NOVILUNIO IN LEONE, 11 agosto 2018: PER COSA BATTE IL NOSTRO CUORE?

NOVILUNIO IN LEONE, 11 agosto 2018: PER COSA BATTE IL NOSTRO CUORE?

 

Avremo il fenomeno di Luna Nuova nella mattina dell’11 agosto 2018 alle ore 11.59, nel segno del Leone a 18.41°.

Questo Novilunio con parziale Eclissi di Sole, non visibile da noi qui in Italia, ci traghetta fuori dal famoso corridoio delle eclissi – periodo di grande densità energetica ed emozionale, attraverso cui ogni estate compiamo un passaggio. Iniziato con la Luna in Cancro del 13 luglio 2018, giunto a metà del percorso attraverso il Plenilunio in Acquario del 27 luglio, e conclusosi nei giorni di luna calante e il suo scomparire e rinascere, nella Luna Nera o Luna Nuova e ultima parziale eclissi di Sole in Leone dell’11 agosto 2018.

Proprio questo ultimo periodo di Luna Calante, è stato quello energicamente più forte per molti di noi; dopo la lunga eclissi Lunare di fine luglio, abbiamo vissuto un lento spogliarci di tutte le vecchie illusioni e forme – pensiero, che non ci appartengono più. Tutti noi, in modo consapevole o meno, abbiamo avviato un processo di separazione e grande lucidità rispetto ai vecchi modi di vivere e di essere. Il dolore che molti di noi hanno sentito, può essere stato paragonabile a quello di una lacerazione, come fossimo stati strappati via da qualcosa ma ancora non riusciamo a intravedere la nuova forma e il risultato è quello del blocco. Il nostro nuovo Sè germoglia e si espande come un bruco che diviene farfalla, lasciando indietro i vecchi retaggi dell’antico modo di vivere che ancora ci accompagna: le nostre origini famigliari e karmiche di cui ancora portiamo peso e responsabilità, il quotidiano e la realtà di cui disponiamo, che è più lenta da trasformare, rispetto all’Anima. Complice anche la venuta di Urano, che ci spinge nell’inquietudine e alla ricerca di una nuova libertà.

Con questo Novilunio in Leone, il segno di Fuoco che meglio di tutti rappresenta l’Eroe che cerca il cammino di individuazione e l’espressione creativa di sè in questa vita, potremo aprire un varco di luce propositiva, in un momento di apparente fermo immagine. Da considerare anche la massiccia presenziare di pianeti retrogradi in cielo, ben sette! La nostra percezione di avanzare è notevolmente rallentata e le energie sono quella della stasi – ricordiamoci però che la stasi è per l’ego, che è sempre nel passato, o nel progettare il futuro, e mai nella Centralità del Presente. Per l’Anima, ora non è tempo di stasi, ma è tempo di ascoltare l’esigenza di Essere, Divenire ciò che si è. Fluire nell’eterno presente.

Riusciamo a collegarci solamente al Qui e Ora?

Sole e Luna congiunti in Leone sono il tempo della semina dei desideri e l’intento del nuovo inizio – I due Luminari sono riuniti nello stesso segno e ci immergono nell’Unità del maschile e femminile, il nostro polo attivo e ricettivo ora potranno muoversi in armonia. Poniamo la nostra intenzione di radicamento al nostro centro vitale, il cuore, fulcro dell’essere vivi – spesso siamo vivi, ma non necessariamente in contatto con la vita. Non siamo allineati, perché le emozioni di scoraggiamento, tristezza e le difficoltà sul cammino, ci fanno dimenticare il flusso che nonostante tutto ci abita: il flusso del nostro presente.

Parziale Eclissi di Sole per rammentarci la vita, attraverso il suo opposto forse, uno scossone, una chiamata, come quando facciamo un ruzzolone e improvvisamente ci ritroviamo per terra e con il cuore che batte più forte per lo spavento, e ci diciamo, “Ma dove stavo guardando mentre camminavo? Dov’ero? Ero presente a me stesso, o ero altrove?”.

