Il tempo di attesa del raccolto

Il tempo di attesa del raccolto

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Diario astrologico 29 aprile 2016

Il tempo di attesa del raccolto

 

Una cosa ultimamente sento sempre più certa, ciò che è dentro ci circonda, come diceva il grande poeta Rainer Marie Rilke, e sono sempre più sicura che sia così. Vediamo e sentiamo ciò che vogliamo sentire e vedere, finchè non accadono scosse esistenziali, turbamenti grossi e crisi che ci fanno svegliare dal torpore obbligandoci a chiedere delle domande. Fino ad allora proseguiamo su dei binari che più che aprirci a nuove soluzioni, sembrano condurci agli stessi meccanismi ripetitivi dolorosi, stremati da meccanismi limitanti o forse semplicemente e finalmente arresi, ne cogliamo il vero senso, attraversandoli pienamente e responsabilmente al fine di giungere alla matrice o causa primaria del conflitto, capendo che è solo da noi che può partire la soluzione.

Sarà un processo lungo rintracciare la strada che ci porta verso la causa primaria, capire che quel seme iniziale l’abbiamo messo noi inconsapevolemente, e che l’origine della nostra vita attuale, non risiede solo nella nostra esistenza fino ad adesso, con i nostri vissuti biografici individuali, ma appartiene anche a qualcosa di molto più grande, generazionale, collettivo e karmico; le colpe dei padri ricadranno sui figli (Ezechiele, la Bibbia), e fin tanto, che non ci prenderemo carico ( simbologia legata a Saturno – Maestro del Karma) di andare a fondo nel nostro passato, per vederlo davvero nella sua realtà è totalità, risolvere e liberarci dai condizionamenti da cui proveniamo, non potremo iniziare il lungo viaggio alla ricerca e scoperta della nostra vera Identità.

Per molto tempo invevitabilmente viene confusa, occultata anche a noi stessi, da schemi di condizionamento, paure sepolte, che ci vengono trapassate anche senza l’uso delle parole e la comprensione razionale dai nostri genitori e dalla cultura d’insieme da cui proveniamo e da cui siamo permeati, per questo è così difficile scavare oltre la cortina protettiva che cerca di salvarci dal dolore.

Dovremmo comprendere invece che il dolore e l’inquietudine, sono il primo barometro e il più autentico che abbiamo a diposizione, per permetterci di entrare in contatto, con i nostri desideri che abbiamo occultato.

Ciò che desideriamo per noi, è nascosto proprio lì, dalla parte opposta della stessa medaglia del dolore, lì risiede la nostra forza vitale, che chiede riconoscimento, e si esprime tramite il disagio, altrimenti noi non muteremmo mai strada. Solo se costretti, e ai limiti estremi del nostro malessere, siamo disposti a scendere a patti con noi stessi, e verificare l’autencità e il valore delle nostre scelte.

In questo momento, forse il più difficile del 2016, abbiamo nel cielo ben 5 pianeti in moto retrogrado: Mercurio, Marte, Giove, Saturno e Plutone, che da lassù ci stanno più che altro mostrando l’oppurtunità di rallentare il ritmo affinchè possiamo vedere veramente. Vedere oltre i nostri schemi di pensiero (Mercurio).

Riprendere il contatto con il nostro tempo interiore è adesso prioritario. Un tempo che troppo spesso, non corrisponde minimanente allo scorrere del tempo esteriore. Il nostro inconscio non ha tempo, ogni ferita risuona e vibra anche se sono passati anni da quella ferita e sta a noi vederla e guarirla.

 

Ora è giunto il momento di guardare dentro ed entrare nella porta che si è appena aperta, che ci conduce nel labirinto che ci conduce al nostro vero Sè, dove riesiedono tutte le risposte. Al di sotto di tutti gli strati di pelle, vi è un nucleo indistruttibile, unico e speciale, che brilla di una luce propria, come un diamante grezzo, posto proprio al di sotto del nostro cuore a livello simbolico e fisico corrispondente al nostro 4 Chakra. Per ascoltarlo e sentire bene le risposte alle nostre domande, ci è davvero richiesto un cambio di ritmi e di prospettiva.

Le risposte non arriveranno da fuori, soprattutto in questo periodo di grande raccoglimento di forze e per lo meno fino alla fine del moto retrogrado di Mercurio (fino al 22 maggio 2016), e proseguendo in maniera diversa, ma senz’altro decisiva, fino almeno fino al 26 settembre, quando Marte riprenderà il suo moto diretto.

Non prima di essere tornato nel segno dello Scorpione – la fine del viaggio nell’ombra e nelle parte sepolte di noi, per poi poter accedere di nuovo allo sguardo sul futuro per poi rientrerare nel Sagittario, andandosi a congiungere nuovamente con Saturno, maestro dell’Anima.

Saturno in Saggittario (fino al 20 dicembre 2017) ci sta conducendo alla sua maniera, al desiderio di ricontattare la nostra parte di chiamata, e vocazione ultima di senso, del nostro essere vivi qui in questo momento, sulla terra.

Cosa ci stiamo a fare?

Qual’è il nostro scopo?

Perchè esistiamo?

La maniera Saturnina lavora per restrizione e contrazione, proprio per aiutarci, quasi costretti, a fare i conti con il senso della vita – Sagittario – visione e spinta vitale e corpo fisico da far lavorare insieme, e non più separati. Quindi dove ci sentiamo limitati, chiusi, costretti è oltre quel muro, che giace la risposta.

