JACK KEROUAC

JACK KEROUAC

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JACK KEROUAC, 12 marzo 1922, PESCI asc. VERGINE

 

“A quel tempo danzavano per le strade come pazzi… e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi,
i pazzi di voglia di vivere,
di parole,
di salvezza,
i pazzi del tutto e subito,
quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!».

 

Jack Kerouac, Sulla Strada
   

Mi sono resa conto che l’abbinata Pesci – Vergine, è il leitmotiv dei Temi Natali degli ultimi personaggi Pescini che mi sono trovata a trattare, come Kurt Cobain, Steve Jobs e Johnny Cash. Non casualmente nel ciclo Lunare di marzo, l’asse coinvolto è proprio Pesci – Vergine, e devo dire che questa polarità, ha il potere di affascinarmi molto, forse perché non la colgo mai del tutto, è inafferrabile come l’ultimo segno dello Zodiaco: i Pesci.

Jack Kerouac, da bravo bambino Pesci, comincia molto presto a esplorare i mondi della fantasia, iniziando a scrivere quando è molto piccolo; all’età di 11 anni scrive il suo primo racconto e redige un diario e articoli immaginari su argomenti che difficilmente poteva conoscere così bene a quell’età, come la corsa ai cavalli, i campionati di football e baseball. Temi in cui la sua immaginazione  può spaziare. Temi specifici e settoriali in cui perdersi e trovare interstizi per altri mondi espandendo la sua immaginazione già fervida.

Luna e Marte ed Urano compongono una doppia quadratura sui tre Assi: Ascendente e Fondo Cielo e Urano quasi al Discendente – La Luna in Vergine (Asc): specificità e dettaglio razionale, Marte in Sagittario (F.C): visione, intuizione, simbolo ed Urano in Pesci (Dis): fantasia illimitata, vastità di sentimento, ispirazione.

Mercurio, governatore della Vergine, si trova proprio in Casa VI, nel brillante segno dell’Acquario, insieme ad Urano nella stessa; mente aperta e versatile, orientata al nuovo e alla sperimentazione, apparentemente confinata, ma anche stimolata dalla meticolosa applicazione quotidiana, instancabile che richiede la Casa VI . Casa Verginea che punta alla perfezione, all’esacerbazione quasi ossessiva del ritmo. Il ritmo rinchiuso dentro un corpo fisico, una realtà terrena, che limita e un Urano che non conosce e non vuole saperne di limitazioni e soprattutto della differenza che corre tra il regno ideale del pensiero, perfetto e cristallino, e il regno terreno e imperfetto della materia.

Il Dio dei cieli, Urano, nel mito della Creazione, uccideva i suoi figli imperfetti, procreati insieme a Gea, grande madre terra. Jack insegue la stessa perfezione, passando per i processi rapidi del suo pensiero, all’intuizione e fiuto quasi animalesco della sua Luna sull’Asse, primo monitor emozionale, puntato a memorizzare, archiviare, rielaborare ed organizzare poi in una forma concreta: la scrittura.

Scrittura instancabile, mezzo e tramite attraverso cui toccare il mondo, mezzo da cui trarre nutrimento, mezzo per creare comunicazione tra lui e gli altri, mezzo per conoscere se stesso e farsi riconoscere in una realtà più grande. Il suo  romanzo “On the road” diventerà il manifesto collettivo delle Beat Generation (Casa X in Gemelli).
Per Kerouac, il viaggio è il mezzo e il veicolo, conta il percorso e non la meta, attraverso cui spronare e soddisfare i bisogni della sua Luna iper – stimolata, (ricordiamo che viene toccata sia Marte in Sagittario che Urano nei Pesci). Nonostante le sue doti intellettive alte, non terminerà gli studi e negli anni giovanili s’imbarcherà arruolato in marina, dopo le esperienze di muratore e apprendista metallurgico, prima di poi compiere il suo vero e proprio viaggio per l’America in autostop, conoscere Neil Cassidy, personaggio ispiratore del suo romanzo e altre figure di riferimento che saranno per lui fondamentali per la sua formazione, come Allen Ginsberg e William Burroughs.

