INIZIO 2022: REIMPARIAMO L’AMORE

INIZIO 2022: REIMPARIAMO L’AMORE

L’AMORE NEL NUOVO MONDO: uscire dalle dinamiche di potere

Prima di pubblicare tutti i transiti del 2022 in programma i prossimi giorni, in questo giorno di Novilunio in Capricorno – 2 gennaio 2022 ore 19.35 italiane – scrivo e medito io stessa con una riflessione che ognuno potrà compiere sulle sue relazioni (padre, madre, fratello, amico, partner). Vi invito a compiere un’ulteriore purificazione dei rapporti interpersonali nella propria vita – già avvenuta per molti nel 2021 con l’interruzione anche dolorosa di relazioni che si sono spezzate per scelte differenti di incamminamento esistenziale – Tutto questo al fine di arrivare alla nostra essenza più pura, proprio come questo ciclo lunare vuole insegnarci attraverso la parola autonomia – che non vuol dire solitudine – ma capacità di reggersi sulle proprie gambe, così da non dover accettare legami disfunzionali con modelli proiettivi e bisogni affettivi dell’infanzia. Mettiamo un intento sano in questa Luna coriacea governata da Saturno, che porta a libertà da conquistare compiendo un meraviglioso trigono a Urano – pianeta del risveglio e del cambiamento – nel saper riconoscere per primi tutte le zone di non amore nel nostro privato – prima che nel mondo che abitiamo – e saperle illuminare con amore. Sarà già possibile avere più chiarezza delle nostre emozioni negate e trattenute nel Plenilunio in Cancro il 18 gennaio 2022 e ancora più profondamente da aprile 2022 (ne scrivo alla fine dell’articolo), sul nostro piano individuale sarà un’urgenza necessaria trasformare l’amore e non intenderlo più come sacrifico, ma come ricerca di scambio autentico nutritivo, rispetto e dignità per noi stessi. Più saremo in tanti a essere collegati con il centro del cuore e dell’amore, più questo raggio potrà estendersi a tutti i meccanismi di privazione, potere abusato e non amore anche sul piano collettivo.

Amarci sarà la condizione primaria da imparare in un’Era che sta lentamente andando verso la disumanizzazione accettata di buon grado per molti, sull’orlo dello sfinimento ma senza forze per reagire per altri, e con una grande accelerata di sviluppo spirituale e risveglio per altri ancora. Tutto questo sta creando un’inevitabile spaccatura tra i mondi ancora non dialoganti in conflitto su piani inconciliabili. Vi auguro di mettere semi nuovi nel vostro terreno, iniziando a pulire la nostra “casa”, potremo sempre più avviarci a nutrire e trasformare con amore la casa/mondo che abitiamo. Osserviamo insieme alcuni modelli distruttivi di relazione e se ancora siamo dentro a qualche dinamica di questo tipo; la nuova Era ci chiederà di cambiare questi schemi che non funzionano più perché si basano sul potere e la coercizione e muovono solo il terreno della rabbia e della paura. E noi non vogliamo più essere comandati da un potere che abusa del suo ruolo vero? Ecco.. allora impariamo per primi a sottrarre forza a questi antichi modelli relazionali.





L’individuo che forma la sua personalità con il ruolo del “provocatore”, spesso carismatico agli occhi dei più, ama provocare – e spesso sa fare solo quello se non supportato da una struttura di identità solida – (che ha imparato a uscire dalla prima fase infantile e sopportare la frustrazione del desiderio integrando un Saturno maturo). Questa personalità pur apparendo completamente indipendente e autonoma, si nutre al contrario di rapporti di dipendenza che crea di continuo e dalle reazioni di disequilibro e dalla paura che suscita – in persone molto vicine – alla sua continua stimolazione, fluttuazione umorale e precarietà – Il vacillare della persona contro quale ha gettato il suo attacco, il suo cedere confini e forza vitale pur di non perderlo/a, gli dona forza, linfa e sicurezza, che altrimenti non avrebbe. Come in una lotta tra due equilibristi su una fune che non può tenere entrambi i pesi, il provocatore vive in uno stato di costante allerta per la sua vita e ogni mossa dell’altro (amico, partner, figlio), minaccia la sua esistenza ed è percepita come attacco, quando in verità è lui stesso sempre sotto scacco pronto a reagire e a vedere persecutori o carcerieri inesistenti. Una persona che vive con questo presupposto interiore non potrà mai donare qualcosa a qualcun altro, condividere, scambiare davvero su un terreno paritetico, ma semmai prendere, sottrarre energia e tutto ciò che può per la sua sopravvivenza dall’altro.

