Bob Dylan

Bob Dylan

PicMonkey Collage bob

Bob Dylan, nato il 24 maggio 1941, GEMELLI ascendente SAGITTARIO

 

Sì, sono un ladro di pensieri, ma non un ladro d’anime,

prego,

ho costruito e ricostruito  su ciò che è in attesa  perché la sabbia sulle spiagge  scolpisce molti castelli 

su quel che è stato aperto prima della mia epoca

una parola, un motivetto, una storia, un verso

chiavi al vento per aprirmi la mente |e per garantire alle mie idee da armadio un’aria da cortile.

Bob Dylan

 

L’eterno fanciullo Gemelli, Mercuriale d.o.c – Mercurio in Gemelli sull’Asse del Discendente – si incarna perfettamente in Bob Dylan, il cantore e il musico, lo scrittore, il poeta il ribelle che è riuscito a tenere viva la sua parte di giovane Peter Pan; ha permesso lei di non esaurirsi e saturarsi e radicarsi in un incessante lavoro di creazione e produzione musicale, complici i molteplici pianeti nel segno di terra, costruttivo e laborioso del Toro in trigono a un Nettuno e nodo lunare in Vergine proprio in 9 Casa.

Il suo esempio di vita, dimostra quanto la Casa e il segno dove risiede il nostro Saturno di nascita, non sia una maledizione o una congiura astrologica, ma il settore dove noi faticheremo di più a costruire, dovremo maturare di più e abbattere certe rigidità, ma settore in cui fonderemo la nostra identità più profonda, autonoma e costruttiva. Bob Dylan – Saturno in 5 Casa nel segno del Toro – rappresenta proprio lo sviluppo costante e terreno, dalla simbologia ingorda e mai sazia del Toro, messa così al servizio di una passione – Venere – ha potuto donare il massimo in un risultato tangibile e concreto. Governatore del Toro, è Venere, ed essa in Gemelli, in Casa VI, altra Casa di costante costruzione quotidiana e ci riporta del suo talento nello scrivere e comunicare.

La Casa V, il settore dove la nostra pienezza creativa ha il suo massimo sviluppo e racconta, attraverso le case evolutive,  il nostro vissuto infantile nella fase edipica. Abbiamo ricevuto la nostra dose di amore e la conferma e quel senso di unicità e “specialezza”?  Nella famosa età dell’onnipotenza, (l’età magica pre-scolare intorno ai 5 anni e corrispondente alla fase edipica), ecco che proprio qui, si trova il Saturno di Bob, in compagnia di Urano, Giove  – governatore Ascendente e Luna, quindi un settore per lui fondamentale di espressione di sè. In molti libri di astrologia si trova la descrizione del malefico Saturno in questa casa, come privazione e frustrazione di quel nostro senso di unicità e del sentirci davvero amati, e creativi nel senso più ampio del termine, da qui può esserci una costante ricerca narcisistica volta a lenire quell’antica ferita non colmata.

E tutto questo ha senso anche per Dylan e non viene escluso, dove abbiamo Saturno prendiamo le cose molto seriamente, abbiamo paura di essere scottati e alziamo barriere fortissime a proteggerci. anche se non sappiamo come sia andata nell’infanzia di Bob, la cosa importante è: cosa ci faccio io con questa ferita?

Come la uso per la realizzazione del mio potenziale in vista del progetto del mio Sè?

Bob ha usato e anche molto la Casa V, un’insaziabilità creativa e un torrente in piena che l’ha portato a nutrire lui stesso quel senso di fame (affettiva), potuta poi essere creativa e generativa, incolmata del Toro e della 5 Casa. Dylan si è ripartorito continuamente tramite la scrittura, ha dato vita alla materia produttiva e costante del Toro, con la musica e la voce, altre tipiche simbologie Taurine, e alla sua abilità Mercuriale Gemellina, ha dato vita a infinite canzoni. (Certo, ora qui non mi metto a parlare di tutto il fatto del Nobel, e della sua eccentricità/distanza saturnina/ nel non ritirarlo, quasi, per citare Nanni Moretti, “Mi si nota di più se vado alla festa, o se non vado?”).

Bob ha ricreato ogni volta se stesso, ha cercato il plauso dal pubblico, come ogni 5 Casa necessita, ma con Saturno al suo interno ha avuto momenti in cui si è ritirato dalle scene. E’ famoso un suo incidente in moto, negli anni di Woodstock nel 1966, in cui lui stesso dichiarò, non essere stato casuale, ma un avvertimento del suo corpo a fermarsi. A prendere fiato.

