LUNA PIENA IN TORO, 4 novembre 2017: IL PERDONO E LA GUARIGIONE DEL PASSATO

01 nov LUNA PIENA IN TORO, 4 novembre 2017: IL PERDONO E LA GUARIGIONE DEL PASSATO

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Avremo il fenomeno del Plenilunio nel segno del Toro a 11.59° nella mattina del 4 novembre 2017 alle ore 6.24 italiane.

Ci troviamo nella Luna Piena delle due più forti a livello energetico ed emotivo, dei vari cicli lunari annuali; una è questa del 4 novembre e l’altra, la cosiddetta Luna del Wesak associata alla nascita di Buddha, l’abbiamo sempre nel periodo primaverile, nel mese solare del Toro e del Plenilunio in Scorpione, che nella primavera prossima sarà il 30 aprile 2018.
E’ bene dunque focalizzarsi su questa Luna novembrina, con l’intento energetico di verifica di un movimento ciclico più ampio come tempi, che potrà dare dei frutti o delle chiarificazioni, nel Plenilunio primaverile del prossimo aprile 2018. Ora potremo fare chiarezza su qualcosa che desideriamo comprendere, che poi verrà riaffrontato e ampliato in un secondo tempo, nella Luna Piena del prossimo aprile.

Luna piena del 4 novembre 2017, nel segno del Toro si oppone al suo complementare segno Scorpione, e pone l’attenzione sull’asse degli averi, degli attaccamenti, del possesso, e della paura di perdere i nostri punti fermi e le nostre sicurezze affettive. Per questo i due Pleniluni, (autunno e primavera), sono tra i più potenti, perché lavorano sulle paure arcaiche, istintuali e primarie insite in ogni essere umano: la paura legata alla sopravvivenza.
Nel Tema di Plenilunio alle ore italiane, abbiamo Sole in Scorpione opposto alla Luna in Toro che si muovono sull’Asse Casa I – Casa VII, e Urano in Ariete opposto a Venere in Bilancia, sull’Asse VI – XII Casa. Un Plenilunio che oltre a scavare nelle nostre radici profonde per quanto riguarda la sopravvivenza, soprattutto emotiva, metterà sul piatto della bilancia, le nostre relazioni (Asse I – VII Casa), e tutte quelle dinamiche che ci fanno sentire limitati, costretti e non vicini alla nostra libera espressività (Asse VI – XII Casa). Venere, a livello simbolico, rappresenta la nostra pelle: scudo e difesa, involucro sottile che ci protegge e separa dagli altri esseri umani – pelle che non può mentire, arrossiamo quando avvampiamo di emozione, sudiamo freddo quando abbiamo paura, abbiamo la pelle d’oca quando reagiamo sia un contenuto emotivo sia alla percezione del freddo, nell’adolescenza l’acne ci mostra tutta le turbolenza ormonale che stiamo attraversando. Venere in Bilancia opposta ad Urano, pone l’attenzione a quel luogo emotivo e relazionale, ove ora ci sentiamo più esposti, dove ancora ci stiamo proteggendo la pelle. O forse dove vorremmo essere toccati e avvicinati ma ci difendiamo. L’affettività primaria del segno del Toro e la sua modalità di sentirsi amato e sicuro, passa soprattutto dal primo contatto corporeo e dalla pelle, come siamo stati toccati nell’infanzia, così ancora continuiamo a percepire il nostro valore affettivo e la sensazione di autostima. Chi ha molti pianeti di terra, o nel segno del Toro, ama molto sentirsi ancora rassicurato con la vicinanza fisica e sane dimostrazioni pratiche di affetto. In questo Plenilunio, a qualunque segno apparteniamo, ascoltiamo una cosa che tutti abbiamo; la nostra pelle cos’ha da dirci, anche nelle sue manifestazioni di armonia, desiderio, ma anche di arrabbiatura o frustrazione (pruriti, irritazioni, eritemi, ecc.).

