LA FIGLIA DI C. G. JUNG RACCONTA L’OROSCOPO DI SUO PADRE

03 set LA FIGLIA DI C. G. JUNG RACCONTA L’OROSCOPO DI SUO PADRE

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Ho scelto di pubblicare questo bellissimo articolo, gentilmente donatomi da Enzo Barillà, perché è molto significativo che la figlia di C.G.Jung, Great Bauman, si sia occupata di Astrologia e abbia fatto un lavoro così approfondito riportando le citazioni dall’autobiografia del padre in analogia sia al Tema Natale che ai transiti e le progressioni significative della sua vita. E’ un articolo molto lungo, consiglio di stamparlo per chi vuole evitare la fatica della lettura on-line, e il mio invito è di leggerlo, soprattutto per la ricostruzione affettiva e storico – astrologica approfondita, e le citazioni autobiografiche di C.G.Jung. 

 

L’OROSCOPO DI JUNG DI GREAT BAUMAN – JUNG 

traduzione dall’inglese di Enzo Barillà
(Articolo apparso sulla rivista “Ricerca ‘90” n. 5 – gennaio 1991)

 

Lo scopo del presente lavoro non è quello di presentare una dettagliata interpretazione dell’oroscopo di mio padre, bensì quello di evidenziare, mediante raffronti fra il suo oroscopo e la sua autobiografia, quanto veniamo profondamente segnati dall’impronta cosmica; inoltre, che la nostra esperienza del mondo ne risente di conseguenza, e che la nostra attività porta un marchio archetipico.

In primo luogo vorrei chiarire con quale intensità sperimentiamo il mondo in conformità alla posizione dei nostri pianeti i quali, per così dire, rappresentano la struttura archetipica. E’ risaputo che il bambino proietta gli archetipi, in specie gli archetipi della madre e del padre, sui suoi genitori. La Luna e Venere vengono proiettati sulla madre. Si fa un’esperienza positiva o negativa della madre in relazione a questi pianeti nell’oroscopo di natalità.

Nel tema di mio padre la Luna è in Toro, quindi femminile, fissa e stabile in quel segno di terra. Venere è in Cancro, un segno d’acqua, di sentimento. Sentiamo come si esprime riguardo a sua madre: «…ella era, in un certo qual modo, ancorata ad un fondo invisibile (Luna nel segno di terra del Toro), che però non mi appariva mai come fiducia nella fede cristiana (il Toro è collegato più con la natura che con il logos), ma piuttosto connesso con gli animali, gli alberi, i monti, i prati, i corsi d’acqua (corrispondenti a Venere in Cancro), tutte cose che stranamente contrastavano con la sua apparenza cristiana e con la sua convenzionale professione di fede.

Questo sfondo nascosto corrispondeva così perfettamente al mio stesso atteggiamento che non mi causava alcun disagio: al contrario, percepirlo mi dava sempre un senso di sicurezza e la convinzione che era il terreno solido sul quale si potesse poggiare.» (Ricordi, sogni, riflessioni di C.G. Jung, Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 1979, pag. 124). Inoltre: «Mia madre era per me un’ottima madre (percepita attraverso il sestile Luna Venere). C’era in lei un grande calore animale (corrisponde alla Luna in Toro. Da come ricordo mia nonna, doveva avere un ascendente Toro), era enormemente accogliente, di piacevole compagnia e molto corpulenta. Prestava attenzione a tutti (con Venere in Cancro, uno ascolta sia la gente che la musica) e il suo chiacchierio somigliava al gaio zampillare di una fontana; aveva decisamente un certo talento per la letteratura (Venere congiunta a Mercurio), non privo di profondità e di buon gusto» (poiché ha la Luna in terza casa, la casa degli ingegni e dei talenti, deve averla vista sotto quella luce; e cioè, aveva lui stesso un’anima molto ingegnosa) (RSR pag. 77).
«Ma quest’ultima qualità», scrive Jung, «non fu mai veramente evidente» (essendo la Luna minacciata da Plutone; cioè, era posseduta dall’inconscio); «e rimane celata sotto le sembianze di un’anziana donna cordiale e grassoccia, molto ospitale (Venere in Cancro), ottima cuoca e dotata di fine umorismo. Sosteneva, come d’obbligo, tutte le opinioni convenzionali, ma poi spuntava all’improvviso la sua personalità inconscia, d’una potenza insospettata – una grande figura un po’ triste (percepita attraverso la congiunzione Luna Plutone; l’intero potenziale dell’inconscio è collegato a quest’ultimo), che possedeva un’indiscussa autorità: una innocua, umana, l’altra inquietante. Quest’ultima si manifestava solo di tanto in tanto, ma ogni volta inattesa, e tale da incutere timore (RSR pagg. 77-78).

 

Le cose inaspettate e spaventevoli derivano dal quadrato Luna Urano. Urano porta sempre l’inaspettato, e perciò spaventa. Ritornerò più oltre su questo argomento in maggior dettaglio. I pianeti femminili indicano inoltre ciò che amiamo. Con la Luna in Toro, mio padre era un grande amante della natura. Percepiamo inoltre la sua Venere in Cancro nei suoi scritti; per esempio, rimase incantato dal lago di Costanza quando sua madre lo portò lì da bambino. «In quel momento decisi che avrei dovuto vivere vicino ad un lago, e mi parve che nessuno avrebbe mai potuto vivere lontano dall’acqua» (RSR pag. 32). Ebbene, questa Venere d’acqua governa il quarto campo (in quanto Venere è signora del Toro), il che ci dice qualcosa sulla sua casa e sulle sue proprietà. Perciò fece costruire ambedue le sue case sul lago. L’archetipo del padre è costituito dal Sole, Giove e Saturno. Nel tema di Jung, il Sole non riceve aspetti positivi, bensì solo un quadrato da Nettuno, il che, quanto meno, costituisce un elemento di incertezza nel rapporto con il padre. Nettuno rende le cose irreali.

 

«In quello stesso periodo fui preso da profondi dubbi su tutto ciò che mio padre diceva… Ciò che diceva mi pareva vuoto e trito, come una storia raccontata da chi la conosce solo per sentito dire, senza crederci veramente» (RSR pag. 71). Ebbene, ciò non significa che tutte le colpe fossero del padre. Nella stessa famiglia, un altro bambino, con un buon Sole, avrebbe udito e capito le cose in maniera molto differente. Ad esempio, io e mia sorella abbiamo fatto un’esperienza completamente diversa dei nostri genitori, ed in parte abbiamo udito fatti contrastanti. Un pianeta paterno, e cioè Giove, si trova nell’ottava casa, la casa della morte. Giove, nella sua qualità di supremo dio del cielo, è collegato alla religione. Se un bambino ha Giove nell’ottava casa il padre non può, anche con le migliori intenzioni, soddisfare i suoi bisogni religiosi. Questa posizione di Giove implica anche la possibilità che il padre non potesse evolversi in modo adeguato e dovesse morire giovane. I pianeti nell’ottava casa costringono a rivolgersi verso l’inconscio, ad attraversare la casa “morire e divenire” per trovare l’archetipo e riportarlo in vita.

