CARL GUSTAV JUNG

24 lug CARL GUSTAV JUNG

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CARL GUSTAV JUNG, 26 luglio 1875, LEONE ascendente ACQUARIO

 

‘Probabilmente esiste qualche collegamento, nell’inconscio dell’uomo, con – si potrebbe dire – l’Universo.
Ci deve essere qualcosa nell’uomo che è universale; in caso contrario egli non avrebbe potuto fare una proiezione simile, non potrebbe leggere se stesso nelle costellazioni più remote.
Non si può proiettare qualcosa che non si possiede; qualsiasi cosa si proietti in qualcun altro è dentro di sè, si trattasse pure del diavolo stesso. Il fatto che proiettiamo qualcosa nelle stelle significa quindi che possediamo qualcosa che appartiene anche alle stelle.
Facciamo veramente parte dell’universo.
Giacchè si fa parte del cosmo, qualsiasi cosa si faccia dovrebbe essere in armonia con le leggi del cosmo stesso.’

Carl Gustav Jung

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Un tema connotato dalla dimensione dell’altro quello del caro Carl Gustav Jung, di cui non parlerò in maniera esaustiva come meriterebbe, ma mi limiterò a toccare alcuni punti sul suo Tema Natale. Ho una certa reverenza nei suoi confronti e non vorrei mai sapere troppo di lui, è bello che rimanga nell’aura del mito. La dimensione dell’altro in che senso dunque? Il suo Sole in Leone è esattamente collocato sull’Asse del Discendente quindi nella dimensione del viaggio alla scoperta dell’altro da Sè: la Casa VII rappresenta quello che di noi stessi non riusciamo a vedere e che proiettiamo su un altro essere umano. Sia nel bene che nel male, le qualità da cui siamo attratti, i difetti che non possiamo tollerare, le ombre e illusioni. Jung infatti fu colui che portò avanti il discorso sulla Proiezione, l’Ombra e l’Anima/Animus. L’Ombra è quella parte così lontana dalla nostra coscienza, che può trasformarsi in qualcosa di enorme, riflessa – proiettata negli altri. L’Ombra è più spesso riconoscibile quando si manifesta con qualcuno appartenente al nostro stesso sesso, per poi sfociare a livello collettivo ad essere proiettata su una nazione o un popolo; ne sono esempio le guerra, gli stermini di massa ecc..

L’Anima/Animus è la nostra parte maschile e femminile che viene incarnata da qualcuno del sesso opposto, (ed è la nostra parte interiore femminile e maschile) o per dirla in termini astrologici, per i maschietti l’Anima sarà Luna e Venere, e per  le donne sarà Sole e Marte, proiettato per lungo tempo sui partner di cui ci innamoriamo e viceversa.

Per Jung dunque il viaggio nell’ombra è forse iniziato con la figura del padre (Sole in Leone in 7 Casa quadrato a Nettuno in Toro), e con la lotta mitologica – simbolica tra il suo Saturno in Acquario in Casa I e Urano in VII Casa; una sfida che portò avanti per tutta la vita, tra innovazione (Urano) e ricerca di appartenenza a una struttura socialmente accettata (Saturno). Jung ha cercato a lungo una figura di padre che compensasse un’assenza e un vero punto di riferimento, (il suo rapporto conflittuale con Sigmund Freud), ricordiamo inoltre che spesso il segno del Leone si trova ad avere un “problema” con il padre, e nel caso di Jung la quadratura  a Nettuno e la posizione del Sole in Casa VII – Discendente, porta avanti questa tesi. Il padre, teologo e pastore protestante,  forse si occupava più volentieri di un collettivo – che del piccolo Carl, che pare fosse un bambino molto sensibile, introverso e taciturno, per gran parte della sua infanzia.

Il padre per lui fu anche una figura avvolta nelle nebbie Nettuniane, dalla distanza e dalla spiritualità vaga e confusa, che spesso connota un Nettuno non ancora integrato, nel vuoto percepito anche nell’impatto iniziale alla nascita che con la simbologia dell’Ascendente Acquario, non fa pensare a qualcosa di avvolgente, caldo e protettivo.  La ricerca di una presenza chiara e definita e della vera identità paterna prima, la sua ricerca di identità in seguito, fu il vero viaggio per Jung. Un mondo sepolto nei meandri dell’inconscio tutto da scoprire e trovare. Infatti la creazione del viaggio dell’Eroe alla ricerca della.sua vera strada autentica e l’analisi di se stesso durò per tutta la sua vita, alla ricerca di quel Sole luminoso in Leone ‘dall’altra parte del guado’ (Casa VII  – Urano in VII).

Jung ha costellato il suo mondo interiore e la sua attitudine all’introversione fin dall’infanzia, la sua parte spirituale e sensibile attratta anche da dimensioni ultra-terrene si legge anche nelle sue memorie autobiografiche –  la comunicazione tra i vari mondi, quello interiore, esteriore, ‘degli spiriti’, complice anche la Luna nella III Casa carica di aspetti e il suo Giove in Bilancia in VIII Casa . La Luna simbolo anche di una figura materna colorata anch’essa da tratti Uraniani e distanzianti, se pur nel caldo segno del Toro, (Luna in Toro congiunta a Plutone, quadrata a Urano e Saturno).