Ho sempre fatto molta fatica a scrivere durante le lune estive, forse perché d’estate, dopo il passaggio della Luna nel suo domicilio in Cancro, il testimone viene passato a Lune in elementi di Fuoco e Aria e avviene l’integrazione tra le caratteristiche Lunari, associate a una modalità di esprimere le emozioni più ricettiva e introversa, malinconica, creativa e generativa, legate al grembo che non mostra ma protegge, ai segni invece associati alle caratteristiche più solari, estroverse, che si muovono verso la vita in maniera manifesta e visibile. Com’è possibile coniugare dunque il contenimento, l’esigenza di ripararsi, la ricettività, con il mondo fuori che chiama a gran voce e ci chiede di uscire? Se la Luna (ricettività, femminile, emozioni), si congiunge al segno del Leone (fuoco, attività, espressione), ci è richiesto una fusione tra questi due mondi, questo ora è il nostro compito.

Vi capita mai nel momento di massima luce, quando la stagione del sole e della gioia estiva arriva al suo culmine, di essere colti dalla sua ombra? Dalla furiosa necessità di ritiro? Come quando da bambini nelle lunghe e calde giornate d’estate, e ci mettevano a letto per il riposino pomeridiano, con le tapparelle semi chiuse, la penombra calda e profumata d’estate. Era difficile farci stare lì fermi, quando fuori il sole ci chiamava, tutto il mondo ci chiamava, ma era anche meraviglioso sapere che la giornata era ancora lunghissima e ci si abbandonava al sonno – bisognava prendere fiato per arrivare fino a sera. Bisognava imparare a sostare. 

D’estate le ombre sono più nette perché la luce che non ci permette penombre o rifugi; se ci sono tristezze è come si ha come la sensazione che sia difficile potersele vivere quasi obbligati a essere festosi, come che non ci si possa riparare in alcun luogo nella propria malinconia. “Odio l’estate”, cantava Bruno Martino, “L’estate che ha creato il nostro amore. Per farmi poi morire di dolore.”
La troppa luce a volte non fa che aumentare il dolore, se ci sentiamo gli unici a provarlo e questa Luna così solare nel segno maestoso e regale del Leone, ci richiama al saper autoregolarsi in questa estremità tra luce e ombra e trovare la nostra zona di riparo, imparando ad ascoltare i moti emozionali che ci arrivano dall’interno, qualsiasi essi siano. Spostarsi dal chiasso fuori e trovare il nostro luogo del “pisolino” con le tapparelle semi chiuse a riposare un po’ il nostro cuore.

I segni di Fuoco, fanno più fatica degli amici di Acqua e di Terra, a sintonizzarsi sui loro stati emotivi, all’ascolto di sè stessi senza temere di sentirsi bloccati o minacciati da emozioni troppo invasive. Anche quando siamo totalmente orientati al fuori di noi, come potrebbe essere in questo periodo, attratti dai divertimenti, la natura, il mare, le attività all’aria aperta e lo stare più rilassati con amici, abbiamo bisogno di ricaricare le pile, e ciò può avvenire solo da dentro e non da fuori, altrimenti rischiamo di andare in combustione. Il Leone può illuminare gli altri e gioire della sua luce, solo il giorno che l’avrà riconosciuta in se stesso e non la cercherà più al di fuori di sé.

Vi racconto una piccola storia che ci può spiegare meglio cosa intendo. Il protagonista è un orfano e lavora come sguattero in una famiglia, trattato come l’ultimo degli ultimi. Lui non pensa di meritare di più, è solo al mondo e prosegue la sua vita senza chiedere nulla né desiderare qualcosa di diverso per il suo futuro. E’ infelice, ma nemmeno sa di esserlo, fino al giorno in cui scopre che suo padre è in vita, e quindi non è solo al mondo come credeva e ora è venuto a cercarlo. Anche il padre non aveva mai saputo fino a quel momento di avere un figlio e quando finalmente si incontrano, il rispecchiamento della loro esistenza l’uno nell’altro, produce una vera e propria catarsi in entrambi.