Una persona con questa fragilità interiore e questo ‘buco nell’anima’ non riconosciuto e incolmabile, non potrà mai vederci né amarci come vorremmo.

Quando ci si trova davanti individui di questo tipo –  appartenenti a uno dei molteplici sottogruppi della grande categoria del narcisismo patologico – non è possibile arrivare a un confronto razionale, tantomeno avere ragione né una somiglianza di un qualche tipo di rapporto paritetico. Questi individui hanno adottato la tecnica della fuga evitante a ogni tentativo di mostrargli la verità, e cioè l’incosistenza sottostante della loro personalità, che nascondono sotto l’armatura e la responsabilità che non si assumono mai delle loro azioni. Non è purtroppo possibile per questi individui – spesso di una permalosità devastante – mettere in discussione qualcosa di se stessi o chiedere scusa (se non scuse finalizzate a un fine). 

È meglio sapere fin da subito che queste persone non potranno mai : RICONOSCERE, CONFERMARE, DIALOGARE e AMARE in modo PARITETICO; si sentiranno quasi sempre in diritto di essere capite, biasimate, confortate, curate e amate in modo incondizionato. Riconoscere i diritti altrui vorrebbe dire avere una personalità propria, una centratura e quello spazio di respiro e distanza riflessiva che gli consentirebbe di percepire il mondo come esterno e l’altro da sé, come essere indipendente e non come nemico da combattere o da sedurre/trattenere.

Spesso non esistono sfumature né vie di mezzo in questi rapporti che sono o simbiosi asfissianti o separazioni laceranti e mute senza rielaborazione, perché le emozioni forti sono quella carica tensiva che li tiene in piedi, senza temerebbero di sentire il vuoto. Senza…. non saprebbero più chi sono.

Senza di voi, (se siete voi a donargli linfa, sicurezza, e struttura), non saprebbero fare nulla, non saprebbero ESSERE. Eppure…… eppure perché è così difficile lasciarli nel loro brodo? Perché è così difficile smascherare il loro bluff? Spesso c’è un ricatto sottostante e implicito in queste relazioni, sia che si tratti di relazioni di coppia, che  genitori/figli (lì ancora più difficile sganciarsi perché lo schema è iniziato quando il bambino era manovrabile e bisognoso di amore e riconoscimento). Vi è sempre un ricatto sotterraneo che più o meno dice sempre: “o così o niente”. L’impossibilità schiacciante di poter comunicare in modo differente facendo valere dei sani diritti di rispetto, viene accolta dai “provocatori narcisi” come critica alla loro persona (troppo insicura per accettare il mettersi in discussione), e a un normale confronto adulto reagiscono con l’interruzione del rapporto sottraendosi completamente al dialogo, interrompendo senza troppi fronzoli o sensibilità la relazione stessa. O uscendo di scena in modo plateale scatenando sensi di colpa nell’altro che si trova ad vedere sottratto quel minimo di considerazione che stava provando a elemosinare.


Sono rapporti altamente nocivi per la personalità di chi si trova nella parte del “salvatore” o dell’innamorato, perché richiedono spesso interi anni dii sofferenze, prima che possa essere riconosciuta la ferita perpetuata e la parte di responsabilità nell’autostima da sanare anche di chi tiene in vita queste relazioni disfunzionali.

