LUNA NUOVA IN VERGINE, 20 settembre 2017: LA GRANDE ALCHIMISTA

17 set LUNA NUOVA IN VERGINE, 20 settembre 2017: LA GRANDE ALCHIMISTA

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Immagine: White Blossom – Francois Fressinier  

NOVILUNIO IN VERGINE: LA LUNA DELL’INTEGRITà 

  

di Anna Elisa Albanese di Sentiero Astrologico              

La Luna Nuova si verificherà nella mattina del 20 settembre 2017 alle ore 7.30 italiane, nel segno della Vergine a 27°.

Una Luna e un cielo molto particolare in questi giorni, perché assisteremo al fenomeno dello Stellium della Vergine: Sole, Luna, Mercurio, Marte e Venere nel segno. Una grande attivazione di energie di elemento Terra: nel Novilunio i pianeti saranno posizionati in settori diametralmente opposti alla casa co-significante del segno (Vergine – Casa VI),  e collocati in Casa XII e Casa XI, (orario lunazione italiano). Questa configurazione è molto interessante perché stimola le energie concrete, pratiche e realistiche del segno Vergine e dell’elemento Terra, (legato soprattutto al saper padroneggiare i 5 sensi e le percezioni sensoriali dei nostri canali corporei), ad allargare il campo della percezione verso ciò che attraverso il “materiale” diviene messaggio. Ciò che i sensi ci mostrano sono solo un pezzo di qualcosa che risiede oltre loro. La Casa XII – co – significante Pesci – percepisce ciò non si vede e non si tocca, né può essere dimostrato: l’essenza. Non possiamo però giungere là, se non partendo dall’energia Vergine, che ci ancora al corpo e al Qui e Ora. 

Saremo aiutati, se lo vorremo, nel divenire un po’ tutti maghi nell’apprendere la sottile arte che risiede nell’osservazione minuziosa dei cambiamenti non plateali né ostentati, non urlati e conclamati, ma discreti e invisibili agli occhi. Cambiamenti che hanno a che fare con il minuscolo e l’impercettibile, ma che sono di grande importanza, come il lavoro delle formiche, costruiscono le basi per futuro. Il focus è sulle cose apparentemente insignificanti della nostra vita, le piccole azioni quotidiane che reputiamo scontate come regole fisse, ritmi e modi di conoscere – percepire lo stesso tragitto la mattina o la sera, abitudini di routine nel tempo scontato a cui non prestiamo nemmeno più attenzione.

Ora il segreto del mutamento risiede lì: negli interstizi delle immagini mentali che si sovrappongono alle nostre azioni, quando siamo in sovrappensiero. Cosa accade? Quali immagini ci giungono? Nei momenti in cui rovesciamo una tazzina di caffè perché la testa è altrove e la mano veloce fa un’azione che pare fuori controllo dal corpo, o quando inciampiamo “scusa, un attimo di distrazione..”. Dove siamo andati nella nostra distrazione?

Questa Luna Nuova ci prepara ad entrare nell’Equinozio d’Autunno, siamo in viaggio nella Terra di Mezzo, immersi nella pace dell’equilibrio della luce e dell’ombra delle giornate che placano la loro effervescenza estiva. Ora dovremmo provare a ritrovare l’equilibrio che si nasconde oltre l’eccesso e l’estremo, al di là degli assoluti che non lasciano spazio allo splendore che si nasconde nei mezzi toni delle sfumature. I toni intermedi in cui è più difficile rimanere. Perché? Perché sono i più difficili da controllare. Perché in attimo possono “sbilanciarsi”… e andare di corsa vero il nero, oppure verso il bianco. La nostra coscienza ha bisogno di controllare la realtà e sapere subito verso che parte si sbilancerà la nostra vita, andremo verso il nero o verso il bianco? Cosa devo controllare, fare, arginare, manipolare, perché non accada qualcosa di irreversibile? Il controllo non ci permette di fluire nella sorpresa dell’attimo presente.

La paura non ci fa sostare in ciò che non riusciamo a definire.

In questo momento la conoscenza del tempo lineare e del susseguirsi delle stagioni, non ci crea paura perché sappiamo, nel vedere il mutamento nel colore del cielo e delle foglie, dell’imminente sopraggiungere dell’autunno. Ma proviamo a pensare per un attimo: e se noi non lo sapessimo?- Immaginiamo di non avere quella struttura pensiero che ci dona subito una risposta ovvia e lineare all’osservazione dei fatti. Accorgiamoci dell’aria più fresca di questo inizio settembre provando solo a stare in contatto con essa senza darla per scontata e seguire a livello emozionale i luoghi immaginari della nostra anima, dove questi mutamenti di ciò che osserviamo ci conducono, magari risiede lì la risposta. Come quando da bambini raccoglievamo le prime foglie d’autunno, e il tempo era immobile e infinito. Era tutto nello stupore.