Il rispecchiamento e la ricerca di sè tramite l’incontro con l’altro e lo scambio relazionale, sono il suo personale viaggio della vita, il suo On the road. La Casa VII, al cui interno troviamo Sole e Venere in Pesci, ha bisogno di infinito, ideale e sogno in cui specchiarsi e da cui farsi trascinare, quasi come fanciulla spronata da cavalieri. I suoi rapporti infatti sono cosparsi di un’anelito vago e fumoso, al confine tra illusione e disillusione (Nettuno in Casa XI conferma la sua fusione – confusione tra gli amici e i rapporti). La linea di confine dell’identità non è marcata, ma anzi, i limiti vengono vengono spesso oltrepassati, tra un’Io che si muove tra messaggi dall’inconscio e  necessità di conciliare i poli femminile e maschile – Abbiamo anche un Saturno in Bilancia che si offre di risanare equilibri relazionali sfasati (in una vicenda a sfondo omosessuale terminata in omicidio, viene arrestato e rinchiuso in carcere per favoreggiamento e un matrimonio, forse di convenienza lo portò fuori da essa).

I personaggi dei suoi romanzi incarnano anche l’ideale di un “maschile” che non non può appartenergli, idealizzato, poco strutturato e non in grado di avergli donato una maturità saggia e autorevole con sé stesso. Il Sole in Casa VII (figura del padre), i valori Pesci e la Luna in 1 Casa, sono elementi femminili, passivi, ricettivi, e fanno fatica ad affermarsi con decisione e fermezza, riescono più a seguire che condurre. Assorbono e ricevono in una costante metamorfosi, un adattamento all’esterno, che si plasma e ritrasforma costantemente perché non possiede una sua forma specifica partenza. Può dunque fondersi con il tutto e con i “tutti” che si incontrano lungo il cammino. L’identità è in continua revisione, sia i lavori che i guadagni, sia il suo ruolo, che spesso muta in un’oscillazione non costante, lunare appunto e fluido come lo sono i Pesci, che si perdono e ritrovano in continuazione, e allo stesso tempo non possono essere afferrati e circoscritti. Il suo rapporto sempre più stretto con l’alcol, diventerà la scialuppa pronta a portarlo lontano da una realtà che lui avverte come troppo ristretta e a sconfiggere ulteriormente il confine netto tra il razionale e l’irrazionale, tra la sua identità separata e il mondo intorno, tra l’arte e la vita, che diventano un tutt’uno, di cui uno nutre l’altro è viceversa.

Allo stesso tempo quel Marte in Sagittario sul Fondo Cielo, gli darà quell’irrequietezza mobile, quel non trovare mai un giaciglio stabile, né punto fermo, ma sarà proprio il viaggio ad essere per lui la Casa. La strada e le esperienze di vagabondaggio in autostop, la ricerca spirituale che praticò attraverso il buddismo, saranno il suo nutrimento Sagittariano, e la Casa IX affamata, di cui i governatori, Venere in Pesci opposta a Saturno e Giove in Bilancia, che a sua volta stimola Mercurio, potrà trovare sollievo solo nella sublimazione dell’arte e nella continua ricerca di senso.

Kerouac muore il 21 ottobre 1969 per complicazioni dovute all’alcolismo. In tutto ha scritto una dozzina di romanzi.

Anna Elisa Albanese 

 

“..è un mondo pieno di nomadi col sacco sulle spalle, Vagabondi del Dharma che si rifiutano di aderire alle generali richieste ch’essi consumino prodotti e perciò siano costretti a lavorare per ottenere il privilegio di consumare tutte quelle schifezze che tanto nemmeno volevano veramente come frigoriferi, apparecchi televisivi, macchine, almeno macchine nuove ultimo modello, certe brillantine per capelli e deodoranti e generale robaccia che una settimana dopo si finisce col vedere nell’immondezza, tutti prigionieri di un sistema di lavora, produci, consuma, lavora, produci, consuma, ho negli occhi la visione di un’immensa rivoluzione di zaini migliaia o addirittura milioni di giovani americani che vanno in giro con uno zaino, che salgono sulle montagne per pregare, fanno ridere i bambini e rendono allegri i vecchi, fanno felici le ragazze e ancor più felici le vecchie, tutti Pazzi Zen che vanno in giro scrivendo poesie che per puro caso spuntano nella loro testa senza una ragione al mondo e inoltre essendo gentili nonché con certi strani imprevedibili gesti continuano a elargire visioni di libertà eterna a ognuno e a tutte le creature viventi…”
 
Jack Kerouac, I Vagabondi del Dharma
 

Jack-Kerouac

 

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