Con uno sguardo distratto, i narcisi appaiono come individui istrionici, ricolmi di apparente vitalità ( che è il travestimento per celare la loro inquietudine e incapacità di stare dentro le cose/relazioni completamente). Appaiono al mondo come persone temerarie, battagliere, coraggiose, affascinanti e solo per chi ha l’onore (o la croce), di avere un rapporto più intimo e lontano dai riflettori con loro, sarà riservato del rovescio della medaglia. Il coraggio è solo la reazione contraria alla paura dell’immobilità, lo spirito battagliero è l’energia che loro traggono ogni volta dal conflitto che li fa sentire vivi – a costo di lasciare cadaveri sul loro cammino – gli stimoli inesauribili per la loro mente, sono la sfida necessaria con cui mettono alla prova loro stessi e il loro valore, che necessita di prove sempre più alte. Come un secchio d’acqua bucato sul fondo, nessuna acqua potrà mai colmarlo perché c’è una voragine alla base; è da dentro loro stessi che dovrebbero trarre il nutrimento e il sostegno, non dagli altri esseri umani da cui traggono forza. Sono persone che non sanno come sia lo stato pace interiore, costantemente pronti a reagire, ad azzannare il collo del nemico – anche se il “nemico” voleva dare loro un fiore – Non servirà coprirli di attenzioni e rassicurazioni, non basteranno mai e quel secchio si svuoterà non appena farete il minimo errore (ai loro occhi), e non ci sarà gratitudine per ciò che avete provato a infondere con il vostro amore fino a quel momento.



: Cathy Hegman -Weight of Balance ”

Cosa ci serve incontrare queste dinamiche distruttive e questo dolore nella nostra esistenza?

L’incontro con queste persone – se impariamo a stare nell’impotenza e a non volerli “salvare” o cambiare – ci offre un’accelerazione forzata a livello evolutivo a cui è impossibile sottrarsi. Per forza saremo costretti a rafforzare la nostra identità, se non vogliamo perdere noi stessi nel loro sguardo che non ci potrà mai davvero vedere. Chi stiamo cercando di conquistare? Da chi ancora stiamo cercando l’amore impossibile? Quale sguardo stiamo ancora cercando in quegli occhi sfuggenti; non somiglierà a quello di nostra madre o padre da cui abbiamo cercato di farci amare da bambini? Queste sono le domande da porsi quando incontriamo una storia sentimentale che presenta questi tratti. 

Se viviamo una relazione o un amore incorrisposto con queste dinamiche, sarà una grande occasione per andare più a fondo nei nostri primi amori, nel ricordare come abbiamo amato da bambini e come siamo stati amati e spezzare le catene antiche e liberare i modelli nuovi per noi e le generazioni a venire: i nostri figli, i nostri rapporti nel mondo. Le relazioni future, se vogliamo evolvere con il nostro spirito più limpido, non possono essere più basate sulla paura e sulla ritorsione della punizione non appena siamo noi stessi. Se siete dentro una relazione così e uno di questi è stato il vostro genitore, sarà più lungo il percorso di rinascita, ma non impossibile, anzi. Avete la forze di vedere voi stessi in quel ruolo di bambino adulto che nutriva il genitore/bambino bisognoso del vostro sostegno e potrete prendervi per mano e aiutarvi a guarire quella ferita. Con grande compassione della vostra infanzia negata, potremo da grandi lasciare andare interiormente la mano di quel genitore che abbiamo sostenuto e di cui abbiamo riempito il vuoto, e anche se farà tanta paura lasciarlo cadere, è nel ciclo naturale della vita, che voi, noi, chi ha avuto questa esperienza, possa staccarsi e seguire la sua strada, senza sentirsi più così responsabile e in colpa. La terra ci tremerà sotto i piedi perché quel ruolo ha tenuto in piedi anche noi, e senza forse, non sapremo più chi siamo, ma è il momento questo per iniziare il risveglio della nostra Nuova Era di amore scambiato, e non più sottratto, estorso o rubato.

