LA MIA INTERVISTA A JUNG

24 lug LA MIA INTERVISTA A JUNG

In onore dell’imminente compleanno di C. G. Jung del 26 luglio, vi propongo l’intervista immaginaria, fatta dal mio amico e collega Paolo Quagliarella nel libro “Astrologia, perché funziona“. Ogni risposta di Jung è accuratamente tratta da testi esistenti, di cui troverete le note in fondo all’articolo.

  Jung-portrait

 

 La mia intervista a C. G. Jung

 

Ho provato a immaginare delle ipotetiche domande che un astrologo avrebbe posto a Jung, a proposito dell’Astrologia, partendo da alcune sue citazioni sull’argomento che diventeranno delle risposte nell’intervista “costruita a tavolino” che propongo di seguito. Ringrazio Enzo Barillà (1) per avermi segnalato le seguenti citazioni a carattere astrologico, tratte dall’opera di C. G. Jung.

1) Secondo lei Dott. Jung nascere in un determinato giorno, mese, anno, quindi stagione può, in qualche modo, lasciare un segno nella nostra psiche?                                                                 

Risposta di C. G. Jung: “Siamo nati in un dato momento, in un dato luogo, e abbiamo – come i vini celebri – le qualità dell’anno e della stagione che ci hanno visti nascere. L’Astrologia non pretende altro.”(2)

2) L’Astrologia può secondo lei costruire un ordine o almeno dare un significato all’esistenza psichica, alle nostre emozioni?

Risposta di C.G. Jung: “Finché non si sa nulla di un’esistenza psichica, questa, quando si manifesta, viene proiettata. Quindi la prima nozione della legge o dell’ordine psichico si trovò proprio nelle stelle, e in seguito nella materia ignota. Dai due campi di esperienza si staccarono le scienze, l’astronomia dall’Astrologia, dall’alchimia la chimica.”(3)

 

3) Che cosa è, secondo lei, il tema natale o oroscopo personale, che cosa simboleggia e qual è la sua utilità?

Risposta di C.G. Jung: “Le costellazioni astrologiche raffigurano quelli che noi chiamiamo gli archetipi dell’inconscio collettivo. Sono immagini degli archetipi proiettate nel cielo. L’oroscopo della nascita raffigura una particolare combinazione individuale di elementi archetipici, ossia collettivi, così come sono collettivi i nostri fattori biologici ereditari che però nel singolo determinano una combinazione specifica. La combinazione degli astri nell’oroscopo simboleggia l’essere individuale, e dunque il destino spirituale del singolo.”(4)

È come se l’anima umana fosse costituita di qualità provenienti dalle stelle; sembra che le stelle abbiano delle qualità che s’inseriscono bene nella nostra psicologia. Ciò accade in ragione del fatto che, originariamente, l’Astrologia era una proiezione sulle stelle della psicologia umana inconscia. In ciò vi è una conoscenza stupefacente, che consciamente non possediamo, del funzionamento inconscio che appare in primo luogo nelle stelle più remote, le stelle delle costellazioni zodiacali. Sembra che ciò che possediamo, come conoscenza più intima e segreta di noi stessi, sia scritto nei cieli.

Per conoscere il mio carattere più individuale e più vero devo frugare i cieli, non riesco a vederlo direttamente in me stesso… [Jung procede poi a fare specifici riferimenti alla sua genitura, che dimostra di conoscere assai bene. N.d.A.] Probabilmente, dunque, esiste qualche collegamento, nell’inconscio dell’uomo, con – si potrebbe dire – l’universo. Ci deve essere qualcosa nell’uomo che è universale; in caso contrario egli non avrebbe potuto fare una proiezione simile, non potrebbe leggere sé stesso nelle costellazioni più remote.

Non si può proiettare qualcosa che non si possiede; qualsiasi cosa si proietti in qualcun altro è dentro di sé, si trattasse pure del diavolo stesso. Il fatto che proiettiamo qualcosa sulle stelle significa quindi che possediamo qualcosa che appartiene anche alle stelle. Facciamo veramente parte dell’universo… Giacché si fa parte del cosmo, qualsiasi cosa si faccia dovrebbe essere in armonia con le leggi del cosmo stesso.”(5)

 

4) Se dovesse costruire un parallelo fra i pianeti fisici e astrologici con gli archetipi, cosa affermerebbe?