Urano in aspetto a Venere può anche farci sentire impetuosi nelle nostre manifestazioni di intolleranza, nel voler subito cambiare ciò che non ci sta bene, spazientiti, dove sentiamo che ci manca l’aria e dove anche abbiamo il timore di spostarci per perdere ciò che ci dà la base sicura per vivere. La Luna piena sarà anche in opposizione a Giove in Scorpione in Casa XII Casa, da poco passato appena nella sua congiunzione al Sole, ponendo i riflettori e aumentando l’attenzione verso la tematica del lasciare andare e del trattenere che ora vi spiegherò meglio.

La nostra energia di cui tutti siamo dotati, ha molto a che fare con il tema del sentirsi “sazi” o meno, e la sensazione di abbondanza, serenità e pienezza interiore ha radici lontanissime che passano dal come abbiamo ricevuto il primo accudimento e le prime cure materne, questo stadio è andato a sviluppare quella che si chiama in psicologia, la base sicura e il nostro attaccamento sicuro.

Alla nascita, il lattante si sente intimamente fuso con la madre dalla quale dipende la sua sopravvivenza, egli si aspetta che ogni suo bisogno venga soddisfatto senza interferenze, nei brevi momenti di separazione dalla madre, può provare una enorme angoscia legata al timore che venga messa in pericolo la sua stessa vita.
Per un bambino, la figura dell’adulto di riferimento, è essenziale perché col necessario sostegno, garantisce sicurezza fisica e psichica. Questo sostegno costituisce la “base sicura” dalla quale il bambino può partire per la sua esplorazione del mondo esterno, egli inoltre sa che può tornarvi in qualunque momento, perché sarà sempre accolto amorevolmente, consolato se triste, rassicurato se spaventato. Il ruolo del genitore è proprio quello di essere sempre pronto ad accoglierlo, nel momento in cui c’è bisogno di lui, senza però essere eccessivamente presente quando non necessario.
Un bambino può non essere in grado di attribuire il comportamento apparentemente distaccato e non responsivo della madre al suo (di lei) stato depressivo, piuttosto che alla propria cattiveria o alla propria incapacità di suscitare attenzione, questo potrebbe portare ad uno stile di attaccamento che mina la fiducia e l’autostima del bambino, che si ritiene, a torto, responsabile della scarsa sintonia emotiva materna. Un bisogno fondamentale del bambino è quello di ritrovare i propri pensieri, le proprie intenzioni, nella mente del genitore. Per il bambino, l’internalizzazione di questa immagine esercita una funzione di “contenimento”, descritta da Winnicott come “restituire al bambino il proprio Sé”.
La rappresentazione del sé è sicura se il bambino si è sentito degno di ricevere amore, se le sue esigenze di conforto hanno avuto valore e significato per il genitore, e se hanno trovato il giusto spazio per esprimersi.
Il fallimento di questa funzione porta a una disperata ricerca di modalità alternative di contenere i pensieri e gli intensi sentimenti che essi generano.” (Dal sito: l’attaccamento di Chiara Miranda).

L’asse Toro – Scorpione racconta molto di questa fase in cui abbiamo introiettato il primo modello affettivo, tramite anche quelle coccole e il contatto fisico di cui parlavo prima (Venere, pianeta governatore del Toro), ed ora anche se non possiamo andare indietro nel tempo e mutare le cose, possiamo intanto porgere lo sguardo dentro di noi: 

Cosa ci fa andare nel pieno tilt negli affetti?

Cosa ancora andiamo cercando per sentirci pieni, degni e sicuri? Quando amiamo quanto diamo e quanto chiediamo?

Com’è il rapporto con il mio corpo adesso?

