GIACOMO LEOPARDI

28 giu GIACOMO LEOPARDI

leopardi

GIACOMO LEOPARDI nato il 29 giugno 1798, CANCRO asc. SCORPIONE

 

Storia del genere umano

“Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono dell’educazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è, quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e apparisse nel mondo molto minore varietà e magnificenza che oggi non vi si scuopre. Ma nondimeno gli uomini compiacendosi insaziabilmente di riguardare e di considerare il cielo e la terra, maravigliandosene sopra modo e riputando l’uno e l’altra bellissimi e, non che vasti, ma infiniti, così di grandezza come di maestà e di leggiadria; pascendosi oltre a ciò di lietissime speranze, e traendo da ciascun sentimento della loro vita incredibili diletti, crescevano con molto contento, e con poco meno che opinione di felicità.”

Giacomo Leopardi, Incipit Operette Morali

 

Non ho la pretesa di stare qui a parlare a posteriori, di quello che è stato per me e non solo per me, un mostro sacro come Giacomo Leopardi. E’ già strano per me avere davanti il suo Tema Natale, mi pare di entrare in zone intime e non violate che è meglio lasciare al loro spazio sacro. Dirò dunque solo alcune cose che mi risuonano in particolar modo e toccando i miei, di spazi interiori, in modo altamente soggettivo.

L’Ascendente Scorpione con preciso, che più di così non sarebbe possibile, Nettuno posizionato sull’Asse, compone un Trigono di segni d’acqua da manuale: Marte e Plutone in Pesci in IV Casa – Sole e Saturno in Cancro in VIII e IX Casa –  Nettuno nello Scorpione Ascendente e un importante Trigono di Terra: Luna in Capricorno, Urano in Vergine e Venere e Giove in ToroQuesta porosità datogli dell’elemento Acqua, o modalità “spugna”, io tendo a chiamarla, e cioè una personalità che è in grado di non avere filtri né una pelle spessa tra il proprio IO e l’esterno. Proprio come le spugne, pronte ad assorbire l’acqua, può essere imbevuta totalmente di emozioni, perché non c’è un muro spesso a fare da divisori.

La sensibilità estrema è  così sottolineata con l’evidenziatore rosso e ci fa pensare a Leopardi, come una figura totalmente avvolta nelle dense nebbie Nettuniane del sentire profondo, permeabilità e mutevolezza dei sentimenti. Nettuno in 1 Casa,  la sui simbologia è spesso indice di sacrificio immediato alla nascita, (la grande correlazione all’acqua, a volte rischi morte del neonato per asfissia, soffocamento o problemi con la placenta). A livello simbolico è causa spesso, per lunga parte della vita, se non reso manifesto e consapevole, un ridimensionamento immediato dell’Ego, (un pianeta così spirituale nel momento dei massimi bisogni fisici e materiali di sopravvivenza del bambino, nascita e impatto nel mondo). Nettuno dunque modifica la percezione dei propri bisogni primari, come sciogliesse quell’aggressività vitale che è del neonato appena uscito dal ventre materno. Da qui la difficoltà di formazione di un’identità definita, in favore dell’attenzione e la ricerca continua di amore – approvazione da parte dell’altro; l’oggetto d’amore – madre nei primi mesi e anni di vita, mondo esterno e relazioni, via via crescendo.

Un’Io dunque, che in prima istanza non ha potuto prendere la forma necessaria per la spinta vitale tipica del significato della 1 Casa – nascita-  inizio e impatto nel mondo, imprinting, e maschera anche strutturalmente difensiva che ci permette di muoverci nella realtà, per compiere il viaggio verso il nostro Sole – Identità. Nettuno in 1 Casa è una posizione che richiede invece un adattamento, piuttosto che essere nel moto sanamente egoico della psiche del bambino in formazione.  L’attenzione su di lui forse confusa, filtrata, non sufficiente ( Nettuno),  ha dovuto porla lui stesso al di fuori per cercare di captare oltre la cortina nebulosa Nettuniana, essere dunque già dall’inizio in sacrificio di sé protratto verso il mondo.

