LEWIS CARROL

LEWIS CARROL

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” Qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto. Se vuoi andare da qualche altra parte, devi correre almeno il doppio!”

— Lewis Carroll

27 gennaio 1932, ACQUARIO asc. SAGITTARIO

Consiglio spassionato: bambini o adulti che siate almeno una volta nella vita leggete “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll… Rientra nella rispettosa setta dei volumi da arredamento, ovvero i libri che sono ormai parte integrante del comodino,in quanto,già sappiamo, verranno letti e riletti più volte. E’ conveniente dunque tenerli a portata di mano, augurandoci si intonino con il colore del copriletto. Leggendolo i bimbi si smarriscono sorridenti tra gli infiniti indovinelli, i giochi, gli svariati personaggi multicolori che spesso superano ogni fantasia, le ambientazioni, le curiose peripezie di Alice. Tutti aspetti che anche gli adulti non disdegnano ma dietro i quali possono leggervi differenti sfumature, paradossi e allusioni alla società dell’epoca che convivono nell’anarchico Regno delle Meraviglie.
Pochi, però, leggendolo, si domandano dell’origine di questo pindarico volo di immaginazione così concreto, chi stia dietro all’enigmatico mondo di Alice nel quale agli indovinelli nemmeno esiste una soluzione.

Charles Lutwidge Dogson , noto con lo pseudonimo di Lewis Carroll (Lewis è la versione inglese di Ludovicus, da cui deriva Lutwidge; Carroll è l’anglicizzazione di Carolus, il latino per Charles) nasce il 27 gennaio del 1832 nel Cheshire, terzo di undici figli di Chermes Dodgson, curato anglicano e della moglie Frances Jane Lutwidge.
Cresce in un ambiente tranquillo, occupandosi spesso dei fratelli minori organizzando per loro giochi e improvvisando spettacolini teatrali. Bambino precoce, ma afflitto da balbuzie soffre spesso per la sua condizione a livello sociale. A scuola, in compenso, si distingue subito per le grandi doti che lo portano a proseguire gli studi fino ad ottenere un cattedra in matematica e logica che terrà per quasi tutta la vita, nonostante trovasse l’insegnamento privo di stimoli.
Oltre alla balbuzie crescendo gli viene diagnosticata anche una forma di epilessia, diagnosi recentemente smentita, alla quale si pensa corrisponda invece una rara forma di emicrania detta “emicrania con aura”, il cui dolore è preceduto da sintomi neurologici simili a quelli dell’epilessia che per molti hanno influito nell’ideazione di “Alice nel paese delle meraviglie”.
Matematico di genio, uomo schivo e solitario per vocazione, nel 1856 attraverso uno zio e l’amico Reginald Southey scopre il fascino delle prime apparecchiature fotografiche e vi si appassiona, in quanto mezzo che gli permette di combinare il suo interesse per le arti visive con quello per la “bellezza” in quanto stato di perfezione morale, estetica e fisica della figura umana, riscontrabile in particolare nelle bambine.
Ritrarrà infatti quasi solo fanciulle collezionando in seguito numerose ipotesi e critiche riguardo questa sua “particolare” passione. Era solito infatti nutrire una particolare simpatia per le bambine che soleva ritrarre anche nude (sempre in presenza dei adulti) e con le quali diceva di sentirsi a suo agio più che con chiunque altro. La sua influenza sulla fotografia artistica è stata da poco riconosciuta e Carroll viene oggi considerato uno dei più grandi fotografi dell’epoca vittoriana.
Nel 1861 viene anche ordinato prete presso la Christ Church di Oxford, il cui diacono, l’amico Robinson Duckworth lo pregherà di intrattenere le sue figliole. Sarà proprio in sua compagnia che il 4 luglio 1862 uscirà in gita in barca sul Tamigi con le figlie del diacono, Alice, Lorina ed Edith Liddell. Sul suo diario di allora annota: “Abbiamo fatto una gita sul fiume fino a Godstow con le tre sorelle Liddell; abbiamo preso il tè in riva al fiume e siamo tornati al Christ Church solo alle otto e un quarto di sera, poi abbiamo portato le bambine nel mio appartamento per mostrare loro la mia collezione di fotografie […]”
Sarà proprio in quell’occasione che Charles inventerà per le bambine le peripezie di Alice nel suo imprevedibile viaggio sottoterra, nel Paese delle Meraviglie. E sarà proprio Alice Liddell, a cui il racconto piacerà molto, a implorare Lewis di metterlo per iscritto, dando il via così alla sua carriera di scrittore consacrato dal pubblico e dalla critica.

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