DIARIO ASTROLOGICO: COS’è L’IMPAZIENZA?

DIARIO ASTROLOGICO: COS’è L’IMPAZIENZA?

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DIARIO ASTROLOGICO

Visto la lunga permanenza di questo 2020 di Marte nel suo domicilio primario – l’Ariete – (28 giugno 2020 fino al 6 gennaio 2021) ci troveremo spesso a vivere situazioni in cui verremo posti di fronte a dei bivi. Esprimo la mia rabbia? Come vivo la mia volontà? Come vivo l’autorità le regole e lo stare in certi confini? Chiedo le cose in maniera diretta o ho paura a manifestarmi? Oppure sono vittima delle mie reazioni troppo impulsive perché prima ho taciuto dei contenuti che sono esplosi di colpo a scoppio ritardato? I transiti non fanno miracoli o non ci rendono dei serial killer, se non trovano già qualcosa di compromesso alla base, quindi quale migliore occasione per osservarci nella nostra modalità di esprimere  questo lato del nostro carattere?

Che cos’è l’IMPAZIENZA?

Altro tema per me di profonda interrogazione; sono cresciuta tra i cosiddetti “impazienti”, inquieti, eternamente insoddisfatti, vitali, energici e passionali, ma anche grazie a questo motore incessante, sono stati i pionieri, ed io con loro, di un continuo di mutamenti di esperienze e situazioni.

Ma quando l’impazienza diventa troppa, cioè quando si tramuta in una specie di IMPOSSIBILITà DI SOSTARE, attendere, e la persona è vittima stessa della sua stessa voglia di cambiare, ormai divenuta ansia, inquietudine costante, cosa succede?
La vita s’inceppa.

Più si è impazienti di ottenere qualcosa o placare qualcosa dentro, più invariabilmente l’obbiettivo si sposta e l’inquietudine aumenta, è una specie di legge universale, perché non si fluisce ma si controlla, e si cerca di accelerare il tempo sforzandolo a un’andatura che non è la sua.  Allora succede che il rullo compressore, che è stato anche lo sprono e la fiamma che arde, diviene un ingranaggio inceppato di un motore che non riparte e sosta vittima della propria impazienza e lo immobilizza.
A quel punto c’è bisogno di attingere a quelli della sponda opposta: I PAZIENTATORI SERIALI. Loro sono situati nella zona del massimo rendimento al minimo rischio (in estremo). Prima di muoversi o di decidere di lasciare una situazione che non va più bene, ci mettono del tempo lunghissimo, interrogandosi mille volte e misurando anche il loro senso di colpa, giungendo anche alla conclusione del “Dai, resisto ancora un po’. Ce la faccio”. Diametralmente quindi sull’asse opposto dei dinamici inquieti che prendono e si alzano dalla sedia quando ancora pensavi di essere a metà cena.

Mi interrogo su questi due estremi caratteriali, che abbiamo tutti dentro in qualche misura, spesso predomina uno, a volte andiamo anche nell’altro e non necessariamente in forma estrema, però noto questa cosa quando guardo i TEMI FAMILIARI. Prendendo in considerazione i genitori e i figli, la cosa molto interessante come nei figli ci sia la maggior parte delle volte o un ripetersi di certe dinamiche a specchio dei genitori, oppure, nel figlio che dovrà fare un salto evolutivo molto grande, il rompere tutto lo schema karmico famigliare, in una netta opposizione del modello dominante.

E’ spesso nelle combinazione di Elementi, Case e Segni di FUOCO (Ariete, Leone, Sagittario e ARIA (Gemelli, Bilancia, Acquario), che si riscontrano caratteristiche più ESTROVERSE, e portate a un mutamento rapido e un coraggio impetuoso nel mutare le direzioni della vita. Un Urano dominante, o mancanza totale di Elementi Terra. Anche l’accento forse di un Urano decisivo nel Tema e di Marte in segni di Fuoco o Aria (ancora più forte Urano e Marte in aspetto), può portare a scelte rapide, movimenti che attirano anche incidenti nei casi più gravi (unico modo che ha l’Universo per immobilizzarci in qualche forma di resa).

E’ interessante notare che dove si riscontra la maggior impazienza e impossibilità di contattare IL LATO FEMMINILE della vita, cioè quello della fiducia profonda nel cambiamento, che manca di più la vera capacità di contenere le proprie emozioni. Il temperamento ESTROVERSO, più ATTIVO e apparentemente proiettato nell’ottimismo della vita, nel buttarsi a capofitto in situazioni temerarie, coraggiose senza pensarci due volte, nasconde invece in questa URGENZA, un precario senso di vera fiducia nella vita e in se stesso, che non gli permette di sostare un po’ di più nella passività, nell’attesa del giusto ciclo delle cose, nella saggezza che è il contrario dell’impazienza e fretta.