Se non riusciamo a uscire da dinamiche di potere e ricatto a livello interpersonale, come potremo come umanità accorgerci di quando su scala più grande, siamo ricattati e trattati come bambini?

La relazione narcisistica è il male di questo millennio, come lo è adesso il non sentirci più liberi come umanità di come ci sentivamo solo due anni fa. Solo due anni fa!! Stiamo riprovando a livello collettivo lo stesso stato di ricatto alla nostra sopravvivenza che abbiamo sentito e rimosso quando eravamo molto piccoli e dipendevamo dai nostri genitori, riusciamo a renderci conto della modalità di agire del potere di adesso nel nostro mondo di adulti? Tutti abbiamo bisogno di vivere, lavorare, mangiare, è proprio come da piccini, siamo costretti a cedere per non morire. Ma sarà vero? Dobbiamo perdere per forza o dovremo trovare un’altra modalità interiore per sentici non ricattabili? Partiamo dal nostro personale per evolvere come esseri umani, dovremo prima imparare ad amarci e a rispettarci: queste relazioni sono basate su abuso psicologico, sfida, paura e negazione identitaria. E non è forse quello che sta accadendo su scala mondiale ora?

Giove in Pesci si congiungerà a Nettuno in Pesci ad aprile 2022, in quel periodo anche Marte e Venere entreranno nel segno dei Pesci, allo stesso tempo il Nodo Lunare in Toro sarà esattamente in quadratura a Saturno in Acquario. Le grandi energie femminili di Terra e Acqua dilateranno al  massimo la loro capienza sul sentire, sul perdono, il risveglio dell’energia del cuore, la compassione, la solidarietà. Verrà anche dilatato il potere illusorio di Nettuno e la fuga dalla realtà che sarà una tentazione suprema per la nostra personalità – scappare – si ma dove – Dovremo invece lavorare sulla nostra materia primaria e le risorse che abbiamo senza scappare – nodo lunare in Toro – su un modo nuovo di rispettare noi stessi e madre Terra che ci accoglie e nutre con amore incondizionato.

Io mi auguro che fino al prossimo aprile 2022 che è dietro l’angolo a livello ciclico, ognuno di noi possa ricontattare la sua fonte d’amore e luce più autentica dentro di sè, la sua voce profonda di Anima che gli dia la forza di alzare la testa e ritrovare queste qualità innate ed eterne in noi, in qualsiasi piano lo voglia fare. Nonostante i ricatti, sia nelle proprie relazioni personali di vita, antiche e presenti, sia come dignità umana in un periodo di passaggio nell’ombra della Terra che si è ammalata ormai di paura e impotenza, perdendo di vista i limiti sani, il rispetto, la dignità delle nostre individualità. 

Io continuo a credere che possiamo essere capaci di risorgere, per chi lo sente forte, che inizi quest’anno il cammino verso il Nuovo Mondo.

Con amore
Anna Elisa Albanese

 

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{Artis yoh}

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3 Comments
  • Stefania
    Posted at 22:19h, 03 Gennaio Rispondi

    Buon cammino a tutti!
    C’è dolore da accogliere, perdono da vivere, Vita/Morte da integrare.
    Impariamo a danzare sotto la pioggia, invece di cercare continuamente l’illusione di un riparo sicuro. Proviamoci.
    Grazie Anna Elisa, leggerti mi fa bene.

  • Parvati
    Posted at 12:32h, 03 Gennaio Rispondi

    Grazie di cuore, articolo prezioso e incoraggiante. Che l’universo ti benedica

  • doretta
    Posted at 12:13h, 03 Gennaio Rispondi

    grazie Anna Elisa per la tua condivisione e la speranza fiduciosa nell’evoluzione umana, collettiva e individuale. Tanti cari auguri per il tuo cammino. Che sia luminoso e si irradi su chi ti legge! Dory

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