Come sento di farmi amare ed avvicinare dagli altri? Tocco gli altri? Mi tengo al riparo? So dare una carezza? (in tutti i rapporti di amicizia, amore)

 

La proprie paure radicate e antiche rimosse, di questa prima fase arcaica della nostra esistenza, i nostri primi mesi di vita, già messe in moto con l’ingresso di Giove in Scorpione, adesso hanno modo di poter essere guarite e purificate, sia tramite i sogni che emergeranno sempre di più in questo anno e in questo periodo, sia attraverso i mutamenti e i vari distacchi emotivi, o da persone o situazioni, che potranno esserci richiesti per proseguire più aderenti alla nostra Anima. Saranno probabilmente distacchi necessari (Urano e la fedeltà a sé stessi), che vanno a liberare una grande quantità di energia vitale sotterranea, di ciò a cui siamo attaccati in una maniera “bisognosa” e infantile. Ricordate che ho detto all’inizio che il nostro stato di energia attuale dipende da quella famosa base sicura? Ecco immaginiamoci ora di essere invece pieni, completi, non più mancanti e di non temere più di “morire” senza qualcosa o qualcuno che crediamo la fonte della nostra sopravvivenza, annullare tutti i crediti avvenuti nel nostro passato. Tutto quel magma di paure ataviche e di sicurezze che sentiamo di non aver ricevuto, immaginiamo di dimenticarlo, dissolverlo. Le zone di rancore, paura e sensazioni di scarso valore, i pensieri neri, che ci portano a invidiare chi secondo noi è più fortunato o ha avuto di più, ecco, proviamo a credere che non esistano più.

Dove siamo ancora in carenza, dove ancora sentiamo che il mondo e la vita ci deve qualcosa? Immaginiamo di annullare questa forma – pensiero, questo risarcimento inconscio in cui noi ci sentiamo “elemosinanti”, che si conclude ogni volta con un vuoto a perdere. Puf… scomparso, come ci sentiamo senza quella tensione interna? Non vi arriva una sensazione di strana leggerezza?

Non sentite emergere una specie di pace che sorride?

Immaginate di lasciare andare tutto.. anche ciò che razionalmente non ricordate. Come se veniste al mondo ora nuovi ripuliti del passato. Ora è possibile anche solo immaginarlo, le energie evolutive dell’universo dal 2012 in poi, spingono verso un’accelerazione energetica in cui possiamo lasciare andare gran parte del nostro karma, anche solo con la chiara intenzione di poterlo fare. So che sembra magia o pensiero positivo, ma non lo è, o almeno non solamente, ma è l’occasione per radicarci completamente al presente. Ora. Non siamo più laggiù nelle nostre ferite, siamo qui, con tutte le possibilità di abbondanza e benessere psico-fisico che meritiamo di ottenere. Energia Toro -madre terra – il nostro corpo che gode e gioisce nel sentirsi appartenente alla natura da cui è circondato, la bellezza e la semplicità del nostro autonutrirci come vorremmo che altri facessero con noi, nutrirci nei bisogni fisici ed emotivi, noi per primi, con grande amore e rispetto.

Sole e Giove e Luna in questo Plenilunio fanno aspetti benefici a Nettuno nei Pesci, ed è proprio in atto la possibilità di darci il perdono verso ciò che è stato e non è potuto essere. Il perdono anche di ciò che non ricordiamo, il perdono a noi stessi e alla nostra “fame” incolmata, il perdono alla nostra situazione presente, qualunque essa sia. La guarigione di tutte le ferite antiche, di questa e di altre vite, ci permette di andare avanti, e non rimanere nella zona della carenza e del vuoto. 

Affiniamo e rendiamo più sottile la grana della nostra pelle, che potrà donarvi brividi di gioia nel percepire le energie sottili … brividi dolci a fior di pelle e non schermarsi più dalla vita in uno strato spesso che ci tiene isolati. Auguro a tutti voi un Plenilunio in cui seminare desideri ricchi di abbondanza, crescita ed espansione senza paura di perdere più nulla. Avete già tutto quello che vi serve in voi, siate sazi e colmi di amore.

 

Anna Elisa Albanese

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