – involucro dell’Anima, che possano darci dei messaggi e delle guide per arrivare a una visione di portata più ampia.

 

 

Sole, Luna, Mercurio, Marte e Venere in Vergine, segno di Terra, mutevole, compieranno nel ciclo di luna crescente un’opposizione a Nettuno in Pesci a 17° in moto retrogrado attraversando l’opposizione Vergine – Pesci, grande e piccolo, corpo e anima, percezioni sensoriali ed emozioni animiche. Pensiamo forse ancora che questi due mondi – materia e spirito – legati alla maturazione sana delle cose, all’intento e alla sua manifestazione, ai cicli della luce e del buio, siano emisferi che possano giacere separati, disgiunti? Pensiamo ancora come nel Medioevo, che la spiritualità sia qualcosa di così lontano dalla nostra vita di ogni giorno? Non è più necessario ritirarsi come un tempo, ma è possibile (anche se è dura), compiere una vita connessa anche nella realtà del nostro vivere. Tra i colleghi, il traffico, le interferenze, il mondo brutto, sporco e cattivo. 

Osserviamo allora i vari mondi cui apparteniamo e cerchiamo di ripulire nel nostro piccolo il nostro territorio, la nostra aura, la nostra luce. Facciamolo come su pulissimo un mobile su cui non riusciamo più a sentire il profumo buono del legno sotto gli spessi strati di polvere.

I sintomi fisici, le alterazioni dell’umore, il nostro bioritmo interno in contrapposizione al ritmo altro da fuori, la cornice sociale in cui viviamo, lavoro, il quotidiano.

 

Il tempo logico scandito, il tempo ciclico e il tempo soggettivo e onirico del nostro inconscio, che non ha tempo, o ancora è nel passato – ferita senza rendersene conto.

 

Il nostro tempo ideale, il progetto del futuro, il tempo che ci serve a dimenticare qualcosa e lasciare che si sedimenti e giunga il perdono e il tempo che incalza e viene segnato nei calendari alle pareti.

 

Il tempo del nostro risveglio naturale alla piena consapevolezza e il tempo dello sforzo che noi stessi ci imponiamo per essere all’altezza degli standard che ci poniamo, o che pensiamo che altri ci pongano sul nostro cammino – padri – capi – partner – datori di lavoro – amici.

 

E’ venuto il tempo di riprendere il nostro vero tempo e accettarci così come siamo al punto in cui siamo ORA.

 

 

La Vergine ci prepara con dolcezza a far tesoro della luce immagazzinata durante l’estate nel mese del Leone e della luce più intensa, ora possiamo riposare, richiedere la pausa – tempo d’intensità con noi stessi, che il nostro cuore necessita. Ogni cosa che non seguirà il nostro giusto fluire, verrà portata fuori come disagio, malattia, sintomo, perché possa essere vista e guarita.

Non è più tempo di rimanere ciechi di fronte a ciò che la vita ci sta ponendo di fronte agli occhi, iniziamo a darci un aiuto concreto che parta dalle nostre fondamenta di vita, e in primo luogo il nostro contatto con i dettagli minuscoli ma importantissimi delle nostre 24 ore. Il quotidiano non può più essere qualcosa che ha a che fare con una vita che non desideriamo o un ritmo che ci distrugge. Le nostre giornate hanno a che fare con noi in prima persona e siamo noi a crearle.

Le parole che vi dono per questa luna per farle vostre, seminarle, sceglierle come perle preziose che formano una collana e trasformarle da pesanti e noiose a belle e proficue per la vostra vita:

 

Metodo                                 Dettaglio                              magnificenza        

 

bucato                                     colazione                                pelle                         ordine

 

perdono                                  imbrunire                            ritmo   

 

malattia                                    disciplina                                   lentezza 

 

cura                                                       pulizia                                candore 

 

integrità

 

Il filme per questo Novilunio che vi aiuti a coltivare i sogni stando però aderenti alla terra alla cura di ogni giorno, al sudore alla pienezza del nostro potenziale con il corpo – anima: Billie Elliot di Lee Hall

Buona lunazione a tutti voi,

Anna Elisa Albanese 

 

 

Vista con granello di sabbia

Lo chiamiamo granello di sabbia.

Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.

Fa a meno di un nome

generale o individuale,

permanente, temporaneo

scorretto o corretto.

.

Del nostro sguardo e tocco non gli importa.

Non si sente guardato e toccato.

E che sia caduto sul davanzale

è solo un’avventura nostra, non sua.

Per lui è come cadere su una cosa qualunque,

senza la certezza di essere già caduto

o di cadere ancora.

.

Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,

ma quella vista, lei, non si vede.

Senza colore e senza forma,

senza voce, senza odore e senza dolore

è il suo stare in questo mondo.

.

Senza fondo è lo stare del fondo del lago

e senza sponde quello delle sponde.

Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.

Né al singolare né al plurale quello delle onde,

che mormorano sorde al proprio mormorio

intorno a pietre non piccole, non grandi.

.

E tutto ciò sotto un cielo per natura senza cielo,

ove il sole tramonta senza tramontare affatto

e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara.

Il vento la scompiglia senza altri motivi

che quello di soffiare.

.

Passa un secondo.

Un altro secondo.

Un terzo secondo.

Tre secondi, però, solo nostri.

.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.

Ma è soltanto un paragone nostro.

Inventato il personaggio, fittizia la fretta,

e la notizia non umana.

.

da: Gente sul ponte
di Wislawa Szymborska

(traduzione di Pietro Marchesani)

 

 

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