Il Sole Cancro, ci conferma questo stato di accudimento primario deficitario e la conseguente fatica a sostenersi autonomamente a livello emotivo, ad essere in balia del proprio bisogno di essere nutrito a livello affettivo. E’ confermata nella sua biografia la durezza di un padre insegnante esigente e dittatoriale e una madre fredda e anaffettiva, comprensibile che i suoi valori Cancerini – femminili e ricettivi, non potessero essere colmati nè accolti con quella dolcezza che lui cercherà di placare tutta la vita del senso di fusione con la natura, il sentimento mistico e la fratellanza universale. Dolore che rimarrà non sanato quasi mai se non parzialmente trasformato sul finire della vita, con la Ginestra e la consapevolezza della comune appartenenza a qualcosa di più grande di una madre (che non è stata sicurezza nè calda terra su cui arenare – Luna in Capricorno),  ma a tutto il genere umano – risoluzione tematica Pesci- Nettuno.

Giacomo Leopardi, possiamo visulizzarlo a livello metaforico, senza uno strato di pelle; la sua salute precaria e la struttura fisica fragile confermano questa peculiarità di scarso attaccamento alla solarità sana e robusta e spinta vitalistica verso la vita,  un atteggiamento che si sposta dall’esterno all’interno di sé, una natura introversa e dedita al sentimento delle cose, più che alle cose stesse, a ciò che permea e dà significato all’esperienza, al suo valore espresso nella tonalità affettiva. Poca propensione all’azione attiva, all’estroversione, confermata anche dalla totale assenza di elemento Fuoco nel Tema Natale.

Il confine tra la vita, la morte, la fine della cose, la trasformazione, ( Ascendente Scorpione) e la tematica Nettuniana – Pescina ritorna come dominante fondamentale e ci descrive quello che era il suo mondo effettivo: il mondo interiore. Marte in Pesci 4 Casa congiunto a Plutone ci pone di fronte alla dissoluzione di tutte le barriere dell’Io, dapprima erose dal Dio Nettuno, trasformista e senza una forma definita, ambivalente e illusorio che si trasformava in ciò che gli altri desideravano, o meglio le altre, le dee che voleva concupire, e dall’altra abbiamo il Dio Plutone, Ade dagli inferi e dalle zone d’ombra dell’inconscio, nel viaggio iniziatico per eccellenza, che può risorgere solo se spogliati di tutti i falsi sè e le strutture difensive attuate dalla  nostra coscienza.

Leopardi è passato attraverso l’estasi e il trasporto di cui la Natura si è fatta portatrice e che gli ha permesso di di attraversare quel crinale oltre se stesso e il suo ego individuale. Il suo ego – identità, era già aperto e fluido dalla voragine – vuoto affettivo – canale aperto, ed è proprio da quel vuoto incolmabile che ha potuto farsi strada lo spirito: passaggio e porta, affinchè potessero filtrare spiragli di luce di qualcosa di molto più grande di lui. I due portali verso il trans-personale, Nettuno e Plutone, sono stati per lui, il tramite doloroso, attraverso i quali, ha potuto accedere a quel mondo di percezioni altre, di cui è stato poi il messaggero.

La sua identità al confine tra il dissolversi e l’affermare, il ribellarsi e il sacrificare, che sono ambivalenze interiori comuni, latenti e inconsce a quasi tutti gli esseri umani, sono state tangibili ed estreme per lui, perso e fluttuante nell’Infinito interiore, schiacciato nel limite concreto e lacerante della materia, corpo, colle, mondo fisico, umano vivere.