“Sono sempre stato solo, vorresti essere il figlio che non ho mai avuto perché io possa pensarti  con amore e occuparmi di te come una persona speciale?” dice il padre.

“Sono sempre stata solo, non sono mai stato la persona speciale di nessuno, non so nemmeno come sia essere pensato da qualcuno. Quindi io potrò essere speciale per la prima volta?”. risponde il figlio al padre.

Da quel giorno, l’orfano inizia a sentirsi  per la prima volta speciale, unico e di valore, e con questo sentimento piano piano a riuscirà a mutare delle cose nella propria vita. Sentirà di meritare di più e di meritare di essere felice. Inizierà a sentire che la vita ha preso valore e lui stessa con lui.

Questa piccola storia, racconta molto bene qualcosa che ha a che fare con la simbologia del Leone: il riconoscimento del proprio valore da parte del padre, sia in senso spirituale ed evolutivo, e questo è un tema mitico che lui dovrà elaborare, ed è una tematica che riguarda tutti noi. C’è una fase della nostra vita nell’infanzia, in cui abbiamo avuto bisogno di essere riconosciuti da qualcuno e di sentirci unici e speciali, per poter poi portare dentro di noi questo sentimento di amore per noi stessi. Il desiderio di rispecchiamento è una una fase importantissima della nostra crescita, e passa attraverso le figure genitoriali, ma non a caso, soprattutto il segno del Leone, spesse volte ha vissuto un’assenza del padre. Assenza materiale, spirituale o di ruolo non ha importanza, è nel suo cammino evolutivo, molto similmente al Capricorno, partire da questa assenza per trovare la forza in se stesso, nella vera guida interna  a sè.

Il saper riconoscere il nostro valore, il valore della nostra vita ed esistenza, senza più cercare l’approvazione al di fuori, proprio perché mancata, o fallace, è nel compito eroico di questo segno, e lo è anche per tutti noi, che anche se non abbiamo segni o pianeti in Leone. Attraversiamo tutti questa fase nell’infanzia, che andrà poi adeguatamente superata e lasciata alle spalle, se non vorremo rimanere fermi alla fase narcisistica primaria, di cui tanto ora si sente parlare. (potremo vedere com’è andata osservando segni e pianeti nella nostra Casa V – cosignificante Leone).

 

 

Quando siamo scollegati con la vita e con il nostro valore interiore, ma orientati a cercarlo al di fuori di noi (tramite la corsa estenuante verso il successo, la fama, l’ammirazione e l’amore), perdiamo il centro con il nostro Sé Divino e non riusciamo nemmeno più a vederlo negli altri. Più ci accaniamo per farci vedere e amare, più gli altri si disinteressano a noi, e noi per primi non siamo in grado di amare. Siamo lontani dall’amore e soprattutto da noi stessi.

Le grandi guerre sono scoppiate d’estate, quando le persone erano distratte dal loro centro, d’estate gli anziani e le persone più deboli, come i malati e le persone sole, sentono di più il momento del ferragosto, ed è uno dei momenti più duri da passare. Non dimentichiamoci anche di questo contraltare della luce, siamo tutti collegati e dentro di noi abbiamo quella paura profonda: di rimanere soli con noi stessi. Le eclissi in questo periodo è come se ci volessero ricordare quest’altra parte di noi, la parte più debole e bisognosa, non per stare male fine a stesso, ma per non averne paura e dare amore e dignità d’esistere anche a quel luogo oscuro ricco di paure indefinibili.

Se c’è luce, c’è anche ombra, se c’è felicità, in cuor nostro temiamo il suo opposto lato dolore. Solo l’integrazione della nostre parti ferite, potrà ridonarci il pieno valore e amore per noi stessi.

Novilunio come Unità e non Separazione. Sole e Luna sono uniti nel matrimonio alchemico e ci chiedono di riunire tutte le parti vulnerabili di noi stessi frammentate. Amiamole e riportiamole al centro del cuore, non rinneghiamole avendo fretta di stare bene. Accettiamole prima e poi loro se ne andranno, lenite, curate, amate. Aneliamo sempre a qualcosa, immersi nella corrente del tempo, invece proviamo ad arrenderci al presente in cui siamo. Ora. Adesso.