Il suo Sole e Venere in VI Casa, sono stati per lui la salvezza. Anche qui troverete spesso descrizioni mortificanti che non rendono onore alla Casa VI, spesso descritta semplicemente come casa della salute e del limite, parole che entrambe non piacciono mai a nessuno, anche edulcorate nel migliore dei modi. Cosa si intende per limite? E perchè questo ha a che fare con la salute e il corpo? Ricordiamoci che la Casa VI e appartiene alla simbologia Vergine, e la Vergine e la Casa VI, sono l’asse opposto alla Casa XII e al segno dei Pesci.

Questo significa che al di sotto del corpo messo repentaglio che ci dà segnali con le classiche malattie psicosomatiche o incidenti improvvisi, al di sotto del ritmo quotidiano, spesso cercato in maniera ossessiva, o la lotta contro ogni forma di limitazione, al senso di frustrazione causato da lavori che si sente che ci imprigionino, vi è un senso più alto da ricercare. La Casa VI, e soprattutto per chi ha il Sole o molti pianeti in questo settore, richiede la comprensione della parola umiltà e senso di umana appartenenza a qualcosa. Nel senso che la Casa VI è proprio posizionata a cavallo, tra le case cosiddette Case personali, e le Case collettive, cioè che vanno verso qualcosa che riguarda, l’andare oltre noi stessi, in un discorso più estroverso, dal privato al pubblico, fino a giungere alla Casa 12, dove si dovrebbe riunire il senso massimo di rilascio e abbandono dei riflettori mondani per giungere a una appartenenza a noi stessi, (a livello interiore tutte le nostri parti dovrebbero essere integrate) e al senso di fratellanza per tutto il genere umano senza confini nè linee di demarcazione.

L’appartenenza della nostra Anima al mondo. Il senso di amore universale.

Certo è, che per arrivare in Casa XII, il percorso è arduo, e non sempre noi in una vita, possiamo ambire ad arrivare a quello stadio evolutivo di completezza se ancora abbiamo dei bisogni legati alla materia di cui facciamo parte. E’ qui che subentra la Casa VI, che ci insegna una profonda riconoscenza al primo limite che noi incontriamo nella nostra vita: il nostro corpo fisico che racchiude la nostra Anima immateriale e libera. Se impariamo a prenderci cura del nostro corpo come tempio, e a rispettare tutte le sue funzioni, che sono lo specchio concreto, delle nostra lacerazioni e conflitti psicologici, potremo, allora sentirci parte del Tutto, potremo anche capire che il corpo è il mezzo concreto che disponde l’Anima per comunicarci qualcosa.
Bob Dylan dunque, dichiarerà dopo il suo incidente, che grazie a quell’arresto forzato, cambierà rotta rispetto a certe occupazioni troppo rivolte verso l’esterno di se stesso. Più avanti ancora negli anni, nel 1978, Bob, troverà una sua parte spirituale definendosi un cristiano rinato, e abbracciando un senso religioso che lo porterà a molte critiche da altre rock star, come anche John Lennon.

Eppure questo senso di appartenenza religiosa, questa sua disciplina musicale conquistata, che lui stesso spesso definirà la sua libertà come una conquista nel sapersi auto- regolare – Casa VI, è stata la sua fonte di realizzazione personale – famosa la sua frase “La libertà è il lusso della disciplina”, che spiega benissimo connubio. Ha potuto realizzare il progetto del Sole, incarnando e dando voce al suo Mercurio in Gemelli, proprio sull’asse discendente di Casa 7 (e pianeta governatore Gemelli), portatore di vento e aria, parole, musica, leggerezza, curiosità incessante e ancora voglia di saperne di più di questa vita.

In fondo, è solo la curiosità di apprendere cose nuove e non fermarsi mai come individui finiti, che ci permette di sentirci sempre dei fanciulli, degli adolescenti in continua scoperta della vita e Bob ce lo ha insegnato.

 

Anna Elisa Albanese

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How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, ‘n’ how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, ‘n’ how many times must the cannon balls fly
Before they’re forever banned?

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, ‘n’ how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, ‘n’ how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?

The answer, my friend, is blowin’ in the wind,
The answer is blowin’ in the wind.

Blowin ‘ in the wind

Bob Dylan

opk

  

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