«Con mio padre era un’altra cosa. Mi sarebbe piaciuto esporgli le mie difficoltà religiose e chiedergli consiglio, ma non lo facevo perché mi pareva di sapere in precedenza che cosa sarebbe stato costretto a rispondere per ragioni di decoro, per l’ufficio che svolgeva » (RSR pag. 82). «Per ragioni di decoro, per l’ufficio che svolgeva». Questa caratteristica di suo padre, che corrisponde a Saturno, doveva essere evidente al figlio, in quanto Saturno è piazzato in prima casa, la casa dell’ego. In armonia con lo splendido Giove in trigono a Saturno, che diede a Jung un senso di affidabilità e del dovere, poté scrivere «ammiravo l’onestà di mio padre», ma è spinto ad aggiungere, in conformità al quadrato Sole Nettuno, che porta a delusioni: «ma d’altro lato fui profondamente deluso, e mi dissi: ecco qua; non ne sanno nulla, e nemmeno si degnano di pensarci» (RSR pag. 82). Possiamo accreditare a Giove in ottava casa anche il seguente passaggio: «In seguito, a diciotto anni, ebbi molte discussioni con mio padre, sempre con la segreta speranza di potergli far sapere qualcosa dei miracoli della grazia (Giove) e così aiutarlo nei tormenti della sua coscienza. Ero convinto che se avesse adempiuto la volontà di Dio tutto si sarebbe volto al meglio. Ma invariabilmente ci lasciavano sempre malcontenti, lo irritavano e lo rattristavano. “Sciocchezze”, soleva dire, “tu vuoi sempre pensare. Non si dovrebbe pensare, ma credere”. Io pensavo: “No, bisogna sperimentare e conoscere”, ma dicevo: “Danni questa fede”; egli allora si stringeva nelle spalle e si allontanava con aria rassegnata» (RSR pag. 71). Ecco in che modo un figlio, col Sole quadrato a Nettuno, non soltanto viene deluso dal padre ma, in effetti, egli stesso delude il padre rifiutandogli i propri pensieri.

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E’ inoltre interessante notare che l’aspetto religioso era assente nel rapporto di Jung con Freud e nella sua opera. Questo aspetto raramente appariva, a causa della posizione di Giove nella casa della morte. Io, per lo meno, ho sempre pensato che mio padre fosse un uomo estremamente irreligioso e pertanto non osavo pregare più per paura che gli dispiacesse. Nel mio caso, Giove non si trova nella casa della morte ma nella casa della prigionia, il che non è poi tanto meglio. Solamente dai libri di mio padre appresi che, ovviamente, era stato un uomo religioso.

«Cominciavo a fare amicizie, per lo più con ragazzi timidi e di condizione modesta» (RSR pagg. 71-72). Poiché Giove governa la casa delle amicizie, quando si trova nella casa della morte si hanno pochi amici od amici riservati. Nella terza casa vediamo i rapporti della vita quotidiana; Venere, che la governa, è in sesta, la casa del servizio, collegata ai dipendenti. Ecco perché gli amici di Jung erano di modeste origini. Il seguente passaggio è significativo di Marte in Sagittario, sulla cuspide (entro quattro gradi) della dodicesima casa, la casa della prigionia, delle cose segrete, dell’isolamento. Marte ha a che fare con la nostra attività. Quest’ultima riceve qui una colorazione religiosa tramite il Sagittario, e qualcosa di segreto in quanto si trova nella dodicesima casa.

«Ricordo anche che in questo periodo – dai sette ai nove anni – mi piaceva giocare col fuoco (Marte in segno di fuoco). Nel nostro giardino c’era una vecchio muro, di grossi blocchi di pietra, i cui interstizi costituivano interessanti caverne, e in una di esse solevo accendere un piccolo fuoco, con l’aiuto di altri bambini, un fuoco che doveva ardere sempre e che perciò doveva essere continuamente alimentato, grazie al nostro impegno comune, che consisteva nel raccogliere la legna necessaria. Nessuno però all’infuori di me poteva alimentare quel fuoco: gli altri potevano accendere altri fuochi in altre caverne, ma erano fuochi profani che non mi interessavano, solo il mio era vivo e aveva un’inconfondibile aura di santità» (RSR pagg. 45-46).

Anche più tardi nella vita, mio padre amava giocare con piccoli fuochi. Riconosciamo inoltre il suo Marte in dodicesima per via del suo scrivere in stanze isolate e per via della passione con cui lavorava. L’attività deve avere significato, per così dire, un significato superiore, indicato da Marte in Sagittario. Anche il segreto del manichino intagliato e della pietra che nascose in soffitta (RSR pag. 47) si ricollegano a questo, cioè a Giove nella casa della morte ed alla segretezza di Marte nella casa dell’isolamento. La prima spinta a scrivere questo articolo mi venne mentre mi scervellavo sulla lettera di mio padre del 19 dicembre 1947, indirizzata a Padre Victor White. «Si ricorda dell’antipatico personaggio dell’arido logico gesuita che ho sognato (Saturno)? Non molto tempo dopo che Le scrissi, mi sentii obbligato a scrivere su di un argomento imprecisato. Improvvisamente mi venne in mente che avrei dovuto scrivere su alcuni fra gli aspetti più complicati dell’anima, dell’Animus, dell’ombra (questioni pertinenti la casa settima, il tu, il Dio in noi e fuori di noi), e soprattutto il Sé. Ero contrario perché volevo riposare la testa. Ultimamente soffrivo di una pesante insonnia e volevo tenermi lontano da qualsiasi sforzo mentale. Malgrado tutto, mi sentii costretto a continuare a scrivere ciecamente, non rendendomi per nulla conto di ciò a cui stavo puntando. Solo dopo aver scritto circa 25 pagine cominciai a rendermi conto che Cristo – non l’uomo bensì l’essere divino – era il mio obiettivo segreto. Mi arrivò come un colpo poiché mi sentii assolutamente non all’altezza di tale compito. Un sogno mi disse che il mio piccolo battello da pesca era stato affondato e che un gigante (che conoscevo da un sogno di circa 30 anni fa) mi aveva fornito di una nuova e meravigliosa imbarcazione d’alto mare circa due volte più grande del precedente battello. Allora seppi che non c’era niente da fare e che dovevo continuare».