Questa Luna in Leone ci richiama al centro.

Per cosa batte davvero il nostro cuore?

Sole e Luna e Mercurio ancora in moto retrogrado, anch’esso in Leone, ci pone di fronte al riconoscimento gustoso dei frutti maturi della pienezza dell’esistenza – siamo nella piena maturità della vita, qualsiasi età abbiamo adesso, è ora il tempo “del vino e delle rose”. Non più avanti.. e non nel nostro passato. Adesso. Stiamo vicini s ciò che fa ardere il nostro cuore.

Abbiamo due aspetti da notare in questo Novilunio – uno è l’aspetto di quadratura del piccolo Stellium in Leone, Sole, Luna e Mercurio, con Giove in Scorpione e l’altro è la quadratura di Marte in moto retrogrado a 0° Acquario con Urano nel Toro. Questi due ponti tensivi, ci spingono a superare tutte le nostre rigidità e paure. Siamo ancora di fronte a un cielo con grandi configurazioni di segni fissi,  Leone, Toro, Acquario e Leone, immersi nel bel mezzo della stagione, che temono il mutamento e i cambiamenti e spesso hanno delle ancore che li stabilizzano ma li trattengono e bloccano aperture più libere. Ora possiamo lasciare quelle ancore e sentirci pienamente noi stessi senza aver paura di deludere qualcuno, quel padre lontano adesso è dentro di noi e può metterci la mano sulla spalle, amarci come siamo e farci salpare. Il fuoco di questo Novilunio, può essere la fiamma che ci ricollega all’ardore perduto e non ce lo fa lasciare più. Ricordiamoci che le stelle e il cielo non hanno nessun potere magico, siamo noi noi a dover danzare con lui approfittandone della sua musica. Poterci permettere di cambiare.

C’è quella parte di noi orfana, che sta ancora aspettando di essere speciale per qualcuno?

Abbiamo una grande occasione per ricalibrare le nostre vite e non perdere la fiducia in noi stessi e imparare, amarci in tutta la nostra interezza. Amarci come un padre che fa crescere il proprio figlio, amarci ed essere davvero speciali per noi stessi, da non volerci più trattare come “sguatteri” della vita, ma Re e Regine generosi, pieni, fertili con noi stessi e gli altri, che meritano lo stesso amore e rispetto che sapremo donare a noi stessi.

Buon Novilunio a tutti,

Anna Elisa Albanese 

 

Non riesco a pensare ad alcun bisogno dell’infanzia altrettanto forte quanto il bisogno della protezione di un padre” (Sigmund Freud)

 

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3 Comments
  • LUNA PIENA IN PESCI, 26 agosto 2018: IL SOGNO PIù GRANDE è ORA - Sentiero astrologico
    Posted at 17:37h, 21 agosto Rispondi

    […] respiro di pace, ristoro e sollievo, come dono di questa Luna Piena, a cui giungiamo dalla Luna Nuova in Leone dell’11 agosto 2018. Ci prepariamo finalmente a entrare in un periodo di stabilizzazione e […]

  • Elisabetta
    Posted at 11:58h, 11 agosto Rispondi

    È fantastico che ogni volta che leggo ciò che scrivi riguardo alla luna questo rispecchia precisamente ciò che io sto provando in quel periodo. In questo caso mi riferisco al periodo intenso di emozioni, soprattutto durante la Luna calante, che mi hanno messo davanti alla cruda verità portandomi a “spogliarmi di vecchie illusioni”, così come a iniziare “il processo di separazione dal passato”. C’è stato un “dolore simile a una lacerazione” e tanti pianti, ma ho anche capito che è necessario “lasciarsi andare al flusso” e che quando ti senti “unico e speciale” riconosci il tuo valore e lo porti dentro di te.
    Grazie ♡

  • Laura
    Posted at 10:00h, 07 agosto Rispondi

    Grazie di ‘cuore’

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