Al loro contrario, un Tema Natale con la maggior parte di Elementi nei segni di TERRA (Toro, Vergine, Capricorno) e ACQUA (Cancro, Scorpione, Pesci), o una dominanza di Saturno, o anche di Nettuno, mostra inizialmente più paura e scarsa inclinazione a gettarsi in modo spontaneo nella mischia e nel calderone del mondo, nel scegliere d’istinto e con tagli netti. Temperamenti più INTROVERSI, orientati a proteggere l’intimità delle cose nello spazio lento degli affetti, fanno fatica a sorvolare leggeri su certi avvenimenti, o cambiare di colpo una direzione. Però proprio per questo, anche se spesso insicuri e più portati ad accomodare che scegliere in autonomia, sacrificare, piuttosto che sgomitare, rimandare piuttosto che decidere, nascondo al loro interno, UNA PROFONDA FIDUCIA, nelle cose e nella natura spirituale della vita. Quasi una fiducia cosmica – a volte troppo passiva che andrà contattata in maniera cosciente – nel risolversi naturale delle cose. Un’energia FEMMINILE che può contenere le sue e altrui emozioni, per poi agirle in un secondo tempo, quando saranno maturate e con esse le scelte necessarie che porteranno ad un’azione più ponderata MENO IMMEDIATA E ISTINTIVA o REATTIVA.

Ovviamente entrambi i casi le due polarità se vissute in modo unilaterale, avranno bisogno di bilanciare – o la troppa irruenza o la troppa inerzia – dal loro opposto atteggiamento caratteriale, per arrivare alla soluzione di molte ripetizioni karmiche della loro vita. Spesso gli “impazienti” dopo la seconda metà della vita si pentono amaramente di scelte rapide fatte senza ragionare troppo, persone e affetti lasciati indietro, lavori lasciati che forse ci si poteva pensare un po’ di più ecc. mentre i “pazientatori seriali” si trovano a rimpiangere il tempo perduto nella sosta lunghissima in scelte rimandate per anni, un amore sbagliato, un lavoro castrante ecc.

Ci incontriamo nelle relazioni della nostra vita per mutare e crescere. Nasciamo in famiglie che hanno sempre avuto uno schema comportamentale che non è detto ci appartenga, anzi, siamo qui per comprendere quale sia la nostra vera natura ed anche per ricercarla ogni volta senza fossilizzarci in schemi reattivi. In famiglie di avventurieri girovaghi, spesso si nascondono “lumachine” che cercano il loro porto sicuro dove arenarsi e proteggersi, e in famiglie che fanno fatica a mutare, chiuse in vecchie tradizioni, si nascondono individui che hanno l’argento vivo addosso, e si butterebbero da un parapendio o terrebbero un comizio senza un fremito di timidezza dall’altra parte del mondo. Le frustrazioni affettive ed emotive, che abbiamo ricevuto nell’infanzia, o nel nostro presente con chi non ci comprende, spesso non sono dovute a “cattivi genitori”, o “cattivi partner”, ma a persone che sono nella loro natura e non possono comprendere la nostra, o semplicemente non riescono a fare altrimenti. Non feriscono noi, quando ci destabilizzano o limitano. Sta a noi conoscerci e comprendere di cosa abbiamo bisogno. Se abbiamo bisogno di aria, movimento, colpi di scena, emozioni forti, non lamentiamoci se troviamo una persona che invece ha bisogno dell’esatto opposto e non obblighiamola a trasformarsi totalmente.

Osserviamo qual è la nostra attitudine dominante.
Siamo pazientatori seriali, che arriviamo fino a limite della sopportazione e del sacrificio? Allora cominciamo a integrare anche la parte istintiva e sanamente collegata all’intuito dell’altra sfera opposta. Impariamo un sano egoismo e gettiamoci del burrone in scelte apparentemente avventate. Proviamo a fare ciò che non faremmo mai senza sentirci totalmente in colpa.

Siamo invece i re dell’inquietudine che continuano a cercare stimoli esterni, soluzioni e vicende che plachino qualcosa che non si soddisfa mai e non è mai giusto per noi perché lento o imperfetto? Apprendiamo dagli opposti “passivi”, proviamo a stare fermi. Concediamoci una sana non risposta, un momento di respiro in mezzo alla gincana dei salti mortali delle sfide. E se ci sentiremo soffocare nelle mura di casa o nella coppia o in un lavoro che sentiamo restrittivo, impariamo ad osservarci da un altro punto di vista, quello di un’Anima, che sta cercando in questa vita, di liberarsi dalle griglie caratteriali, per abbracciare un’immensità e un’apertura molto più vasta.

Osserviamo i nostri figli e la loro modalità di essere differente dalla nostra, cosa ci stanno insegnando?
Osserviamo i nostri genitori e ciò che li ha imprigionati o non li ha resi felici. Stiamo facendo lo stesso? Cosa riconosciamo di simile? Cosa vorremmo mutare che in loro ci infastidisce?
Qual’è la costante che avete riscontrato e che state provando ad abbattere?

Questo è il viaggio dell’Eroe…quello vero, in cui con fatica si esce dagli antichi retaggi e condizionamenti reattivi, vedendoli, vedendoci, aggiustandoci e andando sempre nelle direzione più difficile, e non quella cha agiamo abitualmente. Una gran fatica, ma vale la pena di provare.

Anna Elisa Albanese

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1Comment
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    Paola
    Posted at 21:41h, 12 Aprile Rispondi

    Felice di averti “scoperta” 😉
    Da buona pesci, ascendente gemelli, mi reputo molto attiva, ma tendenzialmente pazientatrice seriale.
    In questo periodo di attesa ed introspezione sento che la pazienza mi sta premiando nella capacità di vivere bene il momento difficile, ma sento anche che il mio temporeggiare in alcune scelte mi porta ora ad essere in una situazione che avrei potuto evitare se solo avessi agito più d’impulso in passato.
    Chissà che non sia la volta buona per imparare a bilanciare questi due aspetti così contrastanti ma così fortemente presenti in ciascuno di noi.
    Grazie ancora per lo spunto di riflessione.

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