LA VITA è RAPPORTO

LA VITA è RAPPORTO

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Che cos’è la vita? E’ una domanda che molti si pongono.
LA VITA è RAPPORTO.
Possono essere date altre risposte, e tutte potrebbero essere valide, ma al di là di tutto, la vita è rapporto.
Se non si ha nessun rapporto non si vive. La nostra vita, i vostri rapporti, sono collegati ai vostri atteggiamenti e vissuti interiori. Si possono avere rapporti positivi o rapporti negativi, ma nel momento in cui si stabilisce un rapporto, SI VIVE. Ecco perchè l’individuo che ha dei rapporti “negativi” è più vivo della persona che non ha nessun tipo di rapporto. I rapporti distruttivi determinano inevitabilmente uno stato di crisi, che è la premessa per SUPERARE LA DISTRUTTIVITà.

Siete abituati ad associare la parola “rapporto” soltanto agli esseri umani, ma in realtà, questa parola può essere applicata a tutto, anche
agli esseri inanimati, ai concetti, alle idee. Essa può riferirsi alle circostanze della vita, al mondo, a voi stessi, ai vostri pensieri e ai vostri comportamenti.

La gamma dei possibili modi di rapportarsi è molto ampia. Cominciamo con la forma più bassa che si trova sulla Terra, la forma minerale. Dal momento che i minerali non hanno coscienza, si potrebbe credere che essi non siano in grado di avere dei rapporti. Ciò non è vero. Dato che sono vivi, hanno dei rapporti, ma LIMITATAMENTE AL LORO LIVELLO DI VITA; più precisamente, un minerale è un minerale proprio perchè la sua capicità di stabilire rapporti è rudimentale. La sua funzione è quella di LASCIARSI SCOPRIRE E USARE, perciò esso ha nel rapporto un ruolo completamente passivo. La capacità di un animale di stabilire dei rapporti è molto più dinamica, perchè questi risponde attivamente agli altri animali, alla natura e agli esseri umani.

Gli essere umani possono arrivare a una qualità di scambio totale e conoscenza intima di un altro essere umano, e la capacità DI STABILIRE UN RAPPORTO DIPENDE DAL NOSTRO LIVELLO DI COSCIENZA.
Cosa determina la profondità di un rapporto?
Qual’è il vero criterio: lo scambio di idee o forse lo scambio del piacere sessuale? Entrambi possono essere presenti, ma ciò non rende la comunicazione necessariamente PIù PROFONDA.
L’unico vero criterio è LA VOSTRA GENUINITà, LA VOSTRA DISPONIBILITà, IL VOSTRO DESIDERIO DI SENTIRE, DI COINVOLGERVI, DI RIVELARE VOI STESSI E TUTTO Ciò CHE VI STA VERAMENTE A CUORE.
Quante persone conoscete a cui potete confidare le vostre pene, i vostri bisogni, le vostre preoccupazioni, i vostri desideri, le vostre aspirazioni?
Pochissime, se non nessuna. Nella misura in cui vi permettete di diventare Più CONSAPEVOLI di questi sentimenti, potete trovare più amici con cui condividerli e con cui creare UN RAPPORTO SIGNIFICATIVO.
Se fuggite DA VOI STESSI, come potete desiderare di comunicare agli altri ciò che volete tenere nascosto a voi stessi?
E’ necessario impegnarsi in un lavoro di auto-trasformazione perchè solo grazie ad esso, si può riuscire ad AMMETTERE LA VERITà A SE STESSI, e questo è il requisito per cominciare ad avere rapporti autentici e a condurre una vita completa.
Perfino il rapporto con altri aspetti della vita, quali l’arte, la natura, le idee, prende forme nuove e più vive, in quanto questi aspetti non sono più usati per evitare sentimenti dolorosi.

Quando avrete raggiunto una vera COMPRENSIONE DI VOI STESSI, e conseguentemente, la liberazione dalla prigione da voi stessi costruita, non vi saranno forzature nei vostri rapporti e nel modo in ci vi rivelerete in essi. Sceglierete intuitivamente le persone, le occasioni e le maniere giuste.

Spesso gli psichiatri diagnosticano le persone a seconda della loro capacità di stabilire rapporti e della profondità e significatività di questi. E’ stato osservato che, a volte, le persone seriamente disturbate, o con grandi sofferenze affettive, possono ricevere aiuto più facilmente di altre che lo sono di meno, perchè queste ultime possono INGANNARE SE STESSE, e fare finta che le cose non vadano poi tanto male, continuando a NASCONDERE A SE STESSE LA VERITà.
Le persone più sofferenti non possono ricorrere a questo sotterfugio. Esse giungono perciò al punto IN CUI DEVONO FARE UNA SCELTA: decidere se guardare onestamente alla loro vita interiore, senza autoingannarsi, oppure no. L’altra alternativa è che entrino in crisi e ciò pospone il confronto con se stesse. In ogni modo, questi individui SONO Più VICINI AL MOMENTO DELLA DECISIONE, anche dovesserlo raggiungerlo solamente nella vita successiva, di quanto non lo siano le persone meno nevrotiche, che continuano invece a sfuggire a se stesse.


Eva Pierrakos

Immagine: La danza nuziale – Pieter Bruegel

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