Risposta di C.G. Jung: “[…] la psiche oscura “è” – verbo aggiunto dall’Autore – come un cielo notturno disseminato di stelle, un cielo in cui i pianeti e le costellazioni di stelle fisse sono rappresentati dagli archetipi in tutta la loro luminosità e numinosità. Il cielo stellato è infatti il libro aperto della proiezione cosmica, del riflesso dei mitologemi, degli archetipi appunto. In questa visione Astrologia e alchimia, le due antiche rappresentazioni della psicologia dell’inconscio collettivo, si danno la mano.”(6)

 

5)  Lei utilizza l’Astrologia nelle sua pratica analitica?    

Risposta di C.G. Jung: “Quando mi riesce difficile classificare un paziente, lo mando a farsi fare l’oroscopo; l’oroscopo corrisponde sempre al carattere del paziente e io poi lo interpreto psicologicamente”(7)

 

6)  Forse le sembrerò ottuso, ma proverebbe a spiegarmi nuovamente che cos’è l’oroscopo o l’Astrologia per lei?

Risposta di C.G. Jung:“Si potrebbe anche dire: l’oroscopo tutto intero – poiché quest’ultimo corrisponde sul piano cronometrico (ossia temporale) al carattere individuale – tutte le componenti della personalità o del carattere. Nella concezione antica, infatti, la specificità individuale è la maledizione o la benedizione che alla nascita gli dèi depongono nella culla del bambino, sotto forma di “aspetti” favorevoli o nefasti. L’oroscopo è il chirographum, di cui si dice: “annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli (Cristo) lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla Croce. Avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà, ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo”.

E ancora aggiunge Jung: “Il senso fondamentale dell’oroscopo consiste nel fatto che, determinando le posizioni dei pianeti nonché le loro relazioni (aspetti) e assegnando i segni zodiacali ai punti cardinali, esso dà un quadro della costituzione prima psichica e poi fisica dell’individuo. L’oroscopo rappresenta dunque in sostanza un sistema delle qualità originarie e fondamentali del carattere di una persona e può essere considerato un equivalente della psiche individuale.”(8)

 

7) Ma come potrebbe avvenire questo imprinting planetario nell’uomo al momento della nascita, che a questo punto non viene al mondo come tabula rasa?

Risposta di C.G. Jung: “Quest’idea, già molto antica, di una sorta di debito chirografario assegnato alla nascita, a cui si riferisce la Lettera ai Colossesi, è la versione occidentale di un karma prenatale. Sono gli arconti, i sette vecchi, che imprimono all’anima il suo destino. Così anche Priscilliano (morto intorno al 385) dice che l’anima, al momento della sua discesa, alla nascita, passa attraverso “certi cerchi” dove viene fatta prigioniera delle potenze malvagie. Secondo la volontà del principe vittorioso viene costretta a entrare in diversi corpi sui quali le viene scritta la sentenza. Probabilmente ciò significa che nell’anima sono impresse le influenze dei vari pianeti. A questa discesa dell’anima attraverso le Case dei pianeti corrisponde anche il suo passaggio attraverso le porte dei pianeti, come le descrive Origene: la prima porta è di piombo ed è correlata con Saturno, il che mostra con chiarezza che Maier segue un’antica tradizione.”(9)

 

8) Potrebbe, quindi, l’Astrologia essere un linguaggio in grado di rassicurare l’uomo quando questo si trovi di fronte a situazioni, eventi mai vissuti prima e di difficile comprensione?

Risposta di C.G. Jung: “È noto che la scienza cominciò con le stelle, nelle quali l’umanità scoprì le dominanti dell’inconscio, gli “dèi”, così come le bizzarre qualità psicologiche dello zodiaco: una proiezione completa della caratterologia. L’Astrologia è un’esperienza primordiale simile all’alchimia. Tali proiezioni si ripetono sempre dove l’uomo tenta di esplorare una vuota oscurità e involontariamente la riempie di figurazioni vive.”(10)

 

9) Quale rapporto potrebbe esserci fra inconscio collettivo e Astrologia?

Risposta di C.G. Jung: “Tutta la mitologia sarebbe una specie di proiezione dell’inconscio collettivo. Lo vediamo chiarissimamente nel cielo stellato, le cui caotiche forme furono ordinate mediante proiezione d’immagini. Così si spiegano le influenze stellari sostenute dagli astrologi; esse non sono altro che percezioni introspettive incoscienti dell’attività dell’inconscio collettivo. Come le immagini delle costellazioni furono proiettate nel cielo, così figure simili e differenti furono proiettate in leggende o in favole o su personaggi storici. Possiamo quindi studiare l’inconscio collettivo in due maniere, o nella mitologia o nell’analisi dell’individuo.”(11)

Inoltre, precisando ancora meglio, aggiunge:

L’inconscio collettivo… sembra consistere di motivi e immagini mitologici, e perciò i miti dei popoli sono gli autentici esponenti dell’inconscio collettivo. Tutta la mitologia sarebbe una specie di proiezione dell’inconscio collettivo. Lo vediamo chiarissimamente nel cielo stellato, le cui caotiche forme furono ordinate mediante proiezione d’immagini. Così si spiegano le influenze stellari sostenute dagli astrologi; esse non sono altro che percezioni introspettive incoscienti dell’attività dell’inconscio collettivo. Come le immagini delle costellazioni furono proiettate nel cielo, così figure simili e differenti furono proiettate in leggende o in favole o su personaggi storici. Nel Wallenstein di Schiller c’è una conversazione tra Wallenstein e un astrologo, in cui quest’ultimo dice: «Nel tuo cuore stanno le stelle del tuo fato.» È una traduzione dell’Astrologia in termini psicologici. Ma è un testo molto tardo, dell’inizio del XIX secolo. Fino ad allora la gente pensava che a causare le reazioni personali non fosse una motivazione psicologica, ma il movimento delle stelle, come se il corso delle loro vite fosse determinato dalle vibrazioni dei pianeti. La cosa sconcertante è che c’è veramente una curiosa coincidenza tra fatti astrologici e fatti psicologici, e le caratteristiche di un individuo possono essere ricondotte a una certa costellazione, così come la conoscenza di tale costellazione permette di dedurre le caratteristiche di un individuo. Perciò dobbiamo concludere che quelli che definiamo motivi psicologici sono, in certo qual modo, identici alle posizioni delle stelle.

Dato che non lo possiamo dimostrare, dobbiamo formulare un’ipotesi ad hoc. Quest’ipotesi afferma che la dinamica della nostra psiche non è proprio identica alla posizione delle stelle, né ha a che fare con le vibrazioni: questa è un’ipotesi illegittima. È meglio pensare che si tratti di un fenomeno temporale. Le due cose si uniscono nel concetto di tempo. Il tempo, o il momento inteso come forma peculiare d’energia, coincide con la nostra condizione psicologica.

Il momento è unico, cosicché qualsiasi cosa abbia la propria origine in un certo momento ha l’energia e le caratteristiche di quel particolare momento. Dev’essere così, perché una cosa originatasi cent’anni fa ha le caratteristiche di quell’epoca. In questa concezione del tempo abbiamo un concetto che media, che ci aiuta a fare a meno delle spiegazioni irrazionali dell’Astrologia. Le stelle sono usate dall’uomo soltanto per servire da indicatori di tempo; la nostra psicologia ha tanto poco a che fare con le stelle quanto un orologio, che è soltanto uno strumento usato per misurare un certo momento, diciamo le 10.45. È esattamente come se uno dicesse che il sole è in Acquario, la luna in Sagittario e i Gemelli stanno spuntando all’orizzonte con un’elevazione di 5 gradi. È un momento particolare. Ci vogliono quattro minuti perché un segno salga di un grado sopra l’orizzonte. Si può perfino scoprire l’istante preciso, dividendo il grado in secondi. Una costellazione del genere è irripetibile per un intervallo di tempo lunghissimo. Ritroviamo la stessa posizione: anno, mese, giorno, ora e secondi, in un arco di tempo di 26000 anni. Il fatto importante è che sia quella particolare situazione, non che le stelle la indichino. Si potrebbero usare altre costellazioni per stabilire il tempo. La cosa che conta è che il momento presente sia quello che è il momento e la condizione in atto nel mondo, la sua energia e il suo movimento in quel momento. Qualsiasi cosa abbia origine in una data epoca sarà segnata da quel particolare momento, quindi i fattori psicologici sono determinati dalla posizione in atto e da tutte le sue caratteristiche.”(12)

 

10)  Quale rapporto potrebbe esserci, fra i movimenti planetari, i cosiddetti transiti astrologici e la coscienza dell’uomo?

Risposta di C.G. Jung: “Come spiritus metallorum e come componenti del destino in Astrologia, gli antichi dèi planetari sopravvissero a molti secoli cristiani. Mentre nella Chiesa la differenziazione crescente del rito e del dogma allontanava la coscienza dalle radici naturali che essa ha nell’inconscio, l’alchimia e l’Astrologia erano occupate indefessamente a evitare che il ponte di congiunzione con la natura, cioè con l’anima inconscia, cadesse in rovina. L’Astrologia non faceva che ricondurre sempre nuovamente la coscienza a riconoscere la heimarmene, cioè la dipendenza del carattere e del destino da determinati momenti temporali; l’alchimia dava sempre nuovamente occasione di proiettare quegli archetipi che non potevano inserirsi senza attrito nel processo cristiano.”(13)

 

11)  Che cosa pensa del Sole e della Luna come pianeti considerati nell’interpretazione di un tema natale/carta del cielo?