Luna Nuova come gestazione del seme dell’inizio: a settembre iniziano le scuole, per molti ancora questo ritmo rimane connotato come un vero inizio di anno e la Vergine è collegata a livello simbolico alla fase di apprendimento e di strutturazione del pensiero più organizzato, il pensiero che può approfondire e connettere ciò che conosce.

Sentiamoci ancora come il nostro primo giorno di scuola: emozionati, ansiosi, titubanti, timidi, agitati, felici, pieni di aspettative, con l’astuccio e la cartella che sa di buono. Non importa com’è andata poi a quel tempo…. e quella parte di noi che si è dovuta adattare a uno schema, a un insegnante, a un ritmo e a delle regole. Ripartiamo da lì come se iniziassimo oggi, con lo spirito di noi grandi, un po’ più saggi, per rifare tutto capo:

Siamo mutati da allora?

Iniziamo la giornata di lavoro con lo stesso conflitto aperto con le autorità, gli obblighi e le regole?

E come facciamo i compiti per la scuola della vita? Con fatica? Obbligo? Ci confrontiamo ancora con il primo della classe o con l’ultimo dei somari?

Che voto ci diamo? Ne abbiamo davvero ancora bisogno adesso?

Come sappiamo autoregolarci, limitarci o dirci “bravo” quando lo meritiamo?

Iniziamo settembre iniziando a osservare il nostro quotidiano, andiamo fin dentro le minuzie della suddivisione del nostro tempo, guardiamoci con la lente d’ingrandimento fino a scandagliare i fondali di cosa facciamo pigramente e senza vigile attenzione – gli attimi ora possono diventare quel tassello che muove tutto il disegno più grande, e qualcosa iniziasse a vacillare aprendo lo spiraglio di una piccola modifica, e potesse essere nascosto lì il segreto del rinnovamento e trasformazione? Non cambiamo le grandi battaglie per il mondo, cambiamo il nostro sguardo allo specchio ogni mattina, o quello con cui salutiamo il barista quando prendiamo il caffè. Sappiamo osservare davvero un altro volto di fronte a noi? O tiriamo dritti immersi nei nostri pensieri in corsa?

La forma esteriore che ci contiene, il corpo prima di tutto e l’involucro spazio temporale che suddivide il tempo  della nostra giornata, può sembrarci andare stretto, i sostegni che fino ad adesso hanno costellato la nostra vita, sono pronti a mutare il loro significato e disvelarci ciò che risiede oltre loro. E’ venuto il momento di affinare lo sguardo che attraversa le cose, siamo tutti maghi che vedono oltre la materia, basta soffermarsi, rallentare, osservare.

Giorni cosparsi di energia Verginea –  la grande alchimista della trasformazione e dell’affinamento delle qualità – saper sostare nella sfumatura intermedia del passaggio di tutte le cose, ascoltando se siamo integri in tutte le nostre parti: corpo, mente e anima. Se rispettiamo i nostri equilibri interiori e il bioritmo di cui necessitiamo. Abbiamo tutti un andamento energetico differente e sintonizzarci sul nostro, è una delle cose più difficili. C’è chi ha bisogno di uscire tutte le sere, chi di ritirarsi, chi ama i mutamenti, chi ha bisogno del tempo per arrivarci, è giusto che ognuno sia rispettoso della propria e altrui differenza.

In questo Novilunio stiamo entrando a passi lentissimi nella stagione del mutamento della luce, preparandoci alla metamorfosi dell’autunno e la Luna nella calda terra della Vergine, maestra antica pronta ad insegnarci l’arte della sintesi e del discernimento. Una Luna che anticipa di due giorno l’Equinozio di autunno che cadrà il 22 settembre e il cammino verso il punto di minor luce dell’anno.

Un ciclo che toccherà il suo picco di espansione nel Plenilunio del 5 ottobre nel segno dell’Ariete, in cui dopo aver affinato l’arte del metodo e dell’autodisciplina, potremo spiccare il volo nello slancio istintivo e nel balzo verso la necessità di porci come non più osservatori, ma come pionieri e protagonisti in azione. Se l’ultima Luna piena del nei Pesci del 6 settembre 2017 ci ha aperto lo squarcio verso l’infinito e la visione aerea dall’alto, ora in questo Novilunio in Vergine atterriamo nel micro, minuscolo e ravvicinato. Ricordate la visone aerea di Tokyo? Ora siamo dentro la città in ogni suo odore e suono, ma conservando dentro la possibilità dello sguardo allargato. Questo Novilunio ci sottolinea il cambiamento che sta avvenendo in maniera sottile e globale: se cambio il mio modo di percepire la realtà contingente, ogni cosa sarà magica intorno a me.