Sappiamo che Jung non abbandonò mai la terra salda del focolare, donatogli dalla moglie Emma, angelo e Anima che gli diede quattro figli, famiglia e nido a contenere i suoi viaggi nei mondi dell’ombra e delle prime scoperte di contro-transfert con le sue pazienti, di cui note, Sabina Sperlein e Toni Wolff, di cui quest’ultima, da paziente ad analista si trasformò in amante più o meno ufficiale in anni decisivi e molto inquieti per Jung. Una Venere congiunta a Mercurio in Cancro in Casa VI, può rappresentare l’immagine di una donna del focolare con una sua posizione limitata e organizzata ma presente e concreta, e una Luna congiunta a Plutone e quadrata ad Urano e Saturno ci mostra invece un’immagine di donna più passionale e indipendente, che può anche  essere vissuta come “minacciosa” e con un alto rischio di travolgere e prendere Potere emotivo – Plutone.

Jung infatti ebbe episodi lunghi di depressioni, visioni e immensi debordamenti di immagini psichiche, sia preveggenti, ma anche di grande rischio per il suo equilibrio mentale e il suo lavoro clinico, che grazie anche  alla sua Casa – Anima – moglie fu in grado di contenere e arginare, anche se passò lunghi anni in una voragine d’ombra. Quando morì Emma, Jung costruì una Casa – Torre – Anima, la famosa casa di Bollinger che fu per lui rifugio e riparo e messa in pratica concreta della sua Psiche. Lui stesso progettò negli anni lunghi di costruzione, questa casa concepita come il centro stesso del proprio Sè – il fuoco al centro, focolare e centro divino – la sua Luna in Toro, mise davvero le radici in terra per congiungersi  e incontrare il Dio del cielo – Torre – Urano.

Citando le parole dell’amico e collega Paolo Quagliarella, possiamo anche aggiungere che “Jung ha costruito con le proprie mani (VI Casa) la torre di Bollingen espressione del suo Sé, della sua privacy, della sua necessità di connessione profonda. Mercurio è in aspetto al governatore della sesta casa, la Luna in Toro situata nella terza casa che conferma ancor di più quanto appena citato nell’esempio: il bisogno di comunicare con atti concreti e tangibili. Jung ha lavorato con le tecniche di associazione verbale (Mercurio), raccolta dei dati (VI Casa) permettendo di esplorare il contenuto emotivo (Cancro – Acqua) dei pazienti. Comprendiamo che il bisogno è dunque una possibile leva interpretativa del tema natale e come questo possa essere utilizzato per stimolare il cliente a cercare quelli che sono gli elementi reali, tangibili più vicini a lui affinché possa essere realizzato.”

Ci sarebbe ancora da scrivere tantissimo sia sul Suo Tema Natale sia su tutto quello che lui aveva intuito allora e stiamo portando avanti adesso con fatica, come la sua teoria degli Archetipi e la sua parte dedicata allo studio dell’Astrologia, che in quegl’anni fu veramente una breccia di diversità (sempre in avanti nei tempi e non troppo compreso nella sua epoca –  un Urano in trigono a Marte di fuoco in XI Casa in Sagittario e ) e  coraggioso nella sua strada individuale e unica, tipica di un’eroe moderno del nostro Novecento.

 

Anna Elisa Albanese

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Ernst Bernhard, in “Lettere a Dora”, Dal campo di internamento di Ferramonti (1940-41)

 

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dai disegni ne ” Il libro rosso” di C. G. Jung

  

 “La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno ma dall’incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili”. (Carl Gustav Jung)

  

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5 Commenti
  • CARL GUSTAV JUNG | Ripie.ga
    Posted at 11:51h, 24 luglio Rispondi

    […] Articolo originale su http://www.sentieroastrologico.it/carl-gustav-jung/ […]

  • LA MIA INTERVISTA A JUNG - Sentiero astrologico
    Posted at 11:43h, 24 luglio Rispondi

    […] onore del compleanno di C. G. Jung del 26 luglio, vi propongo l’intervista immaginaria, fatta dal mio amico e collega Paolo Quagliarella nel […]

  • SIGMUND FREUD | Guarda qua!
    Posted at 10:14h, 05 maggio Rispondi

    […] Anche  C.G.Jung  aveva Sole in Leone e Urano in Casa VII, non casuale per entrambi questa posizione, che ha permesso una ricerca di se stessi tramite la ricerca di conferme, approvazione, dialogo, relazione che si crea nei rapporti e nel lettino d’analisi di cui sono stati pionieri. Un rispecchiamento necessario e possibile per poter immaginare quella zona di “relazione” che si crea nel setting analitico. L’Io che incontra il Tu, grazie al meccanismo della Proiezione e del Transfert, è possibile riconoscere le zone ombra dentro di sé. Trovare la totalità attraverso l’altro, che non è che l’immagine specchio di ciò che di non non riconosciamo. Questo per noi pare a volte così scontato,  ma arriva dagli studi di quegl’anni. […]

  • SIGMUND FREUD - Sentiero astrologico
    Posted at 17:16h, 28 aprile Rispondi

    […] si presta benissimo a lavori che possano indagare questo “altro da noi”. Anche  C.G.Jung  aveva Sole in Leone e Urano in Casa VII, non casuale per entrambi questa posizione, che ha […]

  • LUNA PIENA IN LEONE 11 febbraio 2017: LA LUNA DELLA LUCE - Sentiero astrologico
    Posted at 23:09h, 07 febbraio Rispondi

    […] più grande del Leone, di cui è portatrice questa Luna: Il viaggio di Individuazione ( di cui C.G. Jung ha fondato gran parte del suo viaggio di […]

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