 Risposta di C.G. Jung: “Nelle descrizioni metaforiche degli alchimisti, Luna è anzitutto un’immagine riflessa della femminilità inconscia dell’uomo; essa è però anche il principio della psiche femminile, nel senso stesso in cui il Sole lo è di quella maschile. Questa caratterizzazione è particolarmente evidente nella concezione astrologica di Sole e Luna, per non parlare delle asserzioni della mitologia, che esistono da tempo immemorabile. L’alchimia non è pensabile senza l’influenza della sua sorella maggiore, l’Astrologia. Nella valutazione psicologica dei luminari occorre tener presenti le asserzioni di questi tre campi.”(14)

 

12)Se l’uomo, come lei afferma, vive anche una realtà totalmente interiorizzata, come può definire la realtà esteriore che viene poi vissuta attraverso i cinque sensi?

Risposta di C.G. Jung: “Io posso solo contemplare in muta ammirazione, con la più profonda meraviglia e con timore, gli abissi e le vette della natura psichica, il cui mondo aspaziale cela una quantità smisurata d’immagini, che milioni di anni di evoluzione vivente hanno accumulato e condensato organicamente. … E queste immagini non sono pallide ombre, ma determinanti psichiche potentemente attive che possiamo solo fraintendere, mai però privare della loro energia, col negarla. Non saprei paragonare questa impressione se non alla visione del cielo stellato, perché l’equivalente del mondo interno è solo il mondo esterno, e come raggiungo questo mondo per mezzo del corpo, raggiungo quello per mezzo dell’anima.”(15)

 

13) Cosa ne pensa del segno dell’Acquario e di Urano, suo pianeta governatore?

Risposta di C.G. Jung: “Da sempre l’Acquario è stato caratterizzato come un segno d’aria, e ha a che fare con il vento primaverile che porta con sé le nuvole da pioggia; è il segno di questo stesso periodo, che, nei paesi in cui ebbe origine lo zodiaco babilonese – in Mesopotamia, per esempio – , è la stagione delle piogge. In questa stagione il vento si leva portando con sé dal mare le piogge invernali. Qui si fa strada la primavera, il cui primo segnale, l’inondazione, corrisponderebbe con i Pesci, e in seguito giunge l’Ariete, la prima fertilità, i primi germogli – le spinte dell’Ariete sono appunto le spinte delle prime foglie verdi. Ora, essendo un segno di vento, l’Acquario è ovviamente un segno pneumatico, un segno di movimento spirituale, delle atmosfere e delle perturbazioni atmosferiche. In aggiunta a ciò, l’Astrologia moderna ha associato con l’Acquario il pianeta Urano, e Urano è il pianeta degli avvenimenti inaspettati o dei casi imprevisti, un pianeta assolutamente “elettrico”, fonte di tempeste e di eventi irregolari e non prevedibili.” (16)

 

Paolo Quagliarella 

Fonte: Paolo Quagliarella, Astrologia: Perché funziona? Un viaggio attraverso alcuni concetti di psicologia junghiana, filosofia, biologia, fisica quantistica, Prima Edizione, ottobre 2015

Note:

1 http://www.enzobarilla.eu/

2 C. G. Jung, L’homme à la découverte de son âme, p. 287, 288.

3 C. G. Jung, Lo spirito Mercurio.

4 Marie-Louise von Franz, La morte e i sogni, Boringhieri, Torino, 1986, p. 159

5 C. G. Jung, Visioni p. 692.

6 C. G. Jung, Riflessioni teoriche sull’essenza della psiche, Vol. VIII, p. 213.

7 C. G. Jung, Jung parla

8 C. G. Jung, Aion, Vol. IX/1, p. 128

9 C. G. Jung, Mysterium coniunctionis, Opere, Vol. XIV/1, p. 214, 215

10 C. G. Jung, Psicologia e Alchimia, Boringhieri, Torino, 1981, p. 257

11 C. G. Jung, La struttura della psiche, Vol. VIII, p. 171

12 C. G. Jung, Analisi dei sogni, Boringhieri, Torino, 2003, p. 416.

13 C. G. Jung, Psicologia e Alchimia, Boringhieri, Torino, 1981, p. 37.

14 C. G. Jung, Mysterium Coniunctionis, cit., p. 171.

15 C. G. Jung, Prefazione a W. M. Kranefeldt, “La psicoanalisi”, Opere, Vol. IV, p. 352.

16 C. G. Jung, Lo Zarathustra di Nietzsche, p. 402.

 
Non ci sono Commenti

Scrivi un commento