Giacomo si è trovato senza il comune scampo, che viene destinato a molte persone che possono accontentarsi di una vita  senza infamia nè lode, senza la pretesa forse di giungere a vette celestiali, sublimi visioni, estatiche intuizioni, ma nemmeno crollare sotto il peso di dolori scontertanti. Una vita normale insomma, per quel che può significare questa parola. No Leopardi non ha potuto ambire a questa presunta normalità, la sua Anima aveva un progetto ben diverso e cioè che lui si facesse carico di sentire tutto senza sconti del mondo dei sentimenti di sè, e delle variazioni dello spirito umano, e della percezione forse di quel Divino, che poche anime riescono a percepire tramite uno dei canali concreti, che è la Natura e infine lo donasse a noi – grazie al canale espressivo che fu la scrittura (Mercurio in Gemelli in 8 Casa).

La domanda che tutti si pongono, o almeno che io mi pongo fin da quando ai tempi delle scuole elementari e studiavo la sua biografia: Giacomo Leopardi avrebbe potuto essere almeno un po’ felice o era tutto scritto in un destino schiacciante e irreversibile che lo ha reso martire e vittima delle circostanze?

Ovviamente io non so rispondere a questa domanda, ma posso pensare che allora, le condizioni di libertà erano molto diverse dal nostro presente, la scoperta della scienza rispetto alle malattie ecc. e anche l’accesso al mondo, ai viaggi e alla comunicazione erano limitati dalle condizioni di quella realtà, se poi si era nati in un paese di provincia con un padre autoritario e restrittivo, la scarsa volontà ad emergere di un Tema Natale più introverso e meditativo che attivo, permeato dall’umoralità dell’abbondanza dell’elemento Acqua, la paura del nuovo dei pianeti in Cancro, annessi agli antichi sensi di colpa di Saturno, le cose si complicano parecchio. Internet, televisioni, telefoni e quant’altro sono una scoperta recente, non che abbiano migliorato le condizioni di vita, ma forse per Giacomino, solitario e restio a mostrarsi e confrontarsi con gli altri esseri umani in carne e d’ossa, un pochino l’avrebbero fatto.

Un tema natale come quello di Leopardi non ha dentro i semi dell’infelicità, guardato con gli occhi che abbiamo adessso, anche rispetto al libero arbitrio, alla scoperta della psicoanalisi e ai percorsi individuali di consapevolezza, ci pone semplicemente di fronte al riconoscimento della propria peculiarità – Un tema con una fortissima dominante acqua e Case d’acqua ben sollecitate, è senz’altro indice di una sensibilità al di fuori del comune, ma questa sensibilità prima di tutto andrebbe riconosciuta e volorizzata dalla persona depositaria del Tema, che in genere è sempre l’ultima a farlo. Proprio perchè la sua immensa sensibilità emotiva, la facilità di percezione dell’altrui sentire, porta la persona ad essere insicura e dubitante delle sue stesse emozioni –  l’Identità non si riconosce , si confonde e fatica e darsi dei limiti e ad autolegittimarsi.

Se avessi potuto poter intervenire nel destino di Giacomo, gli avrei posto davanti un mentore, o uno dei moderni sciamani che vanno tanto di moda ora, o anche il buon Carl Gustav Jung, che lo prendesse per mano per portarlo con sè nella sua casa a Bollingen; l’avrei fatto sedere lì lungo il lago, in tutta la sua silenziosa pace e in una modalità dolce e poetica allo stesso tempo, calda e sostenuta come padre amorevole, (che Giacomo non ha avuto la fortuna di avere) si sarebbe potuto compiere il meraviglioso viaggio all’interno di se stesso. Solo così riconoscendosi ed essendo riconosciuto da un alter ego positivo, padre spirituale ed insieme grande madre nutritiva, forse Giacomo Leopardi avrebbe potuto lenire e comprendere il senso di lutti  e dolori, asprezze del suo vissuto infantile, mutare il suo destino e scrivere versi fino alla vecchiaia.

Ma questa forse sarebbe stata tutta un’altra storia….

 

Anna Elisa Albanese 

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