Qui si può notare il suo senso dell’obbedienza. Il sogno di 30 anni addietro recita: «Un grande transatlantico doveva essere trainato al molo da un piccolo cavallo. In quel momento apparve un gigante e d’un sol colpo abbatté il cavallino e trainò egli stesso il piroscafo nel porto». A quel tempo mio padre stava lavorando sui Tipi Psicologici. Improvvisamente ebbi la netta impressione che il gigante riapparso dopo 30 anni dovesse essere Saturno. Saturno, il pianeta del destino, compie il giro dello zodiaco in 29 anni e mezzo. Sotto il suo influsso dobbiamo sopportare fardelli aggiuntivi, e siamo fortunati se possiamo sopportare questi pesi in forma di lavoro invece che sotto forma di malattia. Saturno non è solo un pianeta e letargico, è anche promotore di civiltà. In mitologia, il Crono infanticida fu detronizzato dal figlio Zeus. Zeus-Giove non vuole che ci limitiamo in modo saturnino ma che ci evolviamo liberamente in conformità alle leggi della nostra unicità. Sotto il regno di Giove, Saturno diviene un pacifico dio agreste che promuove la civiltà. Nell’oroscopo di mio padre Mercurio e Venere sono nella casa del servizio. Vicini, nella casa settima, ci sono il Sole ed Urano come pure tutti gli asteroidi femminili. Poiché il transito di Saturno avviene ogni 29 anni e mezzo, il suo passaggio attraverso queste case dovrebbe essere avvertibile per un periodo di circa due anni e mezzo. Mercurio, in particolar modo, il primo pianeta coinvolto, doveva avere oppresso mio padre con un pesante dovere o una malattia in quanto quel pianeta è il governatore della casa del lavoro e della salute (Gemelli). Mi domandai che cosa fosse accaduto, astrologicamente, nel 1947, quando mio padre si sentì costretto a scrivere il suo libro Aion. In realtà era già iniziato nel 1945 nel momento in cui Saturno di rivoluzione transitò su Mercurio e Venere di Natalità. L’effetto di quanto sopra è evidenziato nella lettera di mio padre del 13 febbraio 1946, indirizzata a Victor White:

«Comunque, ci sono certi motivi che possono giustificare il mio lungo silenzio. Per alcune settimane mi sono sentito molto giù a causa di un’influenza che mi ha colpito in testa e negli intestini, ed oltre a questa indisposizione sono stato preso nella morsa di un libro che mi divora vivo se non lo scrivo». Ciò dimostra chiaramente l’influsso di Saturno: malattia, lavoro ed anche la sua natura divorante. Tuttavia Saturno diventa un gigante soccorrevole se uno non rifiuta il peso del lavoro. All’inizio del luglio del 1945, quando la costrizione al lavoro si fece sentire, Urano, il pianeta creativo, si trovava in sestile esatto di rivoluzione con Urano radicale a 14°50′ in Gemelli. Saturno di transito era esattamente congiunto a Mercurio di natività e sestile a Plutone radicale, inoltre era congiunto a Pallade. Per tutto il periodo precedente la lettera del 19 dicembre a Padre White, Saturno stava passando su Mercurio, Sole ed Urano radicali nonché su tutti gli asteroidi in casa settima. La casa settima è opposta alla prima, la casa dell’ego. Rappresenta l'”altro” (o il “tu”), interiore ed esteriore. Nessuna meraviglia che mio padre fosse costretto a scrivere sull’ombra, l’anima e l’Animus. E’ significativo che tutti e quattro gli asteroidi femminili – Cerere, Pallade, Giunone e Vesta – occupino la casa dei rapporti associativi di mio padre ed abbiano contribuito al fatto che fosse costantemente attorniato da donne. Il sogno del gigante di circa 30 anni prima coincise col transito di Saturno su questi pianeti. Saturno di rivoluzione era congiunto al Sole di natalità nel luglio del 1917. A quel tempo mio padre stava lavorando su Tipi Psicologici. Contemporaneamente, il creativo Urano si trovava sul Saturno radicale e consentiva all’ego di essere particolarmente produttivo.

Naturalmente mi chiesi che cosa fosse successo all’epoca del primo transito di Saturno. Trovai quanto segue: «All’età di dodici anni ebbi un periodo fatale (qualsiasi cosa fatale ci ricorda, ovviamente, Saturno). Un giorno – al principio dell’estate del 1887 (quando Saturno di transito si trovava esattamente su Mercurio, governatore della casa della salute) – mi trovavo nella piazza del duomo, in attesa di un compagno di classe che per andare a casa sua faceva la mia stessa strada. Era mezzogiorno, e le lezioni del mattino erano finite. All’improvviso un altro ragazzo mi diede una spinta (questa spinta improvvisa ed inaspettata venne da Urano, che all’inizio dell’estate 1887 formava una sesquiquadratura con Saturno, una delle dominanti della carta del cielo) facendomi cadere, e battei la testa contro l’orlo del marciapiede, così forte che quasi svenni. Per circa mezz’ora rimasi un po’ intontito. Nel momento in cui caddi mi balenò (Urano!) questo pensiero: “Adesso non andrai più a scuola”. Ero solo in parte in stato di incoscienza, ma rimasi lì steso qualche momento più dello stretto necessario, soprattutto per vendicarmi del mio maligno assalitore. Poi qualcuno mi fece alzare e mi accompagnò a una casa vicina, dove abitavano due vecchie zie. Da allora in poi cominciai ad avere crisi nervose ogni volta che dovevo tornare a scuola, e quando i miei genitori mi ingiungevano di fare i compiti di casa. Rimasi assente da scuola per più di sei mesi; furono una piacevole vacanza. Ero libero, potevo sognare per ore, andare dove volevo, nei boschi o vicino al lago, disegnare» (RSR pagg. 57-58).

Più avanti, scrive che prese le distanze dal mondo e passava il suo tempo sognando. Ebbe vaghi presentimenti di fuggire da sé stesso. «Un medico pensò che fossi epilettico: sapevo come erano gli attacchi epilettici e dentro di me risi di questa sciocchezza. I miei genitori si angosciarono sempre di più» (RSR pag. 58). A quell’epoca, nel 1887, non solo Saturno stava transitando nella casa della salute, ma Nettuno, il pianeta responsabile di finzioni, isterismi e sogni ad occhi aperti, formava un semiquadrato esatto su Mercurio, governatore della casa delle malattie, che tende a malanni a sfondo psichico. Le case dell’oroscopo natale possono essere progredite come se quattro minuti fossero uguali ad un anno; e cioè si aggiungono quattro minuti all’ora di nascita per ogni anno di vita.