Il corpo ora prenderà tutta l’importanza e l’attenzione che necessita, infatti, siamo aiutati da  un grande Trigono di terra ( Giove in Vergine, Plutone in Capricorno e Sole e Mercurio in Toro) nel poter vedere e riconoscere la frattura, se esiste, nella nostra vita, tra ciò che sognamo, tra ciò che può essere la nostra vocazione.

Il desiderio di ciò che amiamo davvero, un progetto e la nostra vita quotidiana, il lavoro quotidiano, le incombenze che non sentiamo come nostre. In questo ora, la libertà può essere sentita come qualcosa che ci tira e chiama con più insistenza del solito, e il corpo e con i suoi segnali, (malattie psicosomatiche, incidenti, affaticamenti, cali di attenzione e memoria) è uno dei nostri radar più potenti, a cui fare affidamento.

Mercurio nel segno del Toro, Giove in Vergine e Plutone in Capricorno, in moto retrogrado, ora stanno compattando la nostra realtà tangibile e corporea rendendola spessa, faticosa, ma anche poco solida per paradosso, come se il sostegno delle radici ci mancasse, (o almeno così lo percepiremo energeticamente), ma solo così, potremo tornare a Casa.

La Casa della nostra Anima.

Smettere di cercare questo sostegno dalla materia fuori di noi, e occuparci di udire quella vocina così flebile e così poco percepibile, dal diamante grezzo racchiuso dentro di noi.

C’è bisogno di tanto silenzio adesso. Un silenzio di cose e stimoli mondani, di cui forse sentiamo meno il bisogno, perchè è il momento di andare a rivedere la causa prime che ci hanno portato fino a dove siamo ora. Grazie alla lentezza di un Mercurio in Toro, che procede all’indietro, possiamo permetterci di avere un atteggiamento lento e ruminante dei nostri contenuti inconsci.

Il ruminare del Toro, appartiene al tempo lento che ha bisogno di integrare i contenuti che portino ad un reale assorbimento, come il seme nella terra, come il concime nelle piante, affinchè, non appena la grande ruota dell’Universo riprenderà a girare, le fondamenta nella terra, le radici potranno essere solide, permettendoci di tirare molto lontano la freccia verso il cielo, tanto cara al Sagittario.

Giove in Vergine riprenderà il suo modo diretto il 10 maggio, per quanto riguarda Saturno invece dovremo aspettare fino al 14 agosto. I giorni più decisivi, in cui 5 pianeti saranno in moto retrogrado, facendoci sentire notevolmente questo freno tirato all’indietro, saranno dal 28 aprile al 10 maggio, poi la situzione inizierà a sciogliersi, anche se Mercurio sarà retrogrado fino al 22 maggio.

Io credo che si debba approfittare di questa rincorsa all’indietro prima del salto in avanti, è un occasione per tutti noi per andare a verificare le intenzioni e le prospettive a lungo termine, ponendo però un’attenzione agli ingredienti.

Dovremmo portare con noi tutta la valigia pesante o necessita lasciar andare qualche pezzo?

Questa è la questione su cui verremo testati:

C’è davvero bisogno di così tanto peso per il nostro futuro?

Cos’ è la vera essenza di cui necessitiamo nutrimento?

Di cosa abbiamo veramente fame – bisogno?

Il Toro e il Sagittario, entrambi hanno a che fare con Giove, e Giove è legato a livello simbolico all’assimilazione del fegato, cosa ci è indigesto adesso e continiamo a mandare giù? Cosa fa bene o male al nostro corpo – anima?

Quali sicurezze il Toro dovrà lasciar andare e coltivare invece dentro di sè? Quali attaccamenti ci portano a scontrarci sempre sulle stesse ferite? E avremo ora il coraggio di eprimere (Mercurio – comunicazione) senza paura ciò che davvero sentiamo a livello profondo?

 

Buon cammino

Anna Elisa

 

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immagine 1:  quadro di Victor Nicosvtzev

immagine 2: quadro di robert m. wolfe

 

 

 

 

 

 

 

4 Comments
  • lea
    Posted at 00:25h, 18 maggio Rispondi

    Sì….. Aggiungerei un ultimo fattore, il transito di Lilith in Scorpione a fine maggio. Dopo nove mesi (da ottobre 2015) nel segno della Bilancia, significante, per eccellenza, della relazione, ora si appresta al suo ingresso nel regno di Plutone, simbolo di introspezione, dell’ombra, di morte e rinascita… che dire?…Una bella sfida per l’inconscio collettivo..

    • Sentiero Astrologico
      Sentiero Astrologico
      Posted at 08:09h, 18 maggio Rispondi

      Grazie mille . È verissimo, Lilith ci porterà ancora di più bel regno di Ade e della scoperta delle risorse più nascoste di noi .

  • Marisa
    Posted at 20:55h, 29 aprile Rispondi

    Anna, adoro quello che scrivi, le tue immagini, cerco di capire e soprattutto ti ascolto e cerco di ascoltarmi. Sei una voce preziosa è diversa! Ciao, spero di rivederti presto o tardi….

    • Sentiero Astrologico
      Sentiero Astrologico
      Posted at 10:48h, 30 aprile Rispondi

      Buon giorno Marisa! Spero di vederti presto e grazie di quello che mi scrivi. Scrivo quello che sento e provo a comunicarvelo .. se vi giunge, è davvero felicità. Un caro abbraccio

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