Diario Astrologico, 29 settembre ’15

Diario Astrologico, 29 settembre ’15

Sarà la luna piena..le scuse ..l’autunno, il cambio di stagione, i transiti evolutivi, il passaggio interstellare, il salto quantico, il cambio di DNA, i mutamenti del mio animo perennemente in subbuglio… ma possibile che io mi senta sempre al limite massimo di qualcosa, nella tensione estrema di un chissà cosa che deve compiersi, avvenire, nascere, darsi alla luce?

Immersa nel travaglio spesso faticoso del perseguire lenta come una formica quasi mai cicala, costante e con visuale limitata, attaccata stretta alla sponda che lascio, a volte, attimi e navigo il fiume, ma per me spaventata non è fluido, maestoso e maestro come necessitarei.

Va bene sarà l’ascendente Scorpione si lo so..che ha bisogno di nascere sempre da se stesso e passare da questi cunicoli stretti così bui da soffocare e non vederne la fine. .. e si va bene i transiti sul mio povero Saturno in Cancro che è messo sotto scacco da due anni dai cari Plutone e Urano che lo costringono a ripartorirsi, a rendersi madre e protettore di sè, Angelo del focolare e corteccia calda che non secchi né indurisca troppo la pelle…. fatto sta che sarà il più freddo dei giorni che mutano la stagione e tutta la ruota che gira e attende che io svolti, ma mi sento come quando mancava qualche mese alla fine della scuola ed erano gli ultimi sforzi ..gli ultimi libri che non sapevi e intravvedevi dopo la libertà ..una luce più ampia al di là del buio.
E dico, okay sarà il mio Sole in 6 che è sempre a scuola e mai si sente preparato alla vita vera, però ora comincio davvero a vederle le cose e gli intralci che mi sono messa intorno per non farmi passare.

Forse a breve sarò al di là del fiume in un altro parto di me stessa ..in un’altra fase che non è questa e non è ancora, mentre mi sorreggo sballottata tra argini in attesa dell’aperto mare.
Sarà tutto questo un eventuale Poi e non Adesso, così in questa notte in cui vedo cosi lontana la meta, cerco di ricordare la bellezza di quell’odore della scuola che finiva, quella dolce beatitudine di sentirsi ancora un po’ incastrati lì, compressi sul punto di esplodere ma in attesa . .. .come si potesse rimandare ancora un po’ il coraggioso ingresso nel mondo degli adulti.

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