Sole e Luna congiunti a 27° della Vergine in Casa XII (ora italiana) in quadratura a Saturno in Sagittario in Casa III – lo sfondamento delle barriere logico – razionali, supportati dal perno di Saturno che dona capacità di non disperderci nelle chimere dell’illusione, anche se parrà limitarci e ostacolarci. Mercurio e Marte anch’essi nel segno della Vergine in Casa XII opposti a Nettuno in Pesci in Casa VI, congiunti a 12° e 9° in un’alleanza tra mente e azione mirata, che ci pone nuovamente a confronto con l’asse Pesci – Vergine. Una gigantesco sottomarino sta scandagliando nuovamente i fondali e ci porta un pezzettino più giù, vicini al raggiungimento di uno stato di equilibrio interiore.

Possiamo arrivare allo Spirito solo se accettiamo di essere fatti di materia, e mai come ora con lo Stellium nella Vergine, potremo sentire al meglio i nostri bisogni psico-fisici, le nostre incongruenze che si nascondono nei messaggi della salute, le richieste della nostra Anima, che parla attraverso il nostro veicolo fisico: il corpo.

Il cielo con questa predominanza Terra, è il luogo d’incontro e ritorno al vero linguaggio e ascolto del corpo immerso in una dimensione sacra: la saggezza del radicamento alla nostra totalità.

 

Dove ci sentiamo divisi, frammentati, scissi nella nostra vita?
Quale parte del corpo incarna questo disagio?
Dove ci sentiamo imprigionati o limitati?
E dove invece non mettiamo regole né disciplina né otteniamo i risultati desiderati ai nostri sforzi? Dove non abbiamo imparato ad essere i veri maestri saggi di noi stessi?

 

La Vergine ci insegna il ritmo, la ciclicità che c’è in ogni cosa e dell’imparare a sentirla e rispettarla senza forzature. Il giusto tempo. Dove batte il cuore? Qual’è la direzione … e riusciamo a farlo battere così intensamente anche quando puliamo le piastrelle o andiamo al lavoro la mattina? Anche quando dobbiamo attendere, aspettare, e stare nelle tonalità che ci paiono intermedie e non assolute e sublimi? Quando avremo imparato a farlo, a sentire piena felicità in ogni ora della nostra umana giornata, piccola e parte del tutto infinito del tempo, potremo accorgerci di quanto era vicina l’altra metà del cielo.
Anch’io come voi, sono ancora in cammino nell’apprenderlo.

Buon Novilunio a tutti,

Anna Elisa Albanese

Vista con granello di sabbia

Lo chiamiamo granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale o individuale,
permanente, temporaneo
scorretto o corretto.
.

Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
E che sia caduto sul davanzale
è solo un’avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.
.

Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.
.

Senza fondo è lo stare del fondo del lago
e senza sponde quello delle sponde.
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.
Né al singolare né al plurale quello delle onde,
che mormorano sorde al proprio mormorio
intorno a pietre non piccole, non grandi.
.

E tutto ciò sotto un cielo per natura senza cielo,
ove il sole tramonta senza tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi dietro una nuvola ignara.
Il vento la scompiglia senza altri motivi
che quello di soffiare.
.

Passa un secondo.
Un altro secondo.
Un terzo secondo.
Tre secondi, però, solo nostri.
.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.
Ma è soltanto un paragone nostro.
Inventato il personaggio, fittizia la fretta,
e la notizia non umana.
.

da: Gente sul ponte
di Wislawa Szymborska
(traduzione di Pietro Marchesani)

 

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3 Commenti
  • Marina
    Posted at 11:55h, 21 settembre Rispondi

    Brava Anna. Veramente un bello scritto, emozionante.
    Da una quinta casa in pesci con Sole, Saturno, Marte e Chirone… in questo mese per me carico di emozioni, (Luna Piena nel segno e Nuova in quello opposto, a me comunque caro perchè di complemento) Ti ringrazio.

  • Va casa in Vergine
    Posted at 22:00h, 19 settembre Rispondi

    Lettura molto interessante.
    La mia 5a casa natale raramente ha modo di assistere ad un ripopolamento così ampio di pianeti, giacché nacque scevra di pianeti. Dunque c’è da aspettarsi l’inaspettato dallo stellium planetario che s’insinua in essa…
    Vorrò aver liete novelle da condividere a conferma delle belle aspettative.
    Rinnovo complimenti all’autrice ed auguro buon lavoro.

    • Sentiero Astrologico
      Sentiero Astrologico
      Posted at 22:09h, 19 settembre Rispondi

      Auguro allora liete novelle e meraviglioso scoppio di creatività da V Casa.. ..

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