Nel 1887, Plutone progresso era giunto a formare un semiquadrato sulla punta della casa sesta, causando con ciò una piena di incidenti. Contemporaneamente (secondo il metodo di calcolo delle progressioni per cui 1 giorno = 1 anno), Saturno e Plutone progressi formavano un quadrato esatto al secondo. Un quadrato Saturno Plutone nel tema di natalità indica che l’inconscio ha una tendenza innata a far breccia attraverso i limiti della coscienza. Nello stesso momento, Plutone di transito (a 3 gradi nei Gemelli) formava un sestile esatto col Sole a 3 gradi in Leone, così che la coscienza poté integrare l’invasione proveniente dall’inconscio. Ciononostante, dovette accadere un pizzico di diavoleria. «Un giorno d’estate, in quello stesso anno», scrive mio padre, «uscii di scuola a mezzogiorno e andai in piazza del Duomo» (RSR pag. 64). Segue poi la storia di come fosse assalito da un pensiero impertinente (Plutone) che osò formulare solo dopo un intenso alterco con Dio: «Mi feci coraggio, come se avessi dovuto lanciarmi nelle fiamme dell’inferno (Plutone), e lasciai che quel pensiero venisse. Vidi innanzi a me la cattedrale e il cielo azzurro, e Dio seduto sul suo trono d’oro, dominante il mondo, e sotto il trono un’enorme massa di sterco cadere sul tetto nuovo e scintillante e abbatterlo, facendo crollare i muri della cattedrale» (RSR pag. 68).

Questo fu l’effetto di Plutone in semiquadrato a Venere di natalità, governatrice della terza casa, dalla quale rileviamo gli atteggiamenti coscienti. Scrive anche dell’angoscia dei suoi genitori: «Poi un giorno venne un amico a far visita a mio padre. Si sedettero in giardino e io mi nascosi dietro un cespuglio, preso com’ero da un’avida curiosità. Sentii l’amico che diceva a mio padre: “Come sta tuo figlio?”, e mio padre: “Ah! E’ una triste storia! I medici non sanno più che dire, non capiscono dove sia il male. Pensano possa trattarsi di epilessia, e sarebbe spaventoso che fosse inguaribile. Io ho perduto il poco che avevo, e che sarà di mio figlio se non potrà guadagnarsi da vivere?”. Fu come m’avesse colpito un fulmine. “Ma allora bisogna che mi metta al lavoro!”, pensai. Era il brusco risveglio alla realtà. Da quel momento divenni un ragazzo serio» (RSR pagg. 58-59). Si sedettero in giardino… Doveva essere l’inizio dell’autunno, un periodo quando ci si poteva ancora sedere fuori. La nevrosi, che era iniziata all’inizio dell’estate, era già durata alcuni mesi. Nel settembre 1887 Saturno, il pianeta della realtà, si trovava sul Sole di mio padre. Ciò fu “il brusco risveglio della realtà”.

La seguente esperienza è collegata allo stesso transito: «Pressappoco a quel tempo ebbi un’altra decisiva esperienza vitale. Percorrevo, per andare a scuola, la lunga strada da Klein- Hueningen, dove abitavamo, a Basilea, quando improvvisa ebbi – per un breve momento – la straordinaria impressione di essere appena emerso da una densa nuvola. Tutt’a un tratto mi dissi: ora sono davvero me stesso! Era se come una coltre di nebbia fosse alle mie spalle, e dietro di essa non ci fosse ancora un “Io”. In quel momento io nacqui a me stesso. Prima ero esistito, certamente, ma avevo solo subito gli avvenimenti: adesso ero io stesso l’avvenimento che mi capitava. Ora ero certo di essere me stesso, ero certo di esistere» (RSR pag. 60).

 

 

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Questo è quanto per il primo transito di Saturno sul Sole di natività. Urano ha un ciclo di 84 anni. Secondo la mia esperienza, Urano costella in particolar modo l’inconscio e può costringere ad adottare un atteggiamento cosciente completamente nuovo, specialmente durante il transito sopra il Sole o l’ascendente. Spesso accadono eventi assurdi o drammatici od anche sincronistici. In periodi come quelli la gente può arrivare completamente sconvolta a chiedere una consulenza astrologica, nella speranza di sistemare la loro confusione. I Greci adoravano in Urano quella forza della natura che sembra creare dal nulla; egli è il primo Creatore e l’inventore del fulmine. Secondo la teoria del “big bang”, esisteva evidentemente sin dall’inizio, in quanto sembra che il nostro mondo sia venuto in essere per mezzo di un fulmine. Da un punto di vista psicologico, corrisponde all’intuizione. Lo si può trovare nelle fiabe sotto forma del servo fedele, nella Bibbia come Giovanni Battista, il discepolo Giovanni e come Giovanni dell’Apocalisse.

Vorrei citare, a titolo d’esempio, un sogno che feci quando Urano si trovava sul mio ascendente: stavo seduta in una chiesa in cui, in certi momenti, entrava in azione un quadro miracoloso, che rappresentava i dodici apostoli. Il miracolo cominciava con una terribile sorpresa: fulmini dardeggiavano fuori dal quadro e ne usciva l’Apostolo Giovanni. Uno doveva mettergli in mano qualsiasi cosa portasse con sé e fare, passando dal quadro, un solenne giro attorno la chiesa. Giovanni Battista appare nel Vangelo quando dice: “E la luce brilla nelle tenebre e le tenebre non la ritengono. Venne un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Egli venne per testimoniare che poteva portare testimonianza della luce”.

Ecco come funziona Urano. Appunto per questo dobbiamo prenderlo, ovvero la nostra intuizione, seriamente, perché ci può mettere in contatto con il Sé. Non prendere Urano sul serio può portarlo a tormentarci con cose come la febbre del fieno ed altre allergie. Saturno ed Urano sono i signori dell’Acquario, l’ascendente di mio padre, e di conseguenza il suo oroscopo ha due dominanti. Saturno è nella prima casa, dove si forma l’Io cosciente. Urano si trova nella parte opposta dell’oroscopo, in casa settima, la casa delle relazioni.

L’effetto di questi due pianeti fu chiaro a mio padre: «Il gioco delle parti fra la personalità numero 1 e la numero 2 (Saturno ed Urano), che si è protratto per tutta la mia vita, non ha nulla a che vedere con una “frattura” o una dissociazione, nell’abituale accezione medica. Al contrario, si verifica in ogni individuo (più o meno, vorrei aggiungere io). Nella mia vita il numero 2 (Urano, il Giovanni interiore) ha avuto una parte di primo piano, e ho sempre cercato di fare posto a tutto ciò che mi fosse imposto dall’intimo. Esso è una figura tipica, che però solo pochissimi percepiscono: in molti l’intelletto cosciente non ha la capacità di intendere che è anche ciò che essi sono» (RSR pag. 74).

Ciò accade perché Urano corrisponde di più all’inconscio. All’atto della nascita di mio padre, Saturno era retrogrado a 24 gradi in Acquario e Urano, in moto diretto, a 14°50′ in Leone. Secondo le progressioni 1 giorno = 1 anno, ambedue le dominanti dell’oroscopo si avvicinavano ad un opposizione esatta. Nel momento in cui ciò avvenne, mio padre morì. E’ probabile che il corpo invecchiato non potesse più sopportare tale tensione interiore. Anche il sogno del 18/19 dicembre 1947, così come raccontato da mio padre a Victor White nella lettera del 19 dicembre, chiarisce la natura di Urano. «La notte scorsa ho sognato di almeno tre preti cattolici, molto amichevoli, di cui uno aveva una notevole biblioteca. Per tutto il tempo facevo parte di una specie di ordine militare e dovevo dormire in caserma. C’era carenza di letti, sicché ogni branda doveva essere divisa da due uomini. Il mio compagno (mio padre lo chiama senex venerabilis nella lettera del 30 gennaio 1948 indirizzata a Padre White) si era già coricato. Il letto era bianco, molto pulito e fresco e lui era un uomo molto vecchio, molto venerabile; aveva ricci bianchi e una lunga, fluente barba bianca. Mi offrì graziosamente metà del letto e mi svegliai mentre mi ci stavo infilando dentro».

Secondo la mia esperienza, Urano appare ripetutamente sotto forma di un vecchio saggio venerabile dalla barba bianca. Nel giorno del sogno, Urano era a 24 gradi in Gemelli e formava un grande trigono d’aria con Giove e Saturno di natalità. Si potrebbe dire che la personalità numero 1 fece visita in armonia alla personalità numero 2. Il contemporaneo trigono di Urano di transito a Giove di natalità ne sottolinea il significato religioso. Si nota quanto il rapporto con Padre White sia stato, oggettivamente, stimolante per il pensiero religioso di mio padre. Per di più, Plutone di transito, che collega all’inconscio collettivo, si trovava proprio vicino a Urano radicale. Continuando con gli effetti di Urano, leggiamo: «Durante le vacanze estive accadde però qualcosa che era destino dovesse influenzarmi profondamente» (RSR pagg. 141-142).

Segue poi il drammatico racconto dello scoppio del tavolo e del coltello. Durante quelle vacanze estive del 1898, da luglio fino pressappoco il 10 settembre, Urano di transito si trovava esattamente sul Medium Coeli di mio padre, a 29 gradi dello Scorpione. Normalmente il transito di Urano sullo zenit è accompagnato da un cambiamento di lavoro improvviso ed inaspettato. In conseguenza di questi eventi, mio padre decise di dedicarsi alla psichiatria. Si potrebbe spiegare il fatto che questi incidenti uraniani fossero collegati con un tremendo effetto esplosivo con la circostanza che Plutone di transito era a 14°50′ in Gemelli, e perciò in sestile esatto all’Urano Natale, la personalità numero 2. Ovviamente risultò enormemente importante che mio padre si indirizzasse alla psichiatria.

 

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Vorrei ora fornire alcuni dati su Plutone, il quale esercita anch’esso un ruolo importante nell’oroscopo di mio padre. Di norma gli astrologi dicono troppo poco su Plutone: ad esempio, che simboleggia la trasformazione ed ha a che fare con eventi subumani e sovrumani. Fu scoperto (1930) nel momento dell’avvento del nazismo e gli è pertinente anche la scoperta della bomba atomica. Ed infatti la bomba atomica contiene il Plutonio, un elemento che può trasformare la materia in energia. Plutone possiede una forza enorme: il suo aspetto negativo è rappresentato dalla distruttività. Questa forza ebbe, alla fin fine, un effetto positivo nel nostro caso dell’esplosione del tavolo e del coltello, per via del sestile ad Urano. Ciò consentì a mio padre di accettare il suggerimento ricevuto e decidersi a favore dell’occupazione a lui congeniale.

Nel tema di mio padre troviamo Plutone in casa terza, chiamata Fratres (tre o quattro dei suoi fratelli e sorelle morirono subito dopo la nascita). La terza casa ha a che fare con i nostri atteggiamenti coscienti, la mentalità innata, i talenti ed energie creative, sicché era nato con una forte potenza creativa, di natura spirituale. Per di più, Plutone si trovava in Toro che, come segno di terra, significa creazione dalla materia. Mio padre una volta sognò Plutone in veste di scultore (statisticamente, il Toro è associato agli scultori) e che, in effetti, fosse il diavolo. Era affascinante osservare in che modo mio padre modellasse, per così dire, le sue idee nella materia per mezzo della scultura, intagliando il legno, costruendo torri o canalizzando ruscelli. In mitologia, Plutone è rappresentato da Ade, il quale rapì Persefone e volle che rimanesse con lui per un terzo dell’anno. Secondo Kerényi, il mistero eleusino di cui non si poteva parlare consisteva in una nascita infera, la nascita di Dioniso. Eraclito così si esprimeva, già nel quinto secolo a.C.: «Se questa processione non fosse stata fatta in onore di Dioniso e se la canzone fallica non fosse stata cantata per lui, ciò avrebbe rappresentato un atto molto insolente. Ade e Dioniso, per i quali queste feste sono celebrate, sono uno ed il medesimo.»

In natura è Demetra, la dea del grano, che produce i cereali. Persefone corrisponde al seme assorbito dalla terra. E’ qui che ha luogo la crescita e la trasformazione a nuova vita. Questo evento è direttamente collegato a Plutone. Involontariamente ci si ricorda di Giovanni 12,24: «In verità, in verità vi dico: se il chicco di frumento non cade in terra e vi muore, resta solo; se invece muore, porta molto frutto». Questa massima ci ricorda anche del “morire e divenire” di Goethe, dell’introversione e della discesa temporanea nelle proprie profondità in modo che la vita possa rinnovare sé stessa. Se non lo facciamo, Plutone si vendica in modo terribile col confinarci in sotterranee prigioni di nera depressione oppure, concretamente, spedendoci agli inferi facendo esplodere la sua arma, la bomba atomica.

Si può anche tracciare il parallelo Plutone – Dioniso – Cristo, in quanto anche Cristo trasforma. Come Dioniso, che poteva mutare acqua in vino nella sua metamorfosi della vite, anche Cristo poté effettuare questa trasformazione alle nozze di Cana. Forse è un po’ troppo ardito affermare che Plutone corrisponde ad alcuni aspetti di Cristo, almeno in parte.

Rivediamo nuovamente la lettera del 19 dicembre 1947 a Padre White: «Ultimamente soffrivo di una pesante insonnia e volevo tenermi lontano da qualsiasi sforzo mentale. Malgrado tutto, mi sentii costretto a continuare a scrivere ciecamente, non rendendomi per nulla conto di ciò a cui stavo puntando. Solo dopo aver scritto circa 25 pagine cominciai a rendermi conto che Cristo – non l’uomo bensì l’essere divino – era il mio obiettivo segreto.»

A quel tempo, Plutone di transito – che si sposta solamente di circa 1 grado all’anno – si trovava esattamente su Urano di natalità, la personalità numero 2 di mio padre. La congiunzione fu esatta al minuto alla fine di ottobre del 1947 e nuovamente, per via della retrogradazione, il 9 dicembre; successivamente, ancora una volta nella metà di agosto del 1948. Il libro “Aion” apparve nel 1951, quando Urano progresso arrivò a 19 gradi nel Leone. Ritornando all’autobiografia di mio padre, leggiamo: «Il 10 dicembre del 1900 entrai come assistente nell’ospedale psichiatrico di Burghoelzli» (RSR pag. 149).

In quel giorno Mercurio, il governatore della casa del lavoro, giunse al Medium Coeli e cioè sulla punta della casa della carriera. Quando il Sole progresso si spostò dal Leone alla Vergine (dominata da Mercurio) nel 1903-1904, mio padre iniziò il suo vero lavoro scientifico, i suoi esperimenti di associazione. Egli così scrive: «Fin dal 1900 avevo letto la Traumdeutung. Allora avevo messo il libro da parte perché ancora non riuscivo a capirlo: a venticinque anni mi mancava l’esperienza per apprezzare le teorie di Freud, e questa esperienza non venne che in seguito. Nel 1903 ripresi di nuovo in mano la Traumdeutung, e scoprii come combaciava con le mie idee» (RSR pagg. 187-188). Nel 1900 Urano di transito (che ha un ciclo di 84 anni) si congiunse alla cuspide della casa undicesima, la casa dell’amicizia. Inoltre, nel 1903 Urano formò un sestile esatto con Saturno, una delle dominanti dell’oroscopo, e con Giove radicali; quest’ultimo, essendo il signore del Sagittario, governa l’undicesima. Nel 1906, quando stava iniziando la corrispondenza tra Freud e Jung, Giove, il pianeta dei lieti auspici, transitò al trigono esatto con Saturno e Giove radicali, il che avrebbe favorito il transfert di un’immagine paterna positiva. Questa, come sappiamo, non durò a lungo. «L’anno 1909 fu decisivo per i nostri rapporti», scrive Jung (RSR pag. 197). Nel 1909 Saturno formava un quadrato con Venere radicale, dando origine a differenze di opinioni. Per di più, l’ascendente progresso aveva appena raggiunto 0 gradi in Ariete mentre il MC progresso si trovava a 0 gradi in Capricorno. Il risultato fu che mio padre non poté restare ancora in posizione subordinata ma dovette diventare indipendente. In una lettera che Freud scrisse a Jung il 16 aprile 1909, egli espresse la situazione nei seguenti termini: «…è da notare che proprio la sera in cui l’ho adottata ufficialmente come un figlio maggiore, consacrandola mio successore e principe ereditario – in partibus infidelium – quella sera stessa lei mi abbia tolto la dignità paterna…» (RSR pag. 429).

 

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Nel 1909 ebbe luogo ancora un altro evento astrologico. Plutone di transito era giunto a 24 gradi in Gemelli, e quindi in buon aspetto con Saturno di natività, portatore dell’ego. Ciò sta a significare un momento in cui l’ego può stabilire rapporti positivi con l’inconscio collettivo. E’ ovvio che non tutti reagirebbero allo stesso modo a questo aspetto, ma mio padre, tramite la sua congiunzione Luna Plutone, aveva, per così dire, una porta aperta sull’inconscio collettivo. Così scrive: «…Freud, o era incapace di interpretare i sogni che avevo, o li interpretava solo parzialmente. Erano sogni di contenuto collettivo, con una quantità di materiale simbolico. Uno per me fu particolarmente importante, perché per la prima volta mi indusse al concetto di “inconscio collettivo”…» (RSR pag. 200).

Il sogno: «Ero in una casa sconosciuta, a due piani. Era la “mia casa”. Mi trovavo al piano superiore, dove c’era una specie di salotto ammobiliato con bei mobili antichi stile rococò. Alle pareti erano appesi antichi quadri di valore. Mi sorprendevo che questa dovesse essere la mia casa, e pensavo: “Non è male!”. Ma allora mi veniva in mente di non sapere che aspetto avesse il piano inferiore. Scendevo le scale, e raggiungevo il piano terreno. Tutto era molto più antico, e capivo che questa parte della casa doveva risalire circa al XV o XVI secolo. L’arredamento era medievale, ed i pavimenti erano di mattoni rossi. Tutto era piuttosto buio. Andavo da una stanza all’altra, pensando: “Ora veramente devo esplorare tutta la casa!”. Giungevo davanti ad una pesante porta, e l’aprivo: scoprivo una scala di pietra che conduceva in cantina. Scendevo, e mi trovavo in una stanza con un bel soffitto a volta, eccezionalmente antica» (RSR pagg. 200-201).

Si rese conto che i muri risalivano ai tempi dei romani. Scese ancora e lì scoprì due teschi umani mezzi distrutti. Poi si svegliò. Qui si può vedere come Plutone sia collegato all’intero potenziale dell’inconscio collettivo. La separazione da Freud avvenne nel 1912, quando Saturno di transito si spostò nella terza casa (sulla congiunzione Luna Plutone), che è una casa di relazione, e portò alla rottura. Quando transita Urano, nuovi contenuti si aprono la strada verso la coscienza, pur senza essere ben compresi. La coscienza, pertanto, deve crescere, e questo processo è normalmente accompagnato da fatti sincronistici ed ogni genere di incidenti assurdi, sia nel mondo interiore che in quello esterno. Quando Urano transita all’ascendente ci sentiamo molto insicuri, tutti i nostri precedenti concetti sembrano avere perso di validità. Niente sembra più quadrare e molte persone temono di impazzire. In attinenza con questo transito, così scrive mio padre: «Dopo la rottura con Freud cominciò per me un periodo di incertezza interiore, anzi, di disorientamento. Mi sentivo letteralmente sospeso, perché non avevo trovato ancora un punto d’appoggio… Nel 1912, intorno a Natale, feci un sogno» (RSR pagg. 212-213).

Era la fine del dicembre 1912 quando Urano si trovò esattamente sull’ascendente di mio padre. Il sogno riguardava il trovarsi in una splendida loggia italiana, quando improvvisamente un bell’uccello bianco, gabbiano o colomba, si posava e si metteva a parlare lentamente, con voce umana: «Solo nelle prime ore della notte – mentre il colombo è affaccendato con i dodici morti – posso trasformarmi in un essere umano» (RSR pag. 212). Qui Urano si avvale, allo scopo di manifestarsi, di un uccello. Questo episodio, così tipico di Urano, è incomprensibile al nostro attuale stato di coscienza. Urano, essendo retrogrado, rimase vicino all’ascendente durante l’intero 1913. Mio padre ricorse all’immaginazione attiva, al fine di alleviarsi durante questo periodo penoso. Ciò probabilmente quanto di meglio uno possa fare durante un transito uraniano.

«Verso la fine del 1913 il senso di oppressione, fino allora avvertito internamente, sembrò esteriorizzarsi, come se ci fosse qualcosa di nuovo nell’aria. Effettivamente l’atmosfera mi sembrava più scura…» (RSR pag. 217). Durante l’ottobre 1913 Plutone di transito era esattamente in semiquadrato alla Luna, il che può rendere possibile un’invasione dall’inconscio. Plutone corrisponde al collettivo, sia nel mondo che dentro di noi. La seguente visione di mio padre rappresenta tale transito plutoniano (durante il 1917 Plutone continuò a formare questo aspetto, transitando in moto diretto e retrogrado).

La visione recita: «Una spaventosa alluvione dilagava su tutti i territori, da nord a sud, posti tra il Mare del Nord e le Alpi. Quando raggiungeva la Svizzera, vedevo le montagne alzarsi il più possibile, come per proteggere il nostro paese. Mi resi conto che si avvicinava una terribile catastrofe: vedevo i violenti flutti giallastri, le fluttuanti macerie delle opere della civiltà, gli innumerevoli morti, e infine il mare divenuto sangue. Questa visione durò circa un’ora: ne ero sconvolto e nauseato, e provavo vergogna della mia debolezza» (RSR pag. 217).

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La seguente esperienza risale ai giorni in cui Urano era congiunto all’ascendente di mio padre e Plutone era in semiquadrato alla Luna: «Era la festività dell’Avvento, nel 1913 (il 12 dicembre), quando mi risolsi al passo decisivo. Ero seduto alla scrivania, meditando ancora una volta sui miei timori. Poi mi abbandonai. Improvvisamente fu come se il terreno sprofondasse, nel vero senso della parola, sotto i miei piedi, e precipitassi in una profondità oscura. Non potei fare a meno di provare un sentimento di panico; ma poi, di colpo, a non grande profondità, poggiai i piedi su una massa soffice, viscida. Ne provai sollievo, sebbene fossi ancora in una totale oscurità» (RSR pag. 221).

La visione continua, ma ciò che voglio sottolineare è che, fortunatamente, quel giorno Saturno, il pianeta della realtà, era esattamente in sestile ad Urano radicale (la personalità numero 2). Ciò rappresentò un grande aiuto, senza il quale mio padre avrebbe potuto perdere il suo equilibrio. Nel luglio 1914 Saturno di transito entrò nella casa del lavoro e portò fardelli aggiuntivi, in parte dovuti alla guerra. «Molto lentamente in me cominciò a delinearsi un mutamento interiore. Nel 1916 avvertii l’impulso di dare forma a qualcosa. Ero come sollecitato dall’intimo a formulare ed esprimere ciò che in un certo qual modo avrebbe potuto esser detto da Filemone. Nacquero così i Septem Sermones ad Mortuos, con il loro peculiare linguaggio» (RSR pagg. 233-234).

Marte, che stava transitando su Mercurio di natalità durante maggio e giugno, fornì la costrizione interiore all’espressione sistematica; Mercurio ha a che fare con la scrittura ed il linguaggio. Questi Sermones furono in parte originati dall’invasione dall’inconscio, rappresentata dal semiquadrato di Plutone transitante sulla Luna, e dal transito di Saturno su Mercurio, che dava la possibilità di comprensione e sistematica espressione. «Oggi posso dire di non aver mai perduto il contatto con le mie esperienze iniziali. Tutte le mie opere, tutta la mia attività creatrice è sorta da quelle iniziali fantasie, e dai sogni che cominciarono nel 1912 (col transito di Urano sull’ascendente)… Tutto ciò che in seguito ho fatto nella mia vita vi era già contenuto, anche se dapprima solo in forma di emozioni ed immagini» (RSR pag. 236).

Molto merito per il lavoro di mio padre va dunque attribuito ad Urano che usa, fra le altre, la forma di Filemone per manifestarsi. Dopo questo cupo periodo, mio padre racconta: «Fu solo alla fine della guerra mondiale che un po’ alla volta cominciai ad emergere dall’oscurità» (RSR pag. 239). Alla fine della guerra, nel 1918, Urano transitò su Saturno, il portatore dell’ego, e procurò chiarezza. «Durante quegli anni, tra il 1918 e il 1920, cominciai a capire che lo scopo dello sviluppo psichico è il Sé. Non vi è una evoluzione lineare; vi è solo un andare attorno al Sé. Uno sviluppo uniforme esiste, al più, solo al principio; dopo, tutto tende al centro. Questo convincimento mi diede stabilità, e un po’ per volta ritornò la mia pace interiore. Sapevo che nel trovare il mandala come un’espressione del Sé avevo raggiunto ciò che per me era il vertice. Forse qualcun altro ne sa di più, io no» (RSR pag. 241).

Giove, dio supremo dei cieli, è collegato con la religione e stimola a svilupparci in completezza. Giove pervenne nella casa del lavoro verso la metà dell’aprile 1918 e nel 1919 transitò su Mercurio, Venere, Vesta, Sole, Pallade, Giunone, Urano e, per ultimo, Cerere, nel mese di luglio.

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Pertanto non mi sorprende che mio padre dovesse occuparsi del divino nell’uomo. Nel 1919 Saturno di transito formava aspetti armonici con Giove e Marte; quest’ultimo si trova in un segno gioviano e governa la casa della religione. Nel 1922 mio padre acquistò della terra a Bollingen, proprio quando Saturno di transito formava un sestile esatto con la cuspide della quarta casa. La quarta casa ci dà qualche informazione sulle proprietà immobiliari. Se, sotto un buon aspetto di Saturno, si acquistano beni immobili, questi sono destinati a durare.

La quarta casa è collegata anche con gli antenati, e fu desiderio di mio padre che Bollingen restasse in possesso della famiglia, di modo che gli spiriti ancestrali avessero una dimora. Nel corso delle vacanze estive del 1923, mentre stavamo costruendo la torre, Giove, portatore di buona sorte, transitava in armonia con Venere, governatore della quarta casa (il Toro, dominato da Venere, è sulla cuspide della quarta); in autunno Saturno di transito formò un trigono con Giove e Saturno radicali. Ho già accennato al fatto che Urano porta sempre avvenimenti inaspettati e straordinari. A questo proposito leggiamo: «Quando cominciammo a costruire a Bollingen, nel 1923, la mia figlia maggiore venne a trovarci e disse: “Che? Stai costruendo qui? Ma qui vi sono dei cadaveri!”. Naturalmente io pensai: “Che sciocchezze! Manco a parlarne!”. Ma quando, quattro anni più tardi costruimmo la dipendenza, trovammo uno scheletro a circa due metri e venti sotto terra. Un vecchio proiettile di fucile era conficcato nel gomito destro. Dalla posizione delle ossa era evidente che il cadavere era stato seppellito in stato di avanzata decomposizione. Apparteneva ad una delle tante dozzine di soldati francesi che erano annegati nel Linth nel 1799, e che poi erano stati spinti dalla corrente sulle rive superiori del lago. Questi uomini annegarono quando gli austriaci fecero saltare il ponte di Grynau che i francesi stavano prendendo d’assalto» (RSR pag. 279).

Il giorno 22 agosto 1927 Urano, nel segno marziale dell’Ariete, formava un sestile di transito, esatto al minuto, con l’ascendente di mio padre; per questo, è veramente assai plausibile che lo scheletro fosse quello di un soldato. Urano in Ariete spinse inoltre mio padre a celebrare un funerale militare con tre salve di fucile sulla tomba del soldato. «Tutti i miei scritti sono per così dire compiti comandati dall’interno; sono nati per imposizione del destino. Ciò che ho scritto mi assaliva dall’interno», diceva mio padre (RSR pag. 268).

E’ per questo che non mi sorprende che specialmente Saturno ed Urano fossero d’aiuto nel creare la sua opera. Quanto segue rappresenta solo alcuni esempi del loro influsso. 1938-40: “Psicologia e Religione”. Saturno di transito trigono ascendente radicale, che si trova nel religioso segno del Sagittario e domina la nona casa, la casa della religione. 1942: “Scritti su Paracelso”. Urano di transito trigono ascendente radicale. 1944: “Psicologia e Alchimia”. Urano di transito trigono Saturno e Giove ed opposto Marte radicali; Urano di transito sestile Sole radicale. 1946: “Psicologia Analitica ed educazione”, “Contributi ai Saggi di storia contemporanea”, “La psicologia della Traslazione”; Saturno di transito congiunto Mercurio e Venere radicali; Giove di transito congiunto Giove radicale; Urano di transito sestile Urano radicale. 1948: “Symbolik des Geistes”; Urano di transito trigono Saturno e Giove radicali. 1955-56: “Mysterium Coniunctionis”. Urano di transito nella casa dei rapporti associativi; Saturno di transito quadrato Saturno radicale.

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Ed ora le posizioni dei pianeti progressi: Sole progresso trigono Urano progresso e Saturno progresso; Marte progresso trigono Plutone progresso; Venere progressa congiunta Giove radicale e in trigono a Saturno radicale. (Disgraziatamente l’anno 1955 portò anche l’improvvisa morte di mia madre quando Urano giunse sulla cuspide della casa del matrimonio, mentre Saturno transitava in quadrato su sé stesso. Plutone, il principe della morte, transitava al quadrato del Saturno radicale di mio padre al momento dell’operazione di mia madre, avvenuta in primavera; al momento della sua morte Plutone si trovava sulla Luna radicale di mia madre). 1951: “Aion” (pubblicazione). Saturno di transito in Bilancia, congiunto Giove radicale.

Domandai a me stessa: per quale ragione “Risposta a Giobbe” fu scritto con tanta veemenza? Quando due pianeti progressi formano aspetti esatti, accadono incidenti. Ciò capita raramente perché i pianeti lenti non cambiano di molto la loro posizione originaria. Il quadrato fra Venere progressa e Marte progresso divenne esatto nel 77.mo anno di vita di Jung (1952), e la Luna progressa era opposta ad Urano progresso. In tal modo, ambedue i pianeti femminili (Anima) erano costellati negativamente, erano irritati e dovevano esplodere. Per di più, l’ascendente progresso era in sesquiquadrato con Giove natale; ovvero, l’ego era in conflitto con l’impulso religioso. Il giorno 26 gennaio 1944 mio padre si ruppe una gamba e successivamente subì un attacco cardiaco. In quel periodo, Giove di transito si trovava in opposizione esatta a Saturno di natalità. La cuspide progressa della casa della salute era quadrata a Marte di natalità, e l’ascendente progresso, causa di cambiamenti interiori, era arrivato a 0 gradi in Gemelli.

I Gemelli sono dominati da Mercurio, che è collegato allo scrivere. Dopo la sua malattia, mio padre iniziò a scrivere praticamente senza pausa. Vediamo ancora una volta in che modo egli fosse in sintonia col suo oroscopo. Poco prima della sua morte, mentre parlavamo di oroscopi, mio padre osservò: «La cosa strana è che questa dannata storia funziona anche dopo la morte». Ed effettivamente, poco dopo il suo decesso il medio cielo progresso formò un trigono esatto con Giove radicale. In un tal momento si può diventare famosi. Il suo Ricordi, Sogni, Riflessioni appena pubblicato ebbe un gran successo.

Fu un vero peccato che ciò non accadde mentre era in vita; non si sarebbe lamentato che nessuno leggeva i suoi libri. Recentemente venne da me qualcuno che era così eccitato da quasi non poter dire quanto potentemente avvertisse la presenza di mio padre. Temeva che io non potessi capirlo. Questa persona aveva Nettuno, pianeta medianico, visionario, sul proprio ascendente a 3°30′ in Cancro. Secondo i miei calcoli, l’ascendente progresso di mio padre era giunto esattamente a 3°30′ in Cancro. Solo allora mi resi conto che questi sono anche i gradi del mio ascendente. Fu per questo che mi sentii spinta ad occuparmi dell’oroscopo di mio padre?

Riassumendo, si può affermare che mio padre subì l’influsso a creare opere maggiori durante i transiti di Saturno ed Urano. Non è rilevabile dalla carta del cielo il fatto che egli fosse qualcuno che doveva assolutamente adempiere la sua missione, in quanto l’oroscopo non dice nulla su ciò che portiamo nel mondo con i geni, né indica la qualità dell’anima che riceve l’impronta nel momento del primo respiro.

 

AVVERTENZA DEL TRADUTTORE

Il presente lavoro apparve originariamente come testo di una conferenza tenuta in lingua tedesca al Club Psicologico di Zurigo nel mese di ottobre 1974; fu tradotto in inglese e pubblicato sul numero unico della rivista SPRING anno 1975. La versione italiana si basa sul testo inglese. Le citazioni dall’autobiografia di Jung Ricordi, Sogni, Riflessioni sono la traduzione italiana dell’edizione in lingua inglese (Memories, Dreams, Reflections of C.G. Jung) pubblicata in Italia da Rizzoli Editore, seconda edizione BUR, giugno 1979. I numeri di pagina si riferiscono a questa edizione.

 

Traduzione dell’inglese a cura di Enzo Barillà www.enzobarilla.eu

 

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Illustrazioni dal Libro Rosso di C.G.Jung

 

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1Commento
  • Marisa
    Posted at 09:29h, 06 settembre Rispondi

    Molto bello e anche molto difficile per me.. Plutone, mi ha colpito.. ne parleremo Anna Elisa, fine settembre